Più truppe e più unità navali (anche senza equipaggio) per le forze armate russe

In attesa di comprendere se dopo le elezioni parlamentari di settembre Vladimir Putin mobiliterà davvero mezzo milione d militari per imprimere una svolta decisiva alla guerra in Ucraina, il presidente russo ha reso noto a fine luglio un provvedimento destinato a rafforzare la struttura delle Forze armate russe.
Con un decreto firmato il 27 luglio Putin ha modificato il precedente atto del 12 giugno 2026, portando l’organico complessivo a 2.426.130 unità, dei quali 1.535.000 militari, e motivando l’incremento con la costituzione di nuovi reparti del genio militare.
Il decreto rafforza d 35mila unità la componente militare da 1,5 milioni 1.535.000 tra professionisti, volontari a contratto e truppe di leva, cui aggiungere 2 milioni di riservisti.

Le modifiche sono entrate in vigore il 1° agosto, consolidando un processo di espansione dello strumento militare che Mosca considera funzionale tanto al sostegno dell’operazione militare in Ucraina quanto al rafforzamento della postura strategica della Federazione Russa.
Artico e Ucraina
Putin ha trattato anche il tema dell’Artico, descritto come uno dei principali teatri strategici del XXI secolo in cui ha ribadito che Mosca non ricerca alcuna contrapposizione nella regione ma intende difendere con fermezza i propri interessi economici e di sicurezza lungo la Rotta del Mare del Nord.
Mosca fa leva sul rafforzamento delle infrastrutture portuali, della logistica costiera, delle capacità di soccorso e sulla flotta rompighiaccio nucleare, che il presidente ha definito un vantaggio tecnologico senza equivalenti a livello mondiale.
“La ricchezza della Russia crescerà attraverso l’Artico”, ha affermato, collegando lo sviluppo delle risorse polari alla presenza permanente delle Forze armate e alla protezione delle rotte marittime.

Circa il conflitto in corso, Incontrando gli ufficiali della Marina a San Pietroburgo, Vladimir Putin ha detto: “Sono convinto che, prima o poi, l’Ucraina perderà i territori occidentali, quelli che appartenevano alla Polonia, all’Ungheria, alla Romania. Prima o poi, non domani, forse dopodomani, un anno, due, 10, 15 anni, ma alla fine, la storia tornerà al suo posto. C’era un solo garante dell’integrità territoriale dell’Ucraina: la Russia”.
Una Marina più versatile e moderna
Il decreto presidenziale per l’incremento degli organici è stato anticipato dall’intervento di Putin davanti ai comandanti delle flotte del Pacifico, del Nord, del Baltico, del Mar Nero e della Flottiglia del Caspio in occasione della festa della Marina.
“La componente navale della triade nucleare continua a rafforzarsi”, ha affermato il presidente, ribadendo che la Marina rappresenta uno degli strumenti fondamentali per garantire la sicurezza nazionale, la deterrenza strategica e la tutela degli interessi russi negli oceani.

Putin ha sottolineato che “la Marina è in grado di assolvere efficacemente l’intera gamma dei compiti assegnati”, evidenziando il proseguimento della produzione seriale di navi con e senza equipaggio e unità speciali oltre all’introduzione di armamenti sempre più avanzati destinati alle componenti subacquee, di superficie, costiere e aeronavali.
Il quadro operativo è stato illustrato dal comandante in capo della Marina, ammiraglio Aleksandr Moiseev, che ha riferito come nel corso del 2026 siano già entrate in servizio 20 nuove unità navali, fra cui il cacciamine Polyarny del progetto 12700 destinato alla Flotta del Nord e la nave missilistica Burya del progetto 22800 assegnata alla Flotta del Baltico, mentre entro la fine dell’anno è prevista la consegna di altre 21 unità.
Tra queste figura il Perm, primo sottomarino nucleare della classe Yasen-M predisposto per l’impiego operativo del missile ipersonico Zircon, oltre al completamento dell’ammodernamento dell’incrociatore nucleare Admiral Nakhimov (classe Kirov da 26.000 tonnellate) e del sottomarino nucleare d’attacco Leopard (classe Akula).
Nello stesso contesto ha confermato che i sottomarini nucleari lanciamissili balistici classe Borei (8 unità) resteranno in servizio per i prossimi 30-40 anni e che il veicolo subacqueo autonomo Poseidon si trova nella fase conclusiva dello sviluppo con un sistema di lancio già operativo il missile ipersonico Zircon continua a essere perfezionato dopo i recenti impieghi operativi negli attacchi a obiettivi strategici in Ucraina.

L’Ammiraglio Alexander Moiseev, comandante della Marina Russa, ha delineato sull’emittente militare russa Zvezda, lo stato attuale delle operazioni navali e i programmi di sviluppo nei prossimi anni.
L’ammiraglio ha annunciato l’avvio della costruzione della prima nave di superficie senza equipaggio confermato anche il ruolo operativo della componente subacquea negli attacchi contro l’Ucraina in termini soprattutto di operazioni di pattugliamento nel Mar Nero, attacchi con droni navali e di lancio di missili da crociera Kalibr contro obiettivi n territorio ucraino.
“La Flotta del Mar Nero è stata impegnata attivamente in combattimento. Da tempo conduce sistematicamente operazioni belliche, svolgendo sia le proprie missioni nel dominio marittimo sia i compiti assegnati al raggruppamento interforze”.
L’ammiraglio ha quindi precisato che “le principali capacità della flotta, in particolare le navi di superficie e i sommergibili con le loro capacità d’attacco, sono pienamente impiegate per colpire obiettivi nel territorio del nemico”.
Moiseev ha citato i battelli del Progetto 636.3 Varshavyanka (Kilo migliorati) della Flotta del Mar Nero, spiegando che, “così come le fregate e le altre navi del dispositivo, anch’essi sono piattaforme di questo armamento (i Kalibr NdR) e partecipano attivamente agli attacchi contro il nemico”.
Foto: Presidenza Russa
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