Ustica, i fatti e le fake news

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Sulle cause della strage di Ustica è stato detto tutto e il contrario di tutto. Missili, bombe, guerre aeree e perfino gli alieni. Ma qual è la verità? Quella scritta dal giudice istruttore Rosario Priore? Quella descritta dai processi civili in tema di risarcimento danni? Quella narrata da spettacoli e film?

O si tratta di fumo negli occhi? Perché le sentenze penali seguite al rinvio a giudizio ordinato dal giudice Priore non hanno ricevuto la stessa attenzione mediatica delle altre? Chi o cosa ha orientato, promosso o affondato, nel corso di una interminabile inchiesta, le priorità d’indagine e la pubblicizzazione delle stesse risultanze sul caso?

Ustica è davvero un mistero? Sono queste alcune delle domande alla base di Ustica, I fatti e le fake news. Cronaca di una storia italiana fra Prima e Seconda Repubblica (LoGisma editore). Franco Bonazzi e Francesco Farinelli ripercorrono in questo libro quanto accaduto dal 1980 a oggi separando i fatti dalle false notizie attraverso una doviziosa analisi delle fonti e dei documenti maturati in ambito politico, in quello giudiziario e in quello tecnico-scientifico.

Un lavoro arduo data la mole di prodotti efficacemente distribuiti dai media che hanno contribuito a stravolgere dati, interpretazioni e metodologie a favore di tesi ideologiche e politiche nel delicato passaggio tra Prima e Seconda Repubblica: tra cittadini detective, professionisti seriali del cosiddetto “fare memoria” e improvvisati Sherlock Holmes, la strage di Ustica è rimasta intrappolata all’interno di un uso pubblico e politico della storia che ha in effetti celato, più che mostrato, le conoscenze raggiunte.

Un emblematico “caso italiano”, quello legato alla tragedia occorsa al DC-9 dell’Itavia, nel quale verità e pregiudizio si sono mescolati, nel tempo, ai toni tipici del melodramma dando vita alla narrazione di una “verità” legata più all’influenza emozionale che non alla ricerca scientifica. Si tratta dunque di un lavoro necessario, quello di Bonazzi e Farinelli, dato che non può esistere alcuna verità laddove il “verosimile” viene confuso con il “vero” e le opinioni tradiscono le fonti documentali della storia.

 

Il libro che molti speravano non fosse mai stato scritto. Perché il libro di Franco Bonazzi e Francesco Farinelli (Ustica, i fatti e le fake news. Cronaca di una storia italiana fra Prima e Seconda Repubblica, LoGisma editore) racconta, con documentata chiarezza, i passaggi cruciali dell’annosa vicenda; una vicenda intrisa di eccezioni, di mancanze procedurali, di incongruenze, di invasioni di campo, di incompetenze e di discutibile obiettività.

Perché si è trattato di un incidente aereo che non è stato investigato come qualsiasi altro incidente aereo nel mondo. Si sono prodotti pareri e giudizi prima ancora di vedere e conoscere il relitto di quel DC-9. E nella mancanza di scientificità – e nello stesso cervellotico approccio all’evento – si è da subito lasciato libero spazio alle più disparate interpretazioni, alle più fantasiose dietrologie. Ne è nata una caccia all’interpretazione più eclatante, quella che facesse più scalpore, quella che facesse prima pagina. Storie non provate, storie da analfabetismo funzionale, storie troppo cariche di interessi, storie ideologizzate: storie false.

Non importava. Quelle storie ormai erano state scritte: «Il detto era detto». Quelle storie erano ormai talmente scritte, talmente raccontate e così ampiamente rappresentate in ogni forma che nessuno ha più potuto metterle efficacemente in discussione. La storia si era fermata al 1999, con il rinvio a giudizio dell’ordinanza-sentenza del giudice Priore, per poi riprendere vita solo in seguito, con i processi in ambito civile in tema di risarcimento danni. In mezzo, il desolante vuoto di chi non ha voluto ascoltare l’unico vero dibattimento tra le parti che ha permesso di chiarire
fatti e ipotesi, certezze e inganni: i processi in Corte di Assise, giunti fino in Cassazione dal 2000 al 2007.

La storia di Ustica che è stata pubblicizzata dai media non era una storia vera. Ma non importava. Era necessario dare in pasto all’opinione pubblica una storia avvincente, ancorché largamente falsa. Una storia che spostasse
l’attenzione da quanto realmente accaduto, riempiendo quel vuoto con gli effetti speciali della gogna mediatica, dell’inchiesta postuma, della cosiddetta fiction impegnata. Una storia crudele che non ha onorato le vittime né reso giustizia alla verità.

Franco Bonazzi è stato pilota collaudatore in Aeronautica Militare e nell’industria aeronautica. Primo pilota italiano a volare con l’F-104, è stato membro, in qualità di responsabile italiano, del team incaricato dello sviluppo e qualificazione dell’F-104G. Durante la permanenza in aeronautica ha fatto parte di diverse commissioni d’inchiesta per incidenti aeronautici. Segue la vicenda di Ustica dagli anni ’80 e dal 2000 al 2004 ha fatto parte del Collegio di consulenti tecnici della difesa nel processo contro i generali dell’aeronautica, tenutosi presso la Terza Corte d’Assise di Roma.

Francesco Farinelli è dottore di ricerca in storia. Ha iniziato a occuparsi del caso Ustica nel 2010, durante le ricerche per la sua tesi di dottorato presso l’Università di Bologna dal titolo “La drammatizzazione della storia”. È autore di articoli e saggi in tema di radicalizzazione e terrorismo. Lavora come direttore di ricerca per la European Foundation for Democracy di Bruxelles ed è membro del pool di esperti RAN, Radicalisation Awareness Network, istituito dalla Commissione europea

 

Ustica, i fatti e le fake news

  1. Bonazzi e F. Farinelli

LoGisma editore

368 p. ill.

Formato 17×24 –

Isbn 978-88-94926-18-7

Euro 24,00 (già disponibile su www.libroco.it)

 

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