Artico: La partecipazione di Leonardo al progetto europeo ARCSAR

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Si è tenuto presso l’Auditorium di Leonardo in Roma il workshop internazionale dedicato alle “Tecnologie satellitari a supporto delle operazioni di Search and Rescue ed allo sviluppo sostenibile nell’Artico” nell’ambito di ARCSAR e del programma Horizon 2020. Nella giornata di apertura dei lavori erano presenti il vice-ministro del MIUR Lorenzo Fioramonti, l’ambasciatrice norvegese a Roma, la rappresentante della comunità inuit ed il presidente di Leonardo Giovanni De Gennaro.

Il progetto europeo ARCSAR (Arctic Security and Emergency Preparedness Network) è stato promosso dall’Unione Europea nell’ambito di Horizon 2020 e nell’arco di cinque anni favorirà il confronto tra i soggetti politici dell’area artica per favorire punti di contatto e soluzioni per la ricerca su alcuni punti cardine come lo sviluppo sostenibile dell’Artico nell’ambito della sicurezza, risposte alle criticità che potrebbero emergere e sviluppo tecnologico. Nella discussione costante sui cambiamenti climatici globali anche la regione artica è interessata a questi mutamenti per i rischi connessi per l’ambiente naturale e le inevitabili trasformazioni come conseguenze dello scioglimento dei ghiacci. Il loro recedere può aprire nuove rotte marittime che porterebbero ad un mutamento della centralità strategica dell’area con l’ipotesi che tutto possa divenire un confronto  ’influenza soprattutto per i soggetti geopolitici in competizione (Stati Uniti, Russia, paesi scandinavi, Regno Unito) per collocare la regione polare nel proprio ambito politico. Il timore che la regione artica possa divenire una sorta di appendice postuma della Guerra Fredda per eventuali confronti tra i soggetti interessati rimane per adesso una remota possibilità di confronto ma è bene non abbassare la guardia.

Ovviamente il workshop è stato incentrato sugli aspetti dello sfruttamento delle risorse puntando ad una fusione di interessi per la navigabilità delle rotte artiche, monitoraggio ambientale, sicurezza delle popolazioni indigene. I temi discussi nel corso del seminario sono stati proprio quelli dello sviluppo della regione artica nell’ottica di coordinare tutti gli aspetti economici e geopolitici per un’iniziativa guidata dalla Joint Rescue and Coordination Center Northern Norway che coinvolge 21 enti di ricerca e istituzioni di 13 paesi.

L’interesse dei paesi che gravitano più o meno sulla regione artica punta all’utilizzo delle tre rotte marittime artiche per ora condizionate dagli alti costi e dalla difficoltà di navigazione ma con il recedere dei ghiacci si potranno avere nuove rotte o la semplificazione di navigabilità per le esistenti; del resto la rotta artica riduce del 30-40% il tempo di percorrenza dal nord Europa all’Estremo Oriente.

Ma il coacervo di interessi e di ricerca per ottimizzare risorse preservando l’ambiente non troverebbe soluzioni senza la presenza di Leonardo che tramite e-GEOS (80% Telespazio e 20% Agenzia Spaziale Italiana) è l’unica industria partecipante ad ARCSAR. Il presidente De Gennaro ha tenuto a sottolineare come Leonardo sia in grado di offrire competenze ed innovazioni uniche per lo sviluppo sostenibile dell’Artico grazie ad una tecnologia avanzata che vede l’integrazione di sistemi satellitari per l’osservazione della Terra, il monitoraggio ambientale e gestione delle emergneze, sistemi di telecomunicazioni satellitari e di terra, radar e sistemi di sorveglianza terrestre, costiera, marittima ed infrastrutture oltre ad un’ampia gamma di elicotteri ed aerei.

E’ stato sottolineato che in ambiente artico l’unico modo di comunicazione avviene attraverso comunicazioni satellitari anche se è stato precisato che i satelliti devono essere del tipo radar in quanto i satelliti ottici a causa dell’oscurità artica e del maltempo (nubi) non sono in grado di vedere l’area interessata alla ricognizione; i satelliti radar COSMO-SkyMed dell’ASI sono gli strumenti privilegiati per l’osservazione ed il monitoraggio di regioni difficili dal punto di vista meteo/climatico e possono essere impiegati per individuare rotte ottimali per rendere più sicura la navigabilità rilevando la presenza di iceberg; è stato ricordato come Leonardo attraverso e-GEOS ha supportato la navigazione della nave “Alliance” durante la campagna artica di geofisica High North 18 che ha visto la Marina Militare impegnata insieme ad enti di ricerca nazionali e internazionali.

Le potenzialità dei satelliti vengono incrementate se ai dati acquisiti dai satelliti vengono applicate le tecniche di big data analytics; un esempio e SEonSE ( Smart Eyes on the SEas), piattaforma geospaziale di Leonardo per la sicurezza marittima. Come si è detto la potenzialità operativa offerta dai satelliti si traduce poi nella potenzialità delle piattaforme ad ala fissa e rotante ed in  quelle a pilotaggio remoto che concorrono –queste ultime- a missioni di sorveglianza capillari per l’habitat marino ed alle operazioni di ricerca e soccorso in mare. La tempestività e l’accessibilità alle informazioni consentono agli elicotteri di Leonardo di essere sempre presenti dove vengono richiesti H24 e 7 giorni su 7, grazie alla loro autonomia e condimeteo proibitive restando in volo sul mare anche con forte vento laterale.

Si tratta di macchine come l’AW139, l’AW189 e l’AW101 già operanti da tempo in nord America e in nord Europa; sono impiegati in aree marittime come Atlantico del nord, Mare del Nord, Mar Baltico.  Per quanto concerne le piattaforme ad ala rotante, Giovanni Soccodato –chief strategy and innovation di Leonardo, ha evidenziato le caratteristiche della piattaforma maggiormente prestante come l’AW101 norvegese sviluppato nell’ambito del programma NAWSARH (Norvegian All-Weather SAR Helicopter) dotati di radar AESA di scoperta in banda X a facce fisse Osprey prodotto dalla Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Leonardo; presenta tre antenne, una posta sul muso e due dietro gli sponson che danno una  copertura di 360°.

Dono poi equipaggiati con il Mobile Phone Detectiona and Localisation System che consente di tracciare e localizzare il telefono cellulare di un naufrago/disperso. L’AW101 norvegese monta tre turbine turbo alberi GE CT7-8E da 2.041 shp ciascuna ed il rotore dispone di pale BERP-3 per un efficientamento del profilo delle pale stesse. La sensoristica e le innovazioni sul sistema propulsivo potrebbero interessare anche il Canada che sta procedendo all’ammodernamento della flotta dei suoi CH-149 Cormarant (gli AW101) già operativi da anni.

Sono state poi evidenziate le difficoltà delle operazioni SAR condotte con  elicotteri dove si riscontrano fenomeni come tra l’altro la rapida ed improvvisa formazione di ghiaccio sulla superficie dell’elicottero, il disorientamento spaziale che l’ambiente uniforme potrebbe causare al pilota; altri fenomeni di rischio sono poi la formazione di ghiaccio sulle pale, parabrezza e presa d’aria dei motori. Altra piattaforma è il C-27J che possono essere impiegati per la sorveglianza marittima di medio raggio, monitoraggio delle attività marittime, assistenza alle operazioni di ricerca e soccorso in mare. Per l’espletamento delle diverse tipologie di intervento il C-27J è in grado di ospitare le vano carico dei complessi modulari specifici.

Al termine del primo giorno di lavori dove sono stati presentati programmi e soluzioni che interessano la regione artica, oltre alla componente didattica è stato posto l’accento sulle innovazioni tecnologiche che il portafoglio Leonardo è in grado di offrire come unica industria partecipante.

 

Federico CerrutiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma, dove risiede e lavora, ha iniziato la sua carriera giornalistica nel 1965 con la rivista Oltre il Cielo occupandosi di spazio sia civile che militare e con la testata Ali Nuove. Nel 1971 ha iniziato a lavorare con Alata e dal 1979 con Difesa Oggi della quale divenne caporedattore lavorandovi fino al 1998. Ha collaborato con Rivista Aeronautica, il quotidiano Europa, il Centro Militare Studi Strategici (Cemiss) e svolto alcune attività con il SIOI. Dal 2001 è defence editor di Analisi Difesa.

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