Il volontario italiano Lorenzo Orsetti ucciso dall’Isis in Siria

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L’Isis ha diffuso la foto del cadavere senza vita di quello che viene descritto come “il crociato italiano Lorenzo Orsetti”. L’ immagine, pubblicata sui social network da Amaq, l’agenzia di propaganda e informazione dello Stato Islamico, mostra il viso e parte del busto della vittima, a terra. Accanto al volto appaiono le punte di due scarponi militari, probabilmente indossati dai miliziani dell’Isis autori dell’immagine.

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Orsetti, noto col nome di battaglia di “Tekoser”, combatteva a fianco dei curdi dell’Ypg (milizie confluite nelle Forze Democratiche Siriane (FDS) appoggiate dalla Coalizione a guida statunitense e sarebbe stato ucciso durante l’assedio di Baghuz, ultima roccaforte siriana dello Stato islamico. I documenti (carta di credito e tessera sanitaria), secondo quanto riferisce Site, il sito Usa di monitoraggio del jihadismo, appartengono a Lorenzo Orsetti.

Lorenzo Orsetti, 33enne fiorentino, come una dozzina di altri italiani che ha combattuto come volontario al fianco dei curdi da Kobane a Raqqa a Baghuz.

Intervistato dal Corriere Fiorentino della sera, bei giorni scorsi aveva raccontato di aver lavorato per 13 anni nella ristorazione prima di aderire alla causa curda convinto “dagli ideali che la ispirano”: “Una società più giusta e più equa”, “l’emancipazione della donna, la cooperazione sociale, l’ecologia sociale e, naturalmente, la democrazia”.

“A livello bellico lo Stato Islamico è stato sconfitto” aveva detto Orsetti l’11 marzo in un’intervista rilasciata all’emittente Radio Ondarossa.

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“Mi ha telefonato il suo comandante curdo e mi ha detto che Lorenzo è morto insieme a tutti quelli del suo gruppo in un contrattacco dell’Isis stamani” ha detto il padre, Alessandro Orsetti.

“Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato, era con una unità araba (milizie arabe combattono accanto ai curdi nelle FDS – ndr) ma non so cosa significhi esattamente da un punto di vista militare – ha aggiunto – Li hanno uccisi tutti”.

Orsetti è il secondo italiano militante nelle fila delle forze curde e ucciso in Siria dopo Giovanni Francesco Asperti, il 50enne noto con il nome di battaglia di “Hiwa Bosco” e morto il 7 dicembre.

I volontari che hanno affiancato le milizie curde in Iraq e Siria sono gli unici connazionali ad aver affrontato in battaglia le milizie del Califfato dal momento che i militari italiani dell’Operazione Prima Parthica non sono stati coinvolti nei combattimenti in territorio iracheno e non sono mai intervenuti in Siria. Almeno ufficialmente poiché in passato sono circolate indiscrezioni circa la presenza di forze speciali al fianco dei peshmerga curdo-iracheni.

 

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