Rapporto Reuters: crolla la fiducia nell’informazione

La fiducia nelle notizie è scesa a livello mondiale al 37%, “il valore più basso in dieci anni”. I cali più marcati si registrano nelle Filippine (-10 punti), Irlanda (-9), Tailandia, Perù e Polonia (tutti -8). È quanto emerge dal Digital News Report 2026 dell’Istituto Reuters, alla quindicesima edizione e condotto in 48 Paesi.
Come riporta l’ANSA, negli Stati Uniti – secondo l’analisi – solo il 25% afferma di fidarsi della maggior parte delle notizie, in calo di cinque punti rispetto al 2025. Il valore è ancora più basso (15%) tra gli americani di destra.
Alcuni notiziari hanno registrato un forte calo di fiducia: CBS News e Fox News sono scese entrambe di 10 punti su base annua e la CNN di sei. Il rapporto registra inoltre una profonda insoddisfazione del pubblico globale per la copertura di notizie come le storie internazionali, l’inflazione, l’immigrazione, la seconda presidenza Trump, il cambiamento climatico e i conflitti in Ucraina e Medio Oriente.
E mostra una preferenza per le notizie imparziali. Infine, resta al 17% nei 20 paesi in cui la cifra viene monitorata, la propensione a pagare per le news online. La maggior parte di chi paga lo fa per benefici diretti (81%), il 43% menziona l’accesso a contenuti che non potrebbe ottenere in altro modo. Il 46% afferma di essere motivato a pagare per sostegno al giornalismo e per la sua importanza nella società.
Un unico appunto: forse invece di parlare di crollo della fiducia nelle notizie sarebbe più corretto affermare che assistiamo al progressivo crollo della fiducia dell’opinione pubblica nei confronti del sistema mediatico che diffonde le notizie, oppure che siamo di fronte al boom di sfiducia nei confronti dei mezzi d’informazione.
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