Imponente attacco russo con missili e droni a Kiev e nelle retrovie ucraine

 

La sera del 23 maggio l’Ucraina è stata nuovamente colpita da un attacco combinato su larga scala probabilmente con oltre 700 tra missili balistici, da crociera e droni russi.

Si è trattato forse dell’attacco più massiccio che ha colpito l’Ucraina e ha visto l’impiego, per la terza volta dall’inizio della guerra, di missili balistici ipersonici Oreshnik (nella foto sotto), questa volta dotati di testate indipendenti esplosive.
Secondo l’aeronautica ucraina l’attacco ha coinvolto 600 droni da combattimento e 90 missili (111 secondo altre fonti) lanciati da aria, mare e terra.

Il ministero della Difesa russo, che ha dichiarato che si è trattato di una rappresaglia per gli attacchi ucraini contro “strutture civili sul territorio russo”. Un riferimento all’attacco con droni ucraini contro un dormitorio universitario a Starobelsk, nella regione ucraina di Lugansk (nella foto sotto) controllata dai russi, che secondo le autorità russe ha provocato 21 morti.

L’attacco ha preso di mira anche almeno un comando dei servizi di sicurezza interna ucraini (SBU), possibile rappresaglia per un attacco contro un obiettivo analogo russo nella regione di Kherson, in parte occupata dai russi nel sud del Paese.

Quella di Starobelsk (nella foto sotto) contro un obiettivo civile è una strage quasi nascosta dai media, in Italia come gran parte d’Europa, ma anche dalla politica che ha condannato l’attacco russo senza fare però alcun cenno a quello ucraino che ha scatenato la rappresaglia di Mosca.

Nulla di nuovo sul fronte dell’informazione ma anche della politica, ancora più sorprendente oggi che molti in Europa, a partire dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, parlano apertamente della necessità di aprire un dialogo con la Russia. Eppure non ci voleva molto: bastava documentare entrambe i fatti e le valutazioni contrapposte.

Tornando ai fatti, risulta difficile dire se questo massiccio attacco costituisce solo una rappresaglia, una dimostrazione di forza, oppure l’anticipazione di una offensiva su vasta scala che Mosca potrebbe scatenare sia colpendo le retrovie ucraine sia lungo i 1.300 chilometri del fronte che si sviluppa da nord a sud nelle regioni ucraine di Sumy, Kharkiv, Donetsk, Dnipropetrovsk, Zaporizhia e Kherson.

Kiev riferisce di danni ad abitazioni e vittime civili evitando di fornire informazioni circa gli obiettivi militari e infrastrutture logistiche ed energetiche colpiti ma una lista quasi completa dei bersagli e della loro natura colpiti dai russi è stata resa nota da alcuni Canali Telegram russi ed ucraini.

Gli attacchi missilistici contro obiettivi nel centro di Kiev, vicino a “Piazza dell’Indipendenza” (Maidan) e ai palazzi governativi, hanno avuto indubbiamente anche uno scopo intimidatorio dimostrando che Mosca ha le capacità per distruggere il centro della capitale ucraina che finora era stato risparmiato.

Le immagini di NASA FIRMS (più in basso), che rilevano le anomalie termiche, hanno evidenziato grandi incendi presso l’impianto di difesa Artem a Kiev (dove si producono missili aria-aria, sistemi di addestramento e manutenzione automatizzati per missili guidati aerei, missili anticarro e attrezzature per aeromobili) in seguito di attacchi notturni con missili balistici e da crociera russi.

Ampi incendi anche nell’area industriale di Darnytsky a Kiev a seguito di diversi impatti di missili balistici e da crociera (obiettivi probabilmente colpiti da 4 missili da crociera ipersonici Zircon).

I missili lanciati dai russi includono:
• 20 missili da crociera Kh-101 lanciati da 4 bombardieri strategici Tu-95MS dalle loro linee di lancio nella parte occidentale dell’Oblast di Kostroma.
• 20 missili da crociera Iskander-K lanciati da veicoli lanciatori nella parte orientale dell’Oblast di Bryansk.
• 18 missili da crociera Kalibr lanciati da 3 navi di superficie dalla base navale di Novorossiysk, nel Territorio di Krasnodar.
• 16 missili balistici Iskander-M/S-400 lanciati da veicoli lanciatori vicino a Klintsy, nell’Oblast di Bryansk.
• 10 missili da crociera Iskander-K lanciati da veicoli lanciatori nella parte settentrionale dell’Oblast di Kursk.
• 6 missili balistici Iskander-M/S-400 lanciati da veicoli lanciatori vicino a Pochep, nell’Oblast di Bryansk.
• 6 missili da crociera ipersonici Zircon lanciati da installazioni terrestri nella Crimea occidentale.
• 5 missili aerobalistici ipersonici Kinzhal lanciati da 5 caccia MiG-31K dalle loro linee di lancio sopra la parte orientale dell’oblast di Tambov.
• 4 missili balistici Iskander-M/S-400 lanciati da veicoli lanciatori nella parte settentrionale dell’oblast di Kursk.
• 2 missili balistici Iskander-M/S-400 lanciati da veicoli lanciatori vicino a Liski, nell’oblast di Voronež.
• 2 missili balistici Iskander-M/S-400 lanciati da i veicoli lanciatori in Crimea.
• 2 missili balistici a medio raggio Oreshnik lanciati dal poligono di tiro di Kapustin Yar, nell’oblast di Astrakhan.

I missili lanciati in totale dai russi sarebbero 111:

• 30 missili da crociera Iskander-K
• 30 missili balistici Iskander-M/S-400
• 20 missili da crociera Kh-101
• 18 missili da crociera Kalibr
• 6 missili da crociera ipersonici Zircon
• 5 missili aerobalistici ipersonici Kinzhal (nella foto sotto)
• 2 missili balistici a medio raggio Oreshnik

Il report citato dal canale Telegram AMK Mapping riportava ieri che la difesa aerea ucraina sarebbe riuscita a intercettare almeno 24 missili: 8 missili Kalibr, 6 Iskander-M/S-400, 5 Kh-101 e 5 Iskander-K.

Gli obiettivi principali di questo attacco erano le industrie della difesa ucraine a Kiev e dintorni ma sono stati colpiti anche altri obiettivi in diverse aree dell’Ucraina.

Qui sotto una lista degli obiettivi attaccati e la loro posizione geografica:

– Stabilimento di difesa “Artem” a Kiev (50.46181, 30.48462)
– Ufficio distrettuale dell’SBU di Podilskyi a Kiev (50.46565, 30.51485).
– Obiettivo presso un deposito militare a Kiev (50.48148, 30.51604).
– Ex stabilimento chimico “Radical” a Kiev (50.45474, 30.65312).
– Diversi obiettivi nella zona industriale di Darnytsky a Kiev (50.42763, 30.69182).
– Stabilimento “Analitprylad” a Kiev (50.45175, 30.42651).
– Ex stabilimento “Rele i Avtomatyky” a Kiev (50.44858, 30.42187).
– Parco commerciale “Lagoda” a Kiev (50.4444, 30.4529).
– Magazzino “ATB” a Sviatopetrivske, Oblast di Kiev (50.38514, 30.29535).
– Magazzino dell’azienda logistica “Chaika” a Chaiky, Oblast di Kiev (50.44001, 30.30379).
– Base aerea di Starokostyantyniv, Oblast di Khmelnytskyi (base dei velivoli F-16 e Su-34M) (50.42763, 30.69182).

Vi sono poi una serie di obiettivi non meglio specificati colpiti vicino a Kropyvnytskyi, Kirovohrad Oblast (forse base aerea di Kanatove); nell’oblast meridionale di Zhytomyr; a Bila Tserkva, Oblast di Kiev (obittivi militari colpiti dalle testate indipendenti di un Oreshnik); vicino a Mayaky, Odessa Oblast; nell’oblast nordoccidentale di Poltava e a sud di Dnipro.
Nelle ultime settimane i bombardamenti notturni russi hanno colpito altri obiettivi di valore militare, logistico ed energetico.

Nei giorni scorsi, riferisce il canale Telegram Intel Slava, un attacco su Krivoy Rog ha preso di mira il più importante impianto metallurgico ucraino della Arcelor Mittal, distruggendo tra l’altro 12 locomotive, il cui rimpiazzo costerà 50 milioni di dollari. Le locomotive sono da mesi bersaglio prioritario dei raid russi che puntano a interrompere il sistema ferroviario che rifornisce le truppe al fronte.

Nell’ultima settimana il grande complesso industriale Yuzhmash di Dnipopetrovsk è stato bersagliato da 16 missili russi: 8 Iskander M, 5 Iskander K e 3 Kh-59.

Un grosso deposito di munizioni delle forze armate ucraine è stato distrutto il 6 maggio presso Mala Danilovka, nell’Oblast di Kharkiv. Il sindaco ha affermato che “siamo di fronte ad un disastro senza precedenti: 250 case sono state danneggiate, 20 strade sono state colpite, dozzine di macchine sono state distrutte e sono state danneggiate anche una fabbrica di polimeri ed una metallurgica”.

Ha collaborato a questo articolo Lukas Fontana

Immagini: AMK Mapping, TASS, Ministero Difesa Russo e NASA Firms

 

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa e nel 2026 ha aperto il Canale YouTube “La Penna nel Fianco”. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario.

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