Elicotteri d’attacco Mil Mi-28 Havoc per l’Uganda

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L’Uganda People’s Defence Force (UPDF) è diventato il quarto operatore (nonché il terzo utente straniero dopo Iraq e Algeria) dell’elicottero d’attacco russo Mil Mi-28NE (Codice NATO “Havoc”).

Non meno di tre esemplari del Mi-28N sono stati visti presso la base aerea di Entebbe lo scorso 15 giugno durante una visita del Presidente dell’Uganda Yoweri Museveni giunto fin lì per ringraziare i militari impegnati nelle missioni operative contro i ribelli dell’ADF nella cosiddetta Operazione Shujaa, condotta nella Repubblica Democratica del Congo.

«La nostra Forza Aerea può operare con facilità» – ha detto Museveni che è anche il Comandante in capo dell’UPDF. – «Avete fatto un buon lavoro nell’operazione Shujaa. Gli aerei hanno colpito i bersagli in modo rapido, preciso, con attacchi a sorpresa e in modo abbastanza devastante. L’artiglieria e la fanteria opportunamente coadiuvate dal cielo hanno operato perfettamente. Permettetemi di cogliere questa opportunità per ringraziarvi tutti» – ha dichiarato Museveni.

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Non è ancora chiaro quanti Mi-28 siano stati acquisiti dall’Uganda (anche se alcune fonti in Russia parlano di sei esemplari), quando sia stato firmato il contratto e quando siano stati consegnati gli elicotteri russi, anche se in tal senso si ipotizza che i velivoli siano giunti a Entebbe di recente considerando la presenza di personale straniero sulla base militare.

Esibitosi ai recenti saloni internazionali MAKS-2021Forum Army-2021 e al Dubai Airshow-2021, il Mil Mi-28NE è l’ultima versione del Mi-28 Havoc; si tratta di un elicottero d’attacco progettato per effettuare operazioni di ricerca e distruzione di carri armati, veicoli, personale nemico e bersagli aerei a bassa velocità impiegato recentemente dalle Forze irachene contro lo Stato Islamico (nella foto sotto un esemplare iracheno) e dalle forze russe in Siria e in Ucraina.

Il Mi-28NE nello specifico è dotato di un rotore principale aggiornato e di motori potenziati VK2500-01 di fabbricazione russa al posto dei propulsori ucraini TV3-117VMA, inoltre questa variante impiega anche il sistema da ricognizione e attacco Khrizantema (Chrysanthemum) con i missili guidati a doppio canale 9M123M Strela-VM da 10 chilometri di raggio d’azione, sebbene l’iniziale 9M120-1 Ataka VM rimanga un’opzione di armamento.

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Sul Mi-28NE è inoltre montato inoltre un sistema di sorveglianza e puntamento ottico OPS-28M così come un radar di ricerca che può essere attaccato alle ali, senza tralasciare il radar di sorveglianza a 360 gradi montato sopra il mozzo del rotore principale. Può funzionare giorno e notte anche in condizioni meteorologiche avverse ed è realizzato dalla società Rostvertol della holding Russian Helicopters.

L’Uganda attualmente possiede una flotta ad ala rotante composta da una buona quota di velivoli russi tra cui Mil Mi-17V-5 e Mil Mi-24 “Hind” supportata tra l’altro da un locale centro di manutenzione riparazione e revisione (MRO) per elicotteri di fabbricazione russa che è stato recentemente messo in funzione presso la locale base militare di Nakasongola.

Foto UPDF e Ministero della Difesa Iracheno

 

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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