Da Stoccarda a….una sede “mediterranea” per AFRICOM?

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Il Pentagono ha annunciato il 29 luglio il ritiro di quasi un terzo dei 36.000 militari statunitensi presenti in Germania in base a un piano che prevede il ricollocamento di 5600 militari in basi europee già esistenti, in gran parte tra Italia, Belgio, Polonia e altri Stati membri della NATO e il rimpatrio dei restanti contingenti ritirati dalla Germania.

Previsto anche il trasferimento dei comandi centrali, innanzitutto quelli delle truppe statunitensi in Europa, US European Command e Special Operations Command Europe, che saranno spostati da Stoccarda a Mons in Belgio, che già ospita il Supreme headquarters Allied Powers Europe, come annunciato dal comandante delle forze USA  in Europa e Comandante supremo delle forze alleate in Europa, generale Tod D. Walters.

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Non ancora certa la futura sede dello USAFRICOM che probabilmente non verrà ricollocato da Stoccarda in Belgio né in Polonia

Il 31 luglio il comandante di AFRICOM, generale Stephen Townsend (nella foto sopra) ha annunciato ufficialmente la chiusura del comando in Germania, anche se ‘ci vorranno mesi per elaborare le opzioni, considerare le località, e pervenire ad una decisione’ secondo le parole dello stesso generale.

Il comando potrebbe essere spostato in Europa o negli Stati Uniti, per quanto la prima opzione sembri la più probabile, come ha affermato il generale.

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La nuova sede potrebbe trovarsi probabilmente in Spagna, non solo per la vocazione “mediterranea” del Comando competente per le operazioni in Africa (valutazione che renderebbe appetibile anche il trasferimento in Italia) ma anche perché dal 2015 è stata istituita una specifica unità dei Marines denominata “Special-Purpose Marine-Air-Ground Task Force Crisis Response Africa”.

Una forza permanente di 850 marines da impiegare per lo spiegamento rapido in situazioni di crisi in Africa, alle dipendenze dirette di AFRICOM.

Il reparto, già impiegato in diverse operazioni e attività addestrative sul continente africano, è basato nell’aeroporto militare di Moròn (non lontano da Siviglia), nel sud della Spagna ma i suoi componenti impiegano spesso la base aerea e navale statunitense di Rota (sempre nel sud della Spagna) e attuano regolari rischieramenti presso la Naval Air Station di Sigonella (Sicilia).

Del resto la sede tedesca di Stoccarda è stata sempre considerata provvisoria fin dalla costituzione di AFRICOM, nel 2008, imposta soprattutto dal fatto che nessuno Stato africano di interesse per Washington si rese disponibile a ospitare il comando statunitense.

Solamente Liberia e Marocco si erano offerti di dare casa ad AFRICOM ma non erano stati ritenuti abbastanza interessanti a livello geostrategico dal Pentagono mentre la Comunità di Sviluppo dell’Africa Australe (SADC) aveva invece del tutto negato ogni disponibilità.

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Al momento vi sono 1200 militari assegnati ad AFRICOM in Europa, un numero relativamente basso se comparato a quello dei militari assegnati ai comandi europei. Dovrà venire ricollocato anche lo US Special Operations Command Africa che gestisce le forze speciali assegnate ad AFRICOM: secondo un portavoce sentito da Military Times non si sa ancora se la sede sarà la stessa di AFRICOM o se ne verrà istituita una distaccata.

L’ipotesi di schierare almeno uno dei due comandi AFRICOM in uno dei 55 paesi che compongono l’Unione Africana non viene presa in considerazione almeno secondo le voci in circolazione.

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Da un lato la massiccia presenza russa e cinese in Africa sembra scoraggiare il trasferimento di AFRICOM nel Continente Nero dove peraltro molti Stati sono consapevoli che un comando americano li esporrebbe al rischio di azioni terroristiche.

Prospettive si aprono quindi anche per l’Italia come possibile nuova sede di AFRICOM e del suo comando Forze Speciali.

Del resto la riduzione delle forze USA in Germania vedrà rafforzata la presenza statunitense, soprattutto nella base aerea da Aviano, mentre è innegabile che Washington guardi all’alleato italiano positivamente per la proiezione verso Africa e Medio Oriente.

Secondo il segretario alla Difesa, Mark Esper, il ridispiegamento dalla Germania punta a potenziare la proiezione statunitense verso gli scenari sud-orientali europei, con un occhio in più per il Mar Nero.

Tra le destinazioni italiane possibili di AFRICOM vi sono  Aviano, Sigonella e Vicenza (sede di una brigata di paracadutisti) ma anche Napoli dove è già presente  comando delle Forze navali in Europa e Africa/Sesta Flotta e l’Allied Joint Force Command della NATO.

Foto AFRICOM e US DoD

 

 

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Classe 1983, Master in Relazioni Internazionali e Dottorato di Ricerca in Transborder Policies IUIES, ha maturato una rilevante esperienza presso varie organizzazioni occupandosi di protezione internazionale delle minoranze, politica estera della UE e sicurezza internazionale. Assistente alla cattedra di Storia delle Relazioni Internazionali e Politica Internazionale presso l'Università di Trieste, ricercatrice post-dottorato presso il Centro di Studi Europei presso l'Università Svizzera di Friburgo, e junior member presso la Divisione Politica Europea di Vicinato al Servizio Europeo per l'Azione Esterna. Lavora attualmente presso Small Arms Survey a Ginevra come Ricercatrice Associata.

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