Il premier armeno sotto accusa: i caccia Su-30SM privi di armi?

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Non si placano le polemiche in Armenia circa le cause della sconfitta subita dalle forze armate nel conflitto contro l’Azerbaigian nel Nagorno-Karabakh dello scorso autunno, con buona parte della opinione pubblica vede come responsabile il primo ministro Nikol Pashinyan.

Un acceso dibattito è sorto sui quattro nuovi caccia multiruolo Sukhoi Su-30SM acquistati recentemente dalla Russia e praticamente ininfluenti nello scontro contro le truppe azere, in grado di far volare persino dei vecchi Antonov An-2 convertiti in drone al fine di saggiare le difese aeree armene e rivelarne le posizioni agli UAV turchi Bayraktar TB2.

La risposta di Pashinyan in colloqui avvenuti coi residenti della provincia di Aragatsotn e poi pubblicata sul suo profilo Facebook è stata netta e spiazzante: – «Abbiamo acquistato i Su-30SM che sono stati consegnati a maggio dello scorso anno pochi mesi prima del conflitto, ma non siamo riusciti ad acquistare in tempo [prima del conflitto] le relative armi.»

Una risposta che conferma quello che anche Analisi Difesa aveva considerato un acquisto eccessivo, in primis per il ridotto spazio aereo dell’Armenia ma soprattutto per il costo dell’acquisizione dei nuovi caccia, ben superiore ad un’ipotetica dotazione di moderni MiG-29M/M2 tra l’altro acquistati recentemente da Egitto e Algeria, o ancora di un mix di addestratori armati/caccia leggeri Yak-130 ed elicotteri d’attacco Mil Mi-35M che avrebbe consentito l’acquisto anche di una corposa serie di armamenti aria-terra.

Pashinyan ha tuttavia accusato per quest’incredibile episodio il governo precedente che per 26 lunghi anni non ha acquistato alcun nuovo velivolo lasciando a lui l’onere di chiudere in poco tempo la realizzazione di uno squadrone di nuovi caccia Su-30SM con relativi armamenti.

Konstantin Makienko vicedirettore del Center for Analysis of Strategies and Technologies (CAST) sostiene che le parole di Pashinyan testimoniano la sua incompetenza: «In primo luogo gli aerei da combattimento, in particolare i caccia, non vengono quasi mai consegnati senza munizioni. È prassi normale fornire contemporaneamente al velivolo, in questo caso i caccia Su-30SM, un set standard di armi aeree.»

Makienko ha espresso fiducia nel fatto che Yerevan abbia ricevuto i caccia insieme ad una fornitura di missili e ha ricordato a tal proposito un vecchio post di Pashinyan su Facebook dove dichiarava testualmente: – «Il Su-30SM ha condotto i primi voli di addestramento testando missili aria-terra per operazioni offensive. Cosa aggiungere di più?» – ha proseguito Makienko.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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