I russi continuano a colpire i porti ucraini

Le forze russe hanno colpito ieri due navi cargo ucraine che trasportavano materiale militare e armamenti destinati alle forze di Kiev, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa russo. Gli attacchi sono stati condotti nell’ambito di una serie di raid contro infrastrutture logistiche e imbarcazioni utilizzate dalle forze armate ucraine.
“Nel corso della giornata, droni d’attacco hanno colpito un centro logistico nella località di Usatove, nella regione di Odessa, utilizzato per lo stoccaggio e la distribuzione di carichi militari, e nel porto di Pivdennyi una nave cargo che trasportava materiale militare per le forze armate ucraine”, ha reso noto il ministero, riferendo inoltre di aver colpito nel Mar Nero un’altra nave cargo che trasportava “armi e munizioni”.
Il 31 agosto la Russia ha lanciato un altro massiccio attacco su Odessa, utilizzando droni e missili da crociera prendendo di mira le infrastrutture energetiche e portuali.

Il giorno precedente il quotidiano britannico The Telegraph ha riferito che gli attacchi russi ai danni delle navi mercantili nel Mar Nero stanno di fatto soffocando il commercio marittimo dell’Ucraina bloccandone i porti, come aveva anticipato a inizio agosto Analisi Difesa.
Il 25 agosto i russi avevano reso noto di aver colpito tre navi mercantili che trasportavano rifornimenti per l’esercito ucraino e una petroliera nel porto di Pivdennyi.
Il ministero ha inoltre affermato che l’esplosione ha colpito un’altra nave mercantile nel vicino porto di Odessa, nonché infrastrutture portuali a Pivdennyi e Odessa e depositi di carburante nel porto di Chornomorsk.

Secondo le fonti raccolte dal Telegraph, oltre 200 navi mercantili sono state prese di mira nel Mar Nero dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina il 24 febbraio 2022.
Tuttavia, come hanno riferito funzionari ucraini al quotidiano, gli attacchi nei pressi del porto di Odessa si stanno intensificando negli ultimi due mesi grazie soprattutto all’impiego su vasta scala di droni, missili balistici e nelle ultime settimane del nuovo missile da crociera russo Banderol, che ha trasformato la costa Ucraina del Mar Nero in una zona off-limits per le navi mercantili, consentendo a Mosca di martellare i porti ucraini.
I Banderol vengono lanciati spesso da elicotteri da combattimento Mi-28 basati nella vicina Crimea e colpiscono obiettivi fino a quasi 500 chilometri di distanza mantenendo una velocità di crociera di circa 650 km/h con una testata ad alto potenziale esplosivo a frammentazione designata OFBH-150, con un peso di 115 chili.

I russi non hanno mai fornito informazioni su questa arma di cui invece ha fornito molti dettagli il servizio segreto militare ucraino (GUR) che pone l’accento sulla maggiore manovrabilità del missile Banderol rispetto ad altri missili da crociera russi più veloci e pesanti come il Kh-101, il 3M14 Kalibr, il 9M727 (Iskander K) o il Kh-69.
Il Banderol sarebbe in grado di eseguire virate più strette mantenendo al contempo una traiettoria di volo a bassa quota, risultando più difficile da intercettare e abbattere. Attualmente il missile viene lanciato dal drone Orion (Inokhodets) e dall’elicottero d’attacco Mil Mi-28N.
“I missili Banderol hanno iniziato a essere utilizzati attivamente dal nemico intorno alla metà di luglio di quest’anno”, ha spiegato Natalia Kotenko, della Procura regionale di Odessa, aggiungendo che questi missili hanno “una velocità di volo significativamente superiore” rispetto a un drone e trasporta una più pesante e potente testata esplosiva.

I Banderol hanno scoraggiato gli armatori a far avvicinare le navi da carico alle acque vicino ai porti di Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi. Il presidente dell’Associazione dei porti ucraini, Dmytro Barinov, ha affermato che tra il 20 luglio e il 20 agosto è transitata dal porto di Odessa in media una solo nave al giorno, invece delle sette-otto che transitavano in precedenza.
“Anche le dimensioni sono diverse. Gli armatori, se decidono di correre il rischio, vogliono che sia il più contenuto possibile. Per quanto riguarda l’equipaggio e i capitani, temono semplicemente per la propria vita. Ecco perché si rifiutano di entrare nei porti ucraini”, ha spiegato Barinov.
Gli attacchi russi hanno fatto crollare le esportazioni di cereali dell’Ucraina e gli analisti economici hanno stimato perdite fino all’1,5 per cento del Pil ucraino entro la fine dell’anno.
Foto: GUR, Governo Ucraino, TASS e Ministero Difesa russo
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