Quantum Key Distribution (QKD) e Post-Quantum Cryptography (PQC)

QKD vs PQC (002)

 

 

Oggi la minaccia degli attacchi quantistici è un pericolo reale. La protezione dei dati e delle comunicazioni è legata a tecnologie che diano risposte a prova di futuro, in grado di contrastare minacce dal potenziale ancora parzialmente sconosciuto.

In questo contesto, sono necessarie soluzioni di quantum security che offrano una protezione superiore, superando la logica dei tradizionali protocolli di sicurezza.

 

QKD e PQC: il contesto

La sicurezza degli algoritmi crittografici odierni è di tipo computazionale, ovvero si basa sull’assunzione che la risoluzione di alcuni problemi matematici sia impraticabile per un computer.

Sfortunatamente, alcune di queste ipotesi, fondamentali per la crittografia oggi in uso, cadono nel momento in cui si considera uno scenario dotato di computer quantistico.

Pertanto, visti gli sviluppi di questa tecnologia, si rende necessario il design di nuovi schemi crittografici non impattati dal modello di calcolo quantistico. Per far questo, esistono due approcci: QKD e PQC.

Il primo approccio è la Quantum Key Distribution (QKD): una tecnologia basata sulla meccanica quantistica che fornisce sicurezza incondizionata, ovvero indipendente dal modello di calcolo considerato.

Il secondo approccio è la Post-Quantum Cryptography (PQC): il design di schemi crittografici classici la cui sicurezza si basa su problemi considerati resistenti anche ai computer quantistici.

 

La Quantum Key Distribution (QKD)

La Quantum Key Distribution (QKD) è un metodo a livello fisico che consente la distribuzione con sicurezza incondizionata di chiavi casuali tra utenti remoti.

Queste chiavi (segrete) possono quindi essere utilizzate da cifranti attualmente esistenti.

In breve, la QKD è una tecnologia che sfrutta le proprietà fisiche dei fotoni per distribuire chiavi segrete ai partecipanti alla comunicazione in corso.

Data l’estrema sensibilità dei fotoni, la minima perturbazione nel canale di comunicazione (dovuta, ad esempio, ad un attore ostile che si intromette nella comunicazione per esfiltrare informazioni sensibili o riservate) fa sì che il sistema scarti la chiave compromessa, interrompendo la comunicazione stessa e rendendo impossibile qualsiasi furto di dati o informazioni.

 

La Post-Quantum Cryptography (PQC)

La Post-Quantum Cryptography (PQC) è una risposta identifica nuovi problemi matematici, non vulnerabili agli algoritmi quantistici, che possono essere utilizzati all’interno di schemi crittografici a chiave pubblica.

La PQC si riferisce quindi allo sviluppo di sistemi crittografici interoperanti con i protocolli di comunicazione esistenti, adeguati ad affrontare le minacce derivanti dai computer sia classici che quantistici.

Di conseguenza, la PQC garantisce la sicurezza dell’informazione senza intervenire sulle infrastrutture esistenti rendendo la transizione a soluzioni crittografiche quantum-resistant praticabile su larga scala nel breve-medio termine.

 

QKD e PQC: l’integrazione di Telsy

Per anni, Telsy ha costantemente innovato le proprie linee di prodotti implementando tecnologie e introducendo una prospettiva smart nello sviluppo di prodotti e processi volti a portare valore ai suoi partner.

L’area di ricerca e sviluppo di Telsy è impegnato nello studio di argomenti innovativi e strategici nei settori della crittografia, della sicurezza informatica e delle tecnologie quantistiche, partecipando a bandi nazionali ed europei e collaborando costantemente con importanti istituzioni accademiche nella stesura di tesi, stage e dottorati di ricerca, nonché nell’organizzazione di conferenze scientifiche e webinar.

Insieme ai suoi partner pubblici e privati, Telsy scende nel campo delle tecnologie post-quantum (QKD e PQC) per superare la grande minaccia esposta dall’avvento dei computer quantistici, sviluppando soluzioni progettate per una sicurezza a prova di futuro.

Telsy e QTI (azienda partecipata da Telsy, leader nelle tecnologie di comunicazione quantistica) presentano il loro sistema integrato di Quantum Key Distribution (QKD) per superare il problema esposto dagli attacchi informatici classici e quantistici.

Questa integrazione tra le cifranti classiche di Telsy, nativamente compatibili con soluzioni post-quantum, e i sistemi Quantum Key Distribution sviluppati da QTI assicura un sistema di crittografia end-to-end completamente affidabile, compatibile con l’attuale infrastruttura di telecomunicazioni per privati e applicazioni governative.

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Claudio Di GiuseppeVedi tutti gli articoli

Diplomato in chimica a Roma, si laurea in sociologia per poi specializzarsi in comunicazione, valutazione e ricerca sociale. Si dedica allo studio di internet, della comunicazione digitale e del marketing, conseguendo un master negli Stati Uniti, a Los Angeles. Successivamente consegue un master di II livello in geopolitica e sicurezza globale, in Italia. Attualmente è Junior Communication Specialist per Telsy, Gruppo TIM. Collabora con la Croce Rossa Italiana come operatore volontario e operatore in attività di protezione civile (OPEM).

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