Patrick Shanahan ora è a tutti gli effetti il segretario alla Difesa USA

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Il presidente americano Donald Trump ha nominato il 10 maggio Patrick Shanahan come ministro della Difesa. Sin dallo scorso febbraio Shanahan, già numero due del Pentagono dal luglio 2017, ricopriva la posizione di ministro ad interim avendo colmato il vuoto lasciato dal dimissionario James Mattis uscito di scena in aperto contrasto con le politiche del presidente.

Shanahan è’ passato alla storia per aver occupato la funzione di ministro della Difesa ad interim per ben 128 giorni, il lasso di tempo più ampio nella storia degli Usa. Sembra che in molti abbiano declinato l’offerta di Trump per il ruolo.

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Tra i nomi che giravano, quello dei senatori repubblicani Lindsey Graham, Tom Cotton e l’ex senatore John Kyl. Tra i papabili anche il segretario per l’Air Force, Heather Wilson, che si è tirata fuori dalla rosa annunciando che avrebbe lasciato l’ amministrazione alla fine di maggio per diventare presidente della University of Texas a El Paso.

La nomina non era più posticipabile alla luce delle numerose questioni internazionali aperte: dal Venezuela alla Cina, dalla Corea del Nord all’ Iran. E Patrick Shanahan, 56 anni, è un fedelissimo di Trump, sebbene con una esperienza limitata in ambito governativo.

Tra gli scettici già sulla sua conferma come viceministro c’era stato anche il defunto senatore dell’ Arizona John McCain, a capo della commissione Difesa del Senato. Ingegnere meccanico con un master al prestigioso MIT, Shanahan è figlio di un reduce del Vietnam. Prima di entrare nella squadra di governo del presidente Trump, è stato un alto dirigente di Boeing, in cui ha lavorato per circa trent’ anni, diventandone vicepresidente per le operazioni e il settore approvvigionamento.

Soprannominato “Mr. Fix-it” per la sua capacità di sistemare e gestire i momenti di crisi, nello specifico quelli legati alla controversa vicenda del Boeing 787 Dreamliner e degli incidenti ad esso legati.

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La sua presenza nel gabinetto ha fatto sollevare più di un sopracciglio anche in occasione della vicenda legata al Boeing 737 Max, il modello di jet coinvolto in due gravi incidenti aerei con 300 vittime. Su quest’ ultimo fronte Shanahan ha assicurato di esserne rimasto fuori.

La sua relazione con il colosso Usa dell’aviazione era stata al centro di una indagine interna a cura dell’Ispettore Generale del Ministero della Difesa volta a determinare se avesse o meno favorito Boeing (con l’ordine di nuovi caccia Boeing F-15) penalizzando altre aziende aerospaziali concorrenti. La compagnia, difatti, aveva ottenuto contratti pubblici per milioni di dollari, nonostante Shanahan si fosse astenuto in tutte le questioni sensibili.

Dopo la caduta delle accuse, Trump ha finalmente avuto il via libera alla sua nomina. “Se sarò confermato dal voto del Senato continuerò l’aggressiva implementazione della nostra strategia di difesa nazionale”, ha dichiarato Shanahan sottolineando poi la sua intenzione di puntare alla modernizzazione del comparto.

Numerosi i malumori tra gli esperti del ministero della Difesa e i legislatori che continuano ad avanzare forti perplessità sulla sua capacità di guidare il Pentagono con così poca esperienza in politica estera e difesa. In tanti, inoltre, si chiedono se e quanto sarà’ capace di indirizzare le decisioni del presidente Trump.

(con fonte AGI)

Foto US. DoD e Washington Post

 

 

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