Lima chiede a Mosca informazioni sui peruviani che combattono in Ucraina – AGGIORNATO

 

 

Continuano a giungere notizie circa i combattenti sudamericani coinvolti nei combattimenti in Ucraina. Dopo i tanti colombiani impiegati con l’esercito ucraino, l’Agenzia Nova riporta, citando i media locali, che il ministero degli Esteri del Perù ha convocato l’incaricato d’affari russo a Lima per saper dove e in quali condizioni si trovano i peruviani “che hanno deciso di prestare servizio nelle Forze armate” della Federazione Russa.

In un comunicato del 27 aprile il ministero fa sapere di aver ricordato a Mosca che per arruolarsi in una forza armata straniera, ogni peruviano deve chiedere autorizzazione al governo.

Lima ha allertato la sede diplomatica a Mosca di aver costituito un gruppo di lavoro (composto da procura generale, ministero dell’Interno, Polizia nazionale, ministero della Difesa e del Lavoro) per verificare il presunto reato di “tratta di essere umani e traffico di migranti”.

Nei giorni scorsi i media hanno rilanciato la notizia della presenza di almeno otto peruviani morti nel corso di scontri in Ucraina e di altri cinque concittadini ricoverati in ospedali russi, senza la “dovuta assistenza medica”. Secondo l’avvocato dei familiari delle vittime, Percy Salinas, i peruviani sarebbero stati reclutati grazie a offerte di lavoro come agenti di sicurezza o cuochi, con la promessa di guadagnare fino a 20 mila dollari.

“Quando li convocano, fanno firmare loro una serie di carte scritte in cirillico. Tre giorni dopo ti danno il visto, ti aspettano all’aeroporto e se li portano via. Una volta in Russia gli tolgono il passaporto, il cellulare e la carta di identità”, ha detto il legale intervistato dalla testata “RPO”.

Il governo peruviano ha con l’occasione dato istruzione per avviare una campagna di comunicazione per avvertire la popolazione circa i pericoli ad aderire a queste presunta campagne di reclutamento.

La Russia si starebbe preparando a reclutare almeno 18.500 cittadini stranieri nelle proprie forze armate nel 2026, secondo quanto rivelato  il 28 aprile dall’intelligence militare Ucraina (GUR).

Secondo Kiev, il Cremlino avrebbe attratto reclute soprattutto da Paesi in via di sviluppo, offrendo stipendi elevati, benefit e la cittadinanza russa, ma sarebbero stati documentati anche casi di coercizione e pressioni indebite. L’intelligence ucraina indica che i principali bacini di reclutamento restano i Paesi ex sovietici dell’Asia centrale – tra cui Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan – mentre sarebbe in aumento anche il coinvolgimento di cittadini provenienti da Asia e Africa, inclusi Bangladesh, Ciad, Sudan e Burundi.

Foto TASS

 

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