I filorussi prendono l'aeroporto di Donetsk

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A Donetsk una granata di mortaio ucraina ha ucciso almeno 8 civili ferendone molti altri a una fermata dell’autobus ma, ciò nonostante, ieri è stato un giorno vittorioso per i separatisti filo russi del Donbass che hanno ricacciato le truppe di Kiev dall’aeroporto di Donetsk.

O almeno da quanto resta dello scalo aereo raso al suolo da mesi di combattimenti (vedi il reportage di Analisi Difesa) e divenuto il simbolo della contesa tra i due schieramenti.

Dopo L’esercito ucraino ha abbandonato le posizioni all’aeroporto come ha ammesso un comunicato del battaglione Azov composto da volontari filo Kiev per lo più stranieri Azov annunciando che “i soldati ucraini che difendevano l’aeroporto di Donetsk sono stati costretti a cedere quello che solo un anno fa era un bellissimo e moderno aeroporto.

L’epopea dell’eroica difesa è durata 242 giorni (più della battaglia di Stalingrado della II Guerra Mondiale)”, si legge sulla pagina Facebook del Battaglione Azov, rilanciato dalle agenzie russe e ucraine.

Un linguaggio propagandistico opposto a quello dei separatisti che considerano l’aeroporto parte integrante della città di Donetsk, capitale della “Nuova Russia”, dove oggi sono stati fatti sfilare per le strade una ventina i prigionieri dell’esercito ucraino.

Il ministero della Difesa ucraino ha voluto precisare che parte degli edifici dell’aeroporto di Donetsk e del territorio attorno allo scalo rimangono sotto il controllo dell’esercito di Kiev ma i separatisti filorussi dell’autoproclamata repubblica popolare insistono da vari giorni che lo strategico aeroporto è sotto il loro controllo.

Il leader dei separatisti filo-russi, Alexandr Zajarchenko, ha annunciato una nuova offensiva contro l’esercito ucraino e ha escluso nuove iniziative di pace da parte dei ribelli. “Non ci saranno altre tregue, le milizie combattono gia’ con l’esercito in molte località e continuerà l’offensiva fino ai confini della regione di Donetsk”, ha affermato Zajarchenko.

Il presidente ucraino Petro Poroshenko, a margine di una riunione d’emergenza con il suo governo, ha avvertito che i separatisti pagheranno un “prezzo alto” per l’escalation di attacchi alle forze governative.

Almeno 41 persone, tra soldati e civili ucraini, sono stati uccisi nelle ultime 24 ore di scontri nell’est del Paese secondo fonti del governo di Kiev e dei ribelli filorussi e il bilancio comprende la strage alla fermata dell’autobus.

Più di 5.000 persone sono state uccise e oltre un milione (per lo più filorussi) è stato costretto a fuggire dal conflitto che da nove mesi insanguina l’est separatista dell’Ucraina, secondo l’Osce.

Il portavoce della missione ucraina dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Michael Bociurkiw, ha detto alla radio ucraina che più di 10.000 persone sono state ferite da razzi e colpi di mortaio che ogni giorno cadono sui centri abitati della regione.

I combattimenti in est Ucraina si sono intensificati a livelli precedenti il cessate il fuoco dichiarato a settembre, secondo il comandante della Nato, il generale Philip Breedlove.

“I combattimenti si sono intensificati ai livelli precedenti la tregua e in alcuni casi oltre” ha detto Breedlove.

“Le forze sostenute dalla Russia hanno nuove risorse” ha aggiunto il generale. “In alcuni punti hanno mosso la linea del fronte verso ovest”.

Alla domanda se l’Alleanza avesse rilevato  la presenza di altri soldati russi in est ucraina, Breedlove ha risposto “cominciamo a vedere la firma dei sistemi di difesa aerea e dei sistemi di difesa elettronici che hanno accompagnato le truppe russe in passato”.

Ma il generale non ha confermato le cifre fornite dal presidente ucraino Petro Poroshenko, che ieri ha detto che nell’est del Paese ci sono ora 9.000 soldati russi. Breedlove ha detto che la Nato “non è in grado di confermare la presenza di altre truppe in Ucraina” al momento.

“Ci sono state due occasioni in cui abbiamo avuto truppe russe oltre il confine” ha detto Breedlove.

La guerra contro i miliziani separatisti costa allo Stato ucraino tra 5 e 7 milioni di dollari al giorno: una spesa che incide negativamente sulla già disastrosa situazione finanziaria del Paese.

Lo ha detto il ministro delle Finanze di Kiev, Natalie Jaresko (ex dirigente del Dipartimento di Stato americano (giusto per capire quale sovranità nazionale abbia l’attuale governo di Kiev) a margine del forum economico di Davos.

Foto: Reportage dall’aeroporto di Donetsk  di Eliseo Bertolasi

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