Rapporto EDA: in Europa spese militari senza precedenti

Il report dell’Agenzia Europea per la Difesa (EDA) presentato il 30 settembre non lascia spazio a dubbi: gli Stati membri dell’Ue hanno raggiunto livelli di spese per la Difesa senza precedenti negli ultimi 30 anni.
Dopo aver toccato i 418 miliardi di euro nel 2025, pari al 2,2% del Pil dell’Ue, è salita a 456 miliardi quest’anno e potrebbe arrivare fino a 547 miliardi di euro entro il 2029.
I leader Ue, che nell’ottobre 2025 hanno incaricato l’Agenzia di coordinarne la preparazione, dovrebbero discutere la relazione durante la riunione del Consiglio europeo del 15-16 ottobre. Il report annuale è stato previsto nella Defence Readiness Roadmap 2030 per monitorare i progressi relativi alle priorità in termini di capacità e alla base industriale europea della difesa.

Fornisce agli Stati membri uno strumento per seguire l’avanzamento dei lavori, individuare le lacune residue e orientare i futuri sforzi nel settore della difesa, in un momento in cui l’Europa si trova ad affrontare un contesto di sicurezza in rapida evoluzione e ad assumersi maggiori responsabilità per la propria difesa.
Sull’industria della difesa il rapporto rileva che oltre a potenziare la capacità produttiva, l’Europa deve continuare a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, promuovendo al contempo l’innovazione e la concorrenza all’interno della base industriale europea della difesa.
Il rapporto valuta i progressi in quattro aree interconnesse: spesa per la difesa, capacità, industria della difesa e partenariati.

Per quanto riguarda le capacità, vengono sottolineati progressi particolarmente significativi nel settore dei droni e dei sistemi anti-drone, nonché nel dominio marittimo, anche se “saranno necessari ulteriori sforzi per colmare le lacune ancora esistenti”.
Il rapporto sottolinea che l’industria della difesa europea, oltre a potenziare la capacità produttiva, deve continuare a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, “promuovendo al contempo l’innovazione e la concorrenza all’interno della base industriale europea”.
Per quanto riguarda i partenariati, infine, restano fondamentali “una cooperazione più stretta con partner che condividono gli stessi orientamenti e una collaborazione rafforzata tra Ue e NATO”.

L’Ucraina, si legge, rimane un partner importante. “La sua esperienza sul campo, l’innovazione tecnologica e le capacità industriali nel settore della difesa, unite alla base industriale e tecnologica europea, possono rafforzare la capacità collettiva di raggiungere la prontezza della difesa ai ritmi richiesti”, conclude una nota dell’EDA.
“La Relazione annuale dell’Ue sulla prontezza della difesa dimostra che abbiamo fatto molto. Gli investimenti nella difesa sono aumentati, ma permangono significative lacune di capacità. Ora dobbiamo concentrarci su come colmarle”, aveva dichiarato l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, commentando il rapporto.
Foto EDA
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