Salvini per la riconferma di Giuseppe Bono alla guida di Fincantieri

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(aggiornato alle ore 13,45 del 24 febbraio)

L’ipotesi che Giuseppe Bono non venga riconfermato amministratore delegato di Fincantieri ha suscitato diverse reazioni nelle ultime ore. “Bono lo stimo per quello che ha fatto e conto che continui a farlo a lungo e sarò a Monfalcone la settimana prossima ad inaugurare l’ennesimo gioiello dell’imprenditoria italiana” – ha detto ieri il vicepremier Matteo Salvini.

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Un “endorsement” a Bono ribadito oggi da Salvini (“Dal mio punto di vista Bono ha lavorato bene ed è giusto che stia al suo posto e continui a lavorare bene”) condiviso da molti.

Il sottosegretario M5S Stefano Buffagni, ha commentato con l’Ansa le indiscrezioni in merito alla possibilità di cambiare i vertici di Fincantieri definendole articoli fantasiosi e strumentali. Credo che l’amministratore delegato Giuseppe Bono sia una risorsa importante per Fincantieri, i numeri e la storia lo dimostrano. La sua esperienza e le sue capacità anche a livello internazionale sono preziose per Fincantieri e l’Italia.

Allo stesso tempo, però, è necessario ricordare che Bono ha 75 anni e che è compito del Governo, e credo che Salvini condivida, pensare a pianificare il futuro di un’azienda importante come Fincantieri. Si tratta di una società quotata, non un’Autorità interna del Paese – aggiunge – ed è doveroso fare attente valutazioni e trovare la soluzione migliore possibile nell’ interesse dell’Italia. Per questo abbiamo iniziato una riflessione anche con lo stesso Bono per ragionare su come gettare le basi per il futuro. Dobbiamo costruire un orizzonte di medio lungo periodo con un mix di esperienza e cambiamento in maniera costruttiva”.

Valutazioni, queste ultime, non condivise da Fabrizio Cicchitto, presidente di Riformismo e Libertà, ex presidente della commissione affari esteri della Camera: “Il sottosegretario Buffagni dimentica che l’intelligenza è del tutto indipendente dall’età. Se non ci fosse questa valutazione del tutto pragmatica Buffagni avrebbe dovuto mettersi di traverso rispetto alla nomina del professor Savona alla Consob destinata a durare di qui a 7 anni. Indipendentemente dall’età sul terreno della cantieristica Bono è un manager che ci è invidiato da tutto il mondo. Speriamo che non spingiamo il nostro masochismo fino a privarcene perché a livello di governo c’è chi vuole lottizzare tutto indipendentemente dal merito” – ha concluso Cicchitto.

“Ringrazio Matteo Salvini e sono contento per le sue parole di stima” ha detto Giuseppe Bono, sollecitato ieri dai giornalisti a margine di un convegno aggiungendo che “la mia riconferma dipende dall’azionista”, che deve proporla e dipende dal sottoscritto accettarla”.

Sostegno incondizionato alla conferma di Bono giunge anche dalle opposizionigiorgia-meloni-nazionalizzare-bankitalia-750x536.

“Fratelli d’ Italia si augura che il governo sappia valutare con serietà il rinnovo dei vertici di Fincantieri. Parliamo di un’azienda pubblica italiana che, sotto la guida dell’amministratore delegato Giuseppe Bono, è diventata leader assoluta in Europa e tra le prime al mondo. Auspichiamo che l’esecutivo voglia confermare l’attuale management, che ha dimostrato capacità e visione strategica, anche in un settore delicato come quello militare” ha dichiarato il presidente di Fratelli d’ Italia, Giorgia Meloni.

“Non voglio fare il fantacalcio delle nomine ma è altrettanto vero che se delle aziende a partecipazione pubblica sono in grado di funzionare mi sembrerebbe sbagliato cambiare rotta. Cambiamo le cose lì dove non funzionano, non dove funzionano” ha detto il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga (nella foto sotto).

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“Con lui ho avuto anche discussioni accese, ma penso che Giuseppe Bono abbia lavorato bene in Fincantieri”. Proprio in virtù degli “ottimi risultati che ha avuto anche nei momenti di difficoltà”. Momenti, ha precisato Fedriga, “che sono passati, anche attraverso il suo amministratore delegato. Per quanto mi riguarda, Bono è stato un ottimo amministratore delegato”, ha concluso Fedriga.

Per il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato (PD) “quando un manager è bravo va sostenuto a prescindere dalla sua appartenenza. Penso che Giuseppe Bono abbia lavorato bene per Fincantieri e mi auguro che il governo ne tenga conto e che difenda un manager che ha anche saputo fare sistema in questa regione”.

Sempre in casa PD, inequivocabili le parole dell’eurodeputato Andrea Cozzolino: “Auspico che il governo voglia tenere in seria considerazione il lavoro di Giuseppe Bono, che ha reso Fincantieri un’azienda leader nel mondo e un riferimento per il territorio. Alla luce delle sue indiscusse capacità manageriali e dei notevoli risultati ottenuti durante il suo mandato, la sua riconferma non può essere oggetto di discussione”.

“Appoggio totale all’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono”, è stato espresso dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, a proposito delle voci su una eventuale mancata riconferma del manager del Gruppo cantieristico. Lunedì Brugnaro terrà sul tema una conferenza stampa di fronte allo stabilimento Fincantieri di Marghera, assieme al presidente di Confindustria Venezia e Rovigo, Vincenzo Marinese.

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“Giuseppe Bono ha fatto qualcosa di straordinario per il nostro Paese, prendendo in mano un’azienda e portandola ai vertici mondiali con un portafoglio ordini da 32 miliardi di euro: guai a chi lo tocca” ha detto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza a chi gli chiedeva un commento in merito alla possibile sostituzione dell’ad di Fincantieri.

Forte preoccupazione in proposito è stata espressa anche dalla Cisl Friuli Venezia Giulia.

Il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco, definisce quanto meno “paradossale” l’ipotesi avanzata, tenuto conto che, con Bono alla guida, Fincantieri in questi anni è cresciuta diventando un punto di riferimento a livello globale e territoriale e che una sua sostituzione comprometterebbe quanto costruito.

“Non vorrei – sostiene il sindacalista – che alcune discutibili scelte politiche potessero compromettere quanto esiste di eccellenza, andando a danneggiare delle realtà strutturate, che oggi rappresentano un solido pilastro per l’economia e l’occupazionale nazionale e regionale”.

 

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