Validato il comando della brigata alpina italo-francese

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di Francesco BussolettiAGV Il Velino

Dall’Italia e dalla Francia arriva un esempio di come si può cooperare con successo in ambito europeo. In particolare su un tema molto delicato come quello della Difesa. I due paesi hanno costituito una brigata congiunta che in questi giorni sta per ottenere la Piena capacità operativa (Foc). A comando dell’unità c’è il generale italiano Massimo Panizzi, che ha illustrato al VELINO i dettagli della forza. “Il Comando brigata non permanente italo-francese è uno strumento prontamente impiegabile, basato sulla brigata alpina Taurinense e sulla 27esima brigata di fanteria da montagna francese, che raccoglie in sé l’expertise di due unità specializzate a operare in ambienti ostili e in scenari ad elevata intensità – ha spiegato l’alto ufficiale -.

Si tratta di un’unità mista non permanente ma flessibile, mobile, modulare ed espandibile, quindi adattabile all’assolvimento di missioni in ambito Nazioni Unite, Nato e Unione Europea, potendo costituire anche la forza di schieramento iniziale di un contingente più ampio”.

Sul versante dei tempi necessari affinché la Brigata sia effettivamente operativa, “la prima certificazione della piena capacità, che vede schierato il Comando brigata nella conformazione a guida italiana (70 per cento personale del nostro paese e 30 francese) è in corso in questi giorni a Bracciano – ha aggiunto Panizzi -; sta avvenendo attraverso un’esercitazione che prevede l’impiego simulato dell’attività in uno scenario ad alta intensità. Omologa certificazione, a guida francese, è prevista all’inizio del 2015”.

Per arrivare a questo punto, ci sono state “sfide impegnative – ha sottolineato il generale -. L’addestramento congiunto da parte dei reparti delle due brigate da montagna ha impegnato Alpini e Chasseurs Alpins in numerose attività bilaterali, operative e di coordinamento e standardizzazione”.

A seguito di questo oggi “il Comando brigata italo-francese è un esempio di collaborazione tra forze di Difesa europee – ha concluso Panizzi -, che può costituire un importante passo verso l’ottimizzazione delle risorse all’insegna di un impiego sinergico, razionale ed efficiente delle forze”.

L’unità, infatti, potrebbe diventare la punta di diamante dell’Ue in ambito Difesa, come è la Nato response force (Nrf) per l’Alleanza Atlantica. Soprattutto grazie alle sue doti di flessibilità e modularità che garantirebbero a Bruxelles l’opzione di poter inviare una propria forza militare d’intervento rapido in risposta a una crisi emergente. Inoltre, le peculiarità delle due unità che la compongono, garantiscono ampie capacità operative in diverse tipologie di scenari, anche manifestamente ostili e ad elevata intensità

Foto: Brigata Alpina Taurinense

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