La guerra delle ferrovie tra Russia e Ucraina

 

 

Droni russi hanno attaccato ieri un treno a Yahodyn, . ad appena due chilometri dal confine polacco, nella regione di Volinia. L’ente ferroviario statale ucraino ha confermato che i droni hanno colpito la locomotiva di un treno passeggeri diretto a Varsavia. Il personale di bordo era stato preventivamente avvisato della minaccia dalle autorità ucraine e non si registrano feriti, ha aggiunto l’azienda. Kiev gestisce diversi valichi di frontiera con Varsavia, attraverso i quali transita una parte significativa degli aiuti militari e umanitari provenienti dagli alleati.

L’attacco avrebbe costretto all’evacuazione il treno su cui viaggiavano i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia (Fabrizio Saggio), Regno Unito, Germania e Francia, di ritorno dalla 22ma edizione della Conferenza della Yes (Yalta European Strategy Annual Meetings) a Kiev. Lo ha scritto ieri il giornale tedesco Der Spiegel, precisando che nessuno è’ rimasto ferito. La misura è stata presa dopo che poco prima un altro treno era stato colpito da un drone sulla stessa linea ferroviaria.

 

In Ucraina al momento i treni subiscono ritardi a causa degli attacchi russi e della minaccia di nuovi attentati, scriveva ieri Ukrinform citando un post delle ferrovie ucraine Jsc Ukrzaliznytsia (Uz) su Telegram.

“L’attacco sistematico alla ferrovia continua in tutto il Paese, il nostro centro di monitoraggio e tutto il personale sono in stato di massima allerta”, scrive Uz,. Dopo l’episodio che ha coinvolto il convoglio a Yahodyn, i treni per Varsavia e ritorno sono nuovamente attivi ma viaggiano con notevoli ritardi. In direzione Dnipro, i convogli continuano a circolare su un percorso alternativo ma permangono ritardi per tutti quelli diretti a Zaporizhzhia, Kryvyi Rih e Dnipro.

La Russia ha confermato di aver colpito “infrastrutture ferroviarie” nell’Ucraina occidentale, spiegando di averlo fatto perché venivano utilizzate per “trasportare materiale militare” dall’Europa. “Continuano gli attacchi alle infrastrutture ferroviarie nelle regioni occidentali dell’Ucraina, utilizzate per il trasporto di materiale militare proveniente dai paesi europei”, ha dichiarato il ministero della Difesa di Mosca in un comunicato.

Sulla guerra ferroviaria tra Russia e Ucraina pubblichiamo un articolo del generale Mario Pietrangeli che ha guidato il Genio Ferroviario dell’Esercito Italiano.

 

Droni, missili, sabotaggi e logistica

Nella guerra tra Russia e Ucraina esiste un fronte che raramente occupa le prime pagine, ma che condiziona direttamente la capacità dei due eserciti di combattere: quello ferroviario. Non è una guerra combattuta soltanto sui binari. È una guerra contro stazioni, depositi, locomotive, officine, sottostazioni elettriche, ponti e nodi logistici.

E, dall’altra parte, è una guerra di sabotaggio, interruzione e pressione sulle infrastrutture ferroviarie russe. La ferrovia è diventata quindi una vera infrastruttura strategica del conflitto: permette di mantenere collegato il Paese, alimenta l’economia e consente di sostenere la logistica militare.

Per questo motivo, colpire la rete ferroviaria significa cercare di ridurre la capacità complessiva dell’avversario senza necessariamente dover affrontare direttamente le sue forze sul campo di battaglia. I

l fenomeno è stato descritto con particolare chiarezza da un’analisi del Corriere della Sera, secondo cui quella dei treni è ormai una vera «guerra nella guerra», combattuta attraverso droni, bombardamenti e sabotaggi.

Dal febbraio 2022, la ferrovia ucraina ha assunto una funzione che va ben oltre il trasporto passeggeri. Con lo spazio aereo civile chiuso, il treno è diventato uno dei principali strumenti per muovere persone e merci attraverso un territorio estremamente esteso. La rete gestita da Ukrzaliznytsia supera i 22 mila chilometri e viene utilizzata per trasportare passeggeri, materie prime, carburante e rifornimenti destinati anche alle forze armate.

Il suo valore è quindi duplice. Da un lato esiste una funzione civile: collegare le città, evacuare le popolazioni dalle aree più esposte e mantenere operative le principali arterie economiche.

Dall’altro esiste una funzione militare: trasferire uomini, munizioni, carburante, mezzi e materiali verso le aree dove sono maggiormente necessari. Questa sovrapposizione rende la ferrovia un obiettivo particolarmente sensibile. Non è necessario distruggere l’intera rete per produrre effetti strategici: è sufficiente ridurne temporaneamente la capacità, aumentare i tempi di percorrenza, interrompere alcuni collegamenti o danneggiare il materiale rotabile necessario a mantenere il servizio. È precisamente questa la logica che emerge dagli attacchi russi degli ultimi mesi.

 

La nuova campagna russa contro i treni

Secondo Ukrzaliznytsia (compagnia ferroviaria ucraina), dichiarazione riportata dal Corriere della Sera, dall’estate 2025 gli attacchi russi contro obiettivi collegati alla rete ferroviaria ucraina sono arrivati a circa mille. Le infrastrutture interessate comprendono stazioni, depositi ferroviari, ponti e sottostazioni elettriche.

Altri dati più recenti pubblicati da Rail Market indicano un’intensificazione ulteriore: dal gennaio 2026 sarebbero stati registrati 1.534 attacchi contro infrastrutture ferroviarie ucraine, mentre dall’inizio dell’invasione su larga scala sarebbero stati danneggiati anche centinaia di mezzi ferroviari.

La stessa fonte riferisce di 52 dipendenti di Ukrzaliznytsia uccisi mentre erano in servizio e 317 feriti. La tendenza generale appare evidente: la ferrovia è diventata un bersaglio sempre più importante. Il cambiamento riguarda anche la natura degli obiettivi. In precedenza l’attenzione era concentrata soprattutto sulle infrastrutture. Progressivamente sono stati presi di mira anche i convogli e, in particolare, le locomotive.

Questo elemento è importante dal punto di vista militare. Una stazione può essere riparata. Un tratto di binario può essere riaperto. Un percorso può essere modificato. La perdita di locomotive, invece, riduce direttamente la capacità di movimento dell’intera rete.

 

Il problema delle locomotive

È uno degli aspetti meno visibili ma più importanti della guerra ferroviaria. La rete può continuare a esistere fisicamente, ma senza sufficiente capacità di trazione il sistema perde efficienza. Rail Market sottolinea proprio questo punto: Ukrzaliznytsia può riparare tratti di linea, modificare percorsi e aggirare stazioni danneggiate, mentre la perdita di locomotive è più difficile da compensare perché incide sulla capacità mobile dell’intero sistema. Il risultato è un effetto moltiplicatore.

Un singolo attacco contro una locomotiva non significa soltanto perdere un mezzo. Può significare modificare orari, ridurre collegamenti, rallentare il traffico merci, complicare le operazioni di ripristino e aumentare la pressione sul resto della flotta. È una forma di guerra di attrito contro la capacità logistica.

L’obiettivo strategico non è necessariamente ottenere un collasso immediato della rete. Può essere sufficiente costringere l’avversario a spendere continuamente risorse per mantenere operativo un sistema sottoposto a pressione costante.

 

Il caso di Kyiv (Kiev)

La dinamica è emersa con particolare evidenza anche negli attacchi contro Kyiv. Il 1° settembre 2026 un attacco missilistico russo ha colpito un deposito ferroviario della capitale. Secondo ANSA, l’attacco ha provocato sette morti tra i dipendenti ferroviari e ha distrutto completamente un’officina; la circolazione è stata temporaneamente interrotta in due tratti e successivamente riaperta.

L’episodio è significativo perché mostra la logica della campagna russa: non soltanto colpire infrastrutture direttamente collegate alla logistica militare, ma mettere sotto pressione l’intero ecosistema ferroviario. Un’officina, infatti, non è semplicemente un edificio.

È una capacità industriale: manutenzione, riparazione, disponibilità del materiale rotabile. Danneggiare quella capacità significa rendere più difficile recuperare rapidamente le perdite provocate da altri attacchi. La guerra ferroviaria assume così una dimensione industriale. Il vero obiettivo, dunque, non è necessariamente “fermare i treni”. È ridurre la resilienza del sistema ferroviario.

L’Ucraina ha dimostrato fin dall’inizio dell’invasione una notevole capacità di mantenere operativa la propria rete nonostante bombardamenti, blackout e distruzione delle infrastrutture. Gli operatori ferroviari hanno continuato a lavorare anche nelle condizioni più difficili, adottando procedure di sicurezza, modificando percorsi e utilizzando soluzioni ibride treno-autobus nelle aree maggiormente esposte. In alcune regioni di confine, per esempio, Ukrzaliznytsia ha ridotto i collegamenti ferroviari e introdotto modalità miste di trasporto per continuare a garantire la connessione con le comunità maggiormente minacciate.

Questa capacità di adattamento rappresenta una componente fondamentale della difesa nazionale. La ferrovia, in altre parole, non è soltanto un’infrastruttura da proteggere: è un sistema che deve essere capace di continuare a funzionare anche quando viene attaccato.

 

La risposta ucraina: sabotare la ferrovia russa

La guerra ferroviaria, però, non è a senso unico. L’Ucraina ha sviluppato nel corso del conflitto una campagna di sabotaggio contro la rete ferroviaria russa, utilizzando operazioni clandestine e gruppi di resistenza filo-ucraini.

Il principio strategico è simmetrico: se la ferrovia è fondamentale per sostenere una guerra terrestre su larga scala, interromperne il funzionamento può creare problemi logistici molto superiori al danno fisico immediatamente provocato. Il Corriere della Sera ha documentato il ruolo di gruppi russi contrari alla guerra che hanno condotto azioni di sabotaggio contro infrastrutture ferroviarie del proprio Paese, in alcuni casi operando in collegamento con strutture ucraine.

Anche episodi riportati dalla stampa italiana hanno mostrato come il sabotaggio ferroviario sia diventato uno strumento della guerra nelle retrovie russe. Il punto centrale, dal punto di vista strategico, è che la Russia possiede una delle più grandi reti ferroviarie del mondo e dipende fortemente dalla ferrovia per la movimentazione su larga scala di uomini, equipaggiamenti e rifornimenti. La vulnerabilità non deriva quindi necessariamente dalla dimensione della rete, ma dalla presenza di nodi e capacità che non possono essere sostituiti istantaneamente.

 

La lezione per la difesa europea

La guerra ferroviaria russo-ucraina contiene una lezione importante anche per l’Europa. Per decenni le infrastrutture ferroviarie sono state considerate soprattutto in termini economici: mobilità, trasporto merci, alta velocità, integrazione dei mercati.

La guerra in Ucraina ha ricordato che una ferrovia può essere anche una infrastruttura strategica nazionale. La protezione delle ferrovie non può quindi essere affidata esclusivamente alla sicurezza tradizionale. Servono capacità di sorveglianza, protezione delle infrastrutture critiche, ridondanza, sistemi di comunicazione resilienti, capacità di riparazione rapida e scorte adeguate di componenti essenziali. Ma soprattutto serve una diversa concezione della continuità operativa. Una rete realmente resiliente non è quella che non viene mai colpita.

È quella che, anche dopo essere stata colpita, continua a funzionare. La ferrovia come misura della capacità di combattimento La guerra ferroviaria permette infine di osservare il conflitto da una prospettiva diversa. Le mappe del fronte mostrano chilometri conquistati o perduti. Le mappe ferroviarie mostrano invece la capacità di sostenere quelle conquiste. Un esercito può avanzare soltanto se riesce a rifornire le proprie unità. Può difendersi soltanto se riesce a trasferire uomini e materiali.

Può mantenere una città soltanto se è in grado di alimentare continuamente la propria presenza. Per questo la ferrovia è uno degli indicatori indiretti della capacità militare. La sua importanza è destinata probabilmente ad aumentare, soprattutto in un conflitto caratterizzato dalla crescente disponibilità di droni e missili a lungo raggio. La guerra dei treni, dunque, non è una guerra secondaria. È una competizione per il controllo della mobilità, della logistica e della resilienza nazionale.

 

Conclusioni

Dai depositi ferroviari di Kyiv ai ponti della Crimea, dai convogli passeggeri alle infrastrutture russe colpite dai sabotaggi, la ferrovia è ormai parte integrante della guerra russo-ucraina. La sua importanza deriva da una semplice realtà: le guerre moderne non si vincono soltanto distruggendo le forze dell’avversario, ma anche impedendogli di alimentarle.

La Russia cerca di degradare la capacità ferroviaria ucraina attraverso una crescente campagna di attacchi contro infrastrutture, convogli e materiale rotabile. L’Ucraina risponde cercando di preservare la propria rete e, contemporaneamente, di mettere sotto pressione la logistica ferroviaria russa. Il risultato è una guerra invisibile combattuta lontano dalle trincee, ma direttamente collegata alla loro capacità di resistere. In questo senso, i binari rappresentano davvero uno dei fronti strategici del conflitto. Chi riesce a mantenere in movimento la propria rete ferroviaria conserva una parte essenziale della propria capacità di combattere.

 

Foto: Ferrovie Ucraine e Ministero delle Emergenze ucraino, AliRail, X e Ukrinform

 

 

Bibliografia – Fonti:

https://www.corriere.it/esteri/26_gennaio_28/ucraina-la-guerra-dei-treni-droni-e-sabotaggi-cosi-mosca-e-kiev-si-combattono-sui-binari-ff4d07b4-1a71-4c63-81b9-085451eebxlk.shtml

https://www.avvenire.it/attacco-missilistico-russo-contro-un-deposito-ferroviario-a-kiev-7-morti_112503

https://motori.corriereadriatico.it/video/raid_russo_colpisce_treno_ucraino_passeggeri_in_salvo-9750853.html

https://www.startupbusiness.it/ucraina-kiev-sotto-attacco-almeno-8-morti-e-incendi-colpita-anche-la-rete-ferroviaria/193186/

https://it.railmarket.com/news/rolling-stock/62011-russian-strikes-already-damaged-almost-500-ukrainian-locomotives

https://www.agipress.it/ucraina-sette-morti-a-kiev-in-un-attacco-russo-a-un-deposito-ferroviario/

https://www.fanpage.it/esteri/sabotaggi-ucraini-paralizzano-le-ferrovie-russe-due-treni-deragliati-e-uno-minato-almeno-tre-morti/

https://www.italpress.com/ucraina-russia-guerra-aggiornamenti-oggi-1-settembre-morti-attacco/

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/01/missili-e-droni-russi-contro-kiev-colpito-anche-deposito-ferroviario-diversi_73561c2d-5196-4dc8-b53d-41807ffc69a1.html

https://tg24.sky.it/mondo/video/2026/06/24/ucraina-attacco-crimea-distrutto-ponte-1107330

https://www.meridiano13.it/guerra-in-ucraina-ferrovieri-ferrovia/

https://www.wired.it/article/attacchi-treni-stazioni-ucraina-russia-kyiv/

 

 

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La ricostruzione della rete ferroviaria ucraina: un’opportunità per l’Italia

 

 

Mario PietrangeliVedi tutti gli articoli

Generale (Riserva), nato a Gubbio. Ufficiale dell'Arma del Genio dell'Esercito, è entrato all'Accademia Militare di Modena nell'ottobre 1978, ha conseguito una laurea in Scienze con il relativo Master presso l'Università di Torino e la Laurea in Scienze Diplomatiche e Internazionali presso l'Università di Trieste. Ha comandato il Reggimento Genio Ferrovieri a Castelmaggiore (BO) e il Distretto Militare di Como (Caserma De Cristoforis). Nel 1999 in occasione del centenario del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani ha ricevuto un premio per uno studio sui "Materiali Ferroviari Metallici Scomponibili" realizzato con l'Ingegnere Michele Antonilli.

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