Rapporto IMB: pirateria marittima ai minimi degli ultimi 18 anni

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L’Ufficio Marittimo Internazionale (IMB) della Camera di commercio internazionale (ICC) ha evidenziato nel suo ultimo rapporto annuale il calo delle azioni di pirateria marittima, scesa nel 2021 al livello più basso degli ultimi 18 anni, pur esortando marittimi e armatori a continuare a esercitare cautela e vigilanza.

Una delle ragioni della ridotta attività piratesca è stata individuata dall’IMB nella “vigorosa azione” delle autorità dei diversi stati coinvolti dal fenomeno anche se il contrasto coinvolge ormai da molti anni gruppi navali internazionali inclusa le marine italiana e altre nazioni europee (nella foto sotto la FREMM Marceglia).

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L’anno scorso l’IMB Piracy Reporting Center ha registrato 132 episodi di pirateria e rapine a mano armata contro navi. Gli incidenti hanno riguardato 115 navi abbordate, 11 tentativi di attacco, 5 navi sottoposte ad azioni a fuoco e una dirottata.

Il direttore dell’IMB, Michael Howlett, ha evidenziato come il Golfo di Guinea dell’Africa occidentale sia rimasto il punto caldo della pirateria nel mondo anche se, specie in questo settore, una maggiore presenza di navi militari internazionali e la cooperazione con le autorità regionali hanno avuto un impatto positivo.

Del festo la riduzione complessiva degli incidenti segnalati l’anno scorso è attribuita soprattutto a un calo dell’attività nel Golfo di Guinea, che ha visto diminuire gli incidenti da 81 nel 2020 a 34 nel 2021. I rapimenti in mare sono diminuiti del 55% nel 2021.

Caute le valutazioni della società britannica di sicurezza, intelligence e rischio marittimo Dryad Global, citata dal sito specializzato sudafricano DefenceWeb.

Nel 2021, gli episodi complessivi di pirateria e criminalità marittima in tutta l’Africa occidentale sono diminuiti del 54% rispetto al 2020, ha osservato Dryad in una recente analisi della sicurezza marittima nell’Africa occidentale. Gli incidenti di attacchi effettivi e tentati e di fuoco su navi sono diminuiti di oltre il 75% e il numero complessivo di navi abbordate in tutta la regione è diminuito del 32% mentre gli incidenti con abbordaggi e sequestri di equipaggi sono diminuiti del 66%.

“Valutando solo i dati sulle tendenze negli ultimi 11 mesi, sarebbe facile, ma falso, concludere che una riduzione dei numeri è indicativa di un calo della minaccia della pirateria e della criminalità marittima nell’Africa occidentale”, scrive il capo di Dryad Global Intelligence, Munro Anderson, per il quale solo lo sviluppo economico cella regione potrà sottrarre manovalanza alle organizzazioni criminali.

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Dryad inoltre vede uno sviluppo significativo nel lancio del “Programma integrato per la sicurezza nazionale e l’infrastruttura per la protezione delle vie navigabili” nigeriano, noto anche come “Progetto Deep Blue” (DBP). Questa è la prima strategia di sicurezza marittima integrata nell’Africa occidentale volta a contrastare la pirateria.

Lanciato il 10 giugno 2021, vedrà il dispiegamento graduale di 16 veicoli blindati per il pattugliamento costiero, due navi per missioni speciali, 17 motovedette veloci interceptor, 2 velivoli per missioni di sorveglianza della zona economica esclusiva del Paese, 3 elicotteri per la ricerca e operazioni di soccorso e 4 velivoli senza pilota.

Foto DefenceWeb, Marina Nigeriana e Marina Militare

 

 

 

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