I russi arruolano disertori e prigionieri ucraini in una brigata Spetsnaz

 

 

L’intelligence Ucraina è in possesso di informazioni riguardanti la creazione di battaglioni da parte di Mosca con prigionieri di guerra ucraini. E’ quanto ha affermato Andriy Pasternak, capo del Centro congiunto per il coordinamento della ricerca e del rilascio di prigionieri di guerra, durante una conferenza stampa presso il Servizio di sicurezza ucraino, come riporta Ukrinform.

“Siamo a conoscenza di questi battaglioni. Insieme ai nostri colleghi della Direzione dell’intelligence estera e dell’intelligence militare, stiamo monitorando e documentando la situazione”, ha aggiunto Pasternak.

Il 7 agosto l’Institute for the Study of War (ISW), centro studi statunitense su posizioni decisamente filo-ucraine, ha rivelato, citando fonti russe, che la Russia sta formando unità combattenti arruolando prigionieri di guerra e disertori ucraini. Tali azioni russe violano le disposizioni della Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra, secondo l’ISW.

Il Corpo dei Volontari del Ministero della Difesa russo aveva infatti annunciato il giorno prima la formazione della prima brigata composta da volontari ucraini delle forze speciali (Spetsnaz) . Mosca ha confermato che la brigata è costituita da prigionieri di guerra ed ex militari delle Forze Armate ucraine che hanno disertato passando dalla parte della Russia. I russi hanno costituito questa brigata fondendo diverse unità irregolari di volontari.

Nello specifico, tra queste figurano i battaglioni “Maxim Krivonos” e “Alexei Berest” e i distaccamenti “Alexander Matrosov”, “Martyn Pushkar” e “Slobodskoy”, i cui membri avranno presumibilmente ricevuto uno specifico addestramento per venire inquadrati nella nuova brigata.

L’ISW osserva che le notizie riguardanti la formazione, da parte delle forze russe, di unità combattenti composte da prigionieri di guerra ucraini erano già state documentate nel novembre 2022. In particolare, l’ultimo battaglione russo composto da prigionieri di guerra, il “Bogdan Khmelnitsky”, ha operato nel dicembre 2023 nella parte occidentale della regione di Donetsk, inquadrato nell’unità “Kaskad” del Ministero dell’Interno della cosiddetta Repubblica Popolare di Donetsk (DNR).

Gli analisti dell’ISW sottolineano che l’impiego di prigionieri di guerra ucraini in unità combattenti da parte della Russia costituisce una grave violazione della Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra. Il documento vieta esplicitamente l’impiego di prigionieri di guerra nel servizio militare o in qualsiasi attività bellica a favore dello Stato che li ha catturati.

Sottolinea inoltre che nessun prigioniero di guerra può essere inviato o trattenuto in aree in cui rischi di essere esposto al fuoco proveniente da una zona di combattimento, né può essere adibito a lavori di natura nociva o pericolosa.

Durante la Seconda guerra mondiale la Germania costituì diversi reparti impiegando un milione di prigionieri sovietici che avevano deciso di arruolarsi con il Terzo Reich per sopravvivere meglio o per adesione alla causa nazista o per rancore nei confronti dell’URSS e di Josef Stalin.

Nel caso attuale risulta difficile credere che i russi abbiano dovuto ricorrere alla coercizione per costituire prima battaglioni di fanteria e poi una brigata Spetsnaz con personale ucraino.

Meglio ricordare che dei circa 750 mila militari russi schierati sui fronti ucraini circa 100.000 sono ucraini dell’est, cioè originari dei territori occupati (o liberati, dipende dai punti di vista) da Mosca.

Foto: truppe russe in azione n Ucraina (TASS).

 

 

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