APACHE IN AZIONE IN SINAI

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Elicotteri da combattimento AH-64D Apache dell’aeronautica egiziana sono entrati in azione il 3 settembre in Sinai per attaccare postazioni dei terroristi islamisti. Lo scontro a fuoco, durato un quarto d’ora, ha visto un blitz dei militari contro i miliziani del nord del Sinai con l’impiego di forze terrestri ed elicotteri d’attacco in volo per un paio d’ore sull’area delle operazioni. Secondo quanto riferito dal giornale al-Masri-aòyoum, gli Apache hanno bombardato alcune postazioni con i “missili” (Hellfire o razzi?) uccidendo 7 terroristi, ferendone 15 e consentendo la cattura di altri 11. Per isolare i miliziani che hanno basi e appoggi nella Striscia di Gaza, l’esercito del Cairo ha creato una ziona cuscinetto che di fatto isola il territorio controllati da Hamas (movimento gemello dei Fratelli Musulmani appena rimossi dal governo in Egitto) e chiuso i tunnel utilizzati dai contrabbandieri che univano Rafah a Gaza. Il Cairo sembra puntare a creare tra il suo confine e la Striscia di Gaza una ziona militarizzata che sigilli la Striscia impedendovi l’ingresso di armi e l’uscita di miliziani. Un piano che sembra piacere a Israele che sta consentendo al Cairo di schierare in Sinai forza militari ben maggiori di quelle previste dagli accordi di pace tra i due Paesi che a Camp David accettarono la smilitarizzazione della Penisola. L’aeronautica egiziana ha in servizio 36 elicotteri AH-64D acquistati nel 1995 in versione A e poi aggiornati allo standard D tra il 2003 e il 2006 a un costo di circa 400 milioni di dollari coperto dagli aiuti militari statunitensi alle forze armate egiziane che ammonta a 1,3 miliardi di dollari annui. Con gli stessi fondi sono stati ordinati 12 elicotteri AH-64D Longbow Block II la cui consegna è messa in forse dalla politica di Washington nei confronti dei militari egiziani dopo le deposizione del presidente Mohamed Morsi.

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