Il Giappone valuta la cessione di fregate e aerei da pattugliamento alle Filippine

 

Le relazioni tra le Filippine e il Giappone stanno attraversando una fase di rafforzamento della cooperazione all’interno di un rapporto già solido. Sin dalla sua elezione nel 2022, il presidente Ferdinand Marcos Jr. si è impegnato a intensificare le relazioni con il Giappone in diversi ambiti di interesse comune, tra cui la sicurezza marittima, lo sviluppo infrastrutturale e la riduzione del rischio di catastrofi.

Se nella capitale filippina il Giappone è considerato un partner “affidabile”, Tokyo guarda alle Filippine come a un attore rilevante nella propria visione indo-pacifica.

Il 5 maggio scorso, i ministri della Difesa di Giappone e Filippine hanno concordato di istituire un nuovo organismo, composto da alti funzionari di entrambi i Paesi, per un possibile trasferimento “rapido” a Manila di navi da guerra di seconda mano della Forza di Autodifesa Marittima (MSDF).

Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi, intervenendo al termine di un incontro con il ministro della Difesa filippino Gilberto Teodoro Jr. a Manila, ha dichiarato che le due parti hanno raggiunto un accordo di ampio respiro per promuovere ulteriormente la cooperazione in materia di equipaggiamenti e tecnologie per la difesa.

Koizumi ha dichiarato che è stato concordato di proseguire con le discussioni per sviluppare una cooperazione globale nel settore degli equipaggiamenti, includendo istruzione e addestramento, manutenzione e supporto, coordinamento operativo, condivisione delle informazioni e una gestione adeguata dei materiali.

L’obiettivo è favorire un rapido trasferimento dei cacciatorpediniere di classe Abukuma (sei unità da 2.500 tonnellate a pieno carco con spiccate capacità antinave e antisommergibile entrate in servizio tra il 1989 e il 1993) e degli aerei da pattugliamento marittimo Beech TC-90 (nella foto sopra), nonché di altri equipaggiamenti per la difesa.

I due Paesi sarebbero vicini all’accordo sul trasferimento dei cacciatorpediniere di scorta di classe Abukuma di prossima radiazione dai ranghi della Maritime Japan Self Defence Force che li ha rimpiazzati con le fregate classe Mogami.  L’eventuale trasferimento dei 6 cacciatorpediniere (uno o due potrebbero non divenire operativi ma venire utilizzati come miniere di pezzi di ricambio) sarebbe il primo dopo che Tokyo ha allentato le sue norme sull’esportazione di equipaggiamenti militari, aprendo la strada così al trasferimento di armi letali.

La cooperazione con Tokyo rappresenterebbe un vantaggio per Manila, impegnata in una disputa marittima con Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Il Giappone ha già venduto radar di sorveglianza aerea alle Filippine, e un eventuale trasferimento delle navi Abukuma porterebbe i legami nel settore della difesa a un livello superiore, aprendo la strada a future esportazioni, tra cui sistemi di difesa missilistica e potenzialmente di sottomarini.

La classe Abukuma, progettata principalmente per la guerra antisommergibile e antinave, sarebbe in linea con i requisiti operativi della forza armata filippina. La prima delle sei unità dovrebbe essere ritirata dal servizio nel 2027. Tutte le navi sono entrate in servizio tra il 1989 e il 1993. Hanno un equipaggio di 120 persone, un dislocamento a pieno carico di circa 2.500 tonnellate e sono armate con siluri, missili antinave e un sistema d’arma a corto raggio, ma non dispongono di capacità di difesa contro i missili balistici.

Le Filippine hanno inoltre espresso interesse anche per l’aereo da pattugliamento marittimo TC-90. Tra il 2017 e il 2018, Tokyo ha già donato cinque di questi velivoli a Manila per rafforzarne le capacità di sorveglianza.

Il mese prossimo il presidente filippino Marcos effettuerà la prima visita di Stato in Giappone da parte di un capo di Stato filippino in oltre un decennio.

Tuttavia non è chiaro se in quell’occasione potrà essere annunciato l’accordo sugli Abukuma, poiché permangono ancora alcuni ostacoli.

Le attuali leggi giapponesi limitano il trasferimento gratuito o a basso costo di equipaggiamenti militari letali usati.

Secondo quanto riportato il mese scorso dal quotidiano Yomiuri Shimbun, il governo starebbe valutando una revisione della normativa sulle Forze di Autodifesa, che consentirebbe l’esportazione di tali equipaggiamenti militari anche a costi minimi o nulli.

Un primo passo in questa direzione è stato compiuto il mese scorso, quando il governo del Primo Ministro Sanae Takaichi ha approvato modifiche alle norme sull’esportazione militare, introducendo una distinzione tra “armi” (sistemi letali come navi da guerra, carri armati e missili) e “non armi” (equipaggiamenti non letali come radar e dispositivi di protezione).

Le esportazioni di armi letali saranno limitate comunque ai paesi che hanno accordi di trasferimento di tecnologie e equipaggiamenti militari con il Giappone. Attualmente Tokyo mantiene tali accordi con 17 nazioni, tra cui le Filippine, ma il numero è destinato a crescere con l’allentamento delle restrizioni.

Elvio Rotondo

Foto Governo Filippino e Japan SelfDefence Forces

 

 

Nato a Cassino nel 1961, militare in congedo, laureato in Scienze Organizzative e Gestionali. Si occupa di Country Analysis. Autore del Blog 38esimoparallelo.com, collabora con il Think Tank internazionale “Il Nodo di Gordio”. Alcuni suoi articoli sono stati pubblicati su “Il Giornale.it", “Affari Internazionali”, “Geopolitical Review”, “L’Opinione”, “Geopolitica.info”.

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