Afghanistan: offensiva di primavera talebana e colloqui di pace a Doha

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Come ogni anno in questi giorni i talebani afghani hanno annunciato una nuova offensiva primaverile. L’operazione “Fath jihadi” (vittoria della guerra santa) sarà condotta in Afghanistan con l’obiettivo di “sradicare l’occupazione” e “ripulire la patria musulmana dall’invasione e dalla corruzione”, hanno annunciato i talebani.

Afghan security forces arrive at the site of an attack in Kunduz province October 27, 2014. REUTERS/Stringer

L’ offensiva primaverile segna tradizionalmente l’inizio della cosiddetta stagione calda di intensificazione combattimento anche se l’annuncio è simbolico poiché anche in inverno le operazioni offensive talebane non sono certo mancate.

“Il nostro dovere jihadista non è ancora finito”, hanno spiegato i talebani. “Anche se gran parte della nostra patria è stata liberata dal nemico, le forze di occupazione straniere continuano ad esercitare influenza militare e politica nel nostro Paese islamico”.

Zalmay Khalilzad, il diplomatico statunitense che ha tenuto i colloqui con i talebani nella speranza di raggiungere un accordo di pace, ha definito l’annuncio “spericolato” e “irresponsabile”. “Se attuato, produrrà solo più sofferenza e migliaia di altre vittime”, ha twittato a pochi giorni dall’avvio di colloqui di pace a Doha, in Qatar, tra le parti in conflitto.

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L’operazione “Fath jihadi”è cominciata con una serie di attacchi a Bagram (la maggiore base aerea statunitense in Afghanistan, a nord di Kabul) e attacchi contro le forze armate afghane nelle province di Kunduz, Baghlan, Ghazni, Zabul, Maidan-Wardak, Badakhshan e Nangarhar.

“Le forze afghane hanno lanciato operazioni speciali in varie parti del Paese nelle ultime 24 ore, infliggendo pesanti perdite al nemico” ha affermato in un comunicato il ministero della Difesa di Kabul il 15 aprile.

IUl portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, ha detto che i combattenti del gruppo hanno ucciso 113 “miliziani” e “conquistato” 19 posti di blocco e basi militari solo nel terzo giorno dell’offensiva di primavera.

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Ai colloqui di Doha, che dovrebbero prendere il via il 19 aprile e protrarsi fino al 21, il governo afghano ha annunciato l’invio di una maxi delegazione composta da 250 membri tra leader politici, parlamentari, capi tribali ministri, funzionari di Stato e di governo oltre a rappresentanti della società civile.

Più scarna la delegazione dei Talebani che dovrebbe invece essere composta da 25-30 membri.

Per la prima volta faranno parte delle due delegazioni anche alcune donne, che però saranno escluse dai negoziati. Nella conferenza si parlerà di cessate il fuoco e processo di pace anche se non è stata resa nota un’agenda precisa.

Foto: Op. Resolute Support, AP e Reuters

 

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