La flotta iraniana nelle acque americane?

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La minaccia di trovarsi navi iraniane al largo delle coste della Florida non è di quelle che toglieranno il sonno ai vertici del Pentagono ma rappresenta una curiosa forma di propaganda per il regime degli ayatollah. Nei giorni scorsi il comandante della Marina iraniana, il contrammiraglio Habibollah Sayyari, ha ribadito l’intenzione di inviare nei prossimi anni navi da guerra davanti alle coste degli Stati Uniti quale reazione alla presenza della Quinta flotta americana nel Golfo Persico. Progetto non nuovo che era stato annunciato altre volte dai vertici militari di Teheran. L’ultima volta un anno or sono lo stesso Sayyari aveva reso nota l’esistenza di piani per dislocare navi “vicino ai confini marittimi degli Stati Uniti” dato che questa e altre “potenze arroganti sono presenti vicino ai nostri confini marittimi”. Osservando la marina iraniana è evidente che può a mala pena permettersi di uscire dal Golfo Persico o di inviare per pochi giorni una fregata e un rifornitore nel Mediterraneo, come fecero nel febbraio 2011. La flotta di Teheran è composta per lo più da motovedette e naviglio leggero idoneo a combattere nelle acque ristrette del Golfo Persico mentre per le operazioni d’altura sono disponibili tre vecchissime fregate di costruzione britannica e due nuove unità di questo tipo realizzare nei cantieri nazionali oltre a tre sottomarini di costruzione russa tipo Kilo. Negli ultimi due anni Teheran ha impiegato queste navi per pattugliare le vicine acque somale in funzione anti-pirateria ma inviare e mantenere un gruppo navale anche limitato a due o tre unità nei pressi della costa statunitense è impossibile senza  un accordo con il Venezuela di Hugo Chavez che potrebbe offrire alla flotta iraniana una base logistica nella quale basare alcune navi. Anche in questi caso l’operazione iraniana non avrebbe valore militare ma solo propagandistico e simbolico, in risposta alla presenza nel Golfo Persico della Quinta Flotta dell’US Navy che ha il suo comando a Manama, in Bahrein, a poche miglia dalle coste iraniane.

 

 

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