L’Artico al centro del nuovo ordine internazionale

di Alberto Cossu – Vision & Global Trends. Progetto Società Italiana di Geopolitica
Geopolitica dei Poli. Artico e Antartico tra rotte, risorse e potenze globali. Parte I, a cura di Marco Dordoni e Tiberio Graziani, rappresenta uno dei contributi più articolati e completi apparsi negli ultimi anni nel panorama editoriale e scientifico italiano dedicati alla regione artica. Il volume, che raccoglie venti saggi di studiosi provenienti da settori disciplinari differenti, affronta il Grande Nord attraverso una prospettiva genuinamente interdisciplinare. In essa convergono geopolitica, geografia economica, diritto internazionale, studi strategici, sicurezza e relazioni internazionali. Ne emerge un’opera di notevole spessore accademico che non si limita a fotografare i mutamenti in atto nella regione polare, ma propone una chiave interpretativa organica della sua crescente centralità nello scenario globale contemporaneo.
La tesi di fondo che unifica l’intera raccolta è chiara: l’Artico non costituisce più una periferia marginale del sistema internazionale, né può essere considerato esclusivamente uno spazio riservato alla ricerca scientifica o alla tutela ambientale.

Al contrario, esso si è trasformato in uno dei principali laboratori della competizione geopolitica globale. In questo scacchiere, il cambiamento climatico, l’accesso alle risorse energetiche e minerarie, l’apertura di nuove rotte marittime e il ritorno della rivalità tra grandi potenze concorrono a ridefinire gli equilibri strategici del pianeta.
La raccolta si inserisce dunque in quella corrente di studi che interpreta il Grande Nord come uno dei luoghi d’elezione in cui la transizione verso un ordine internazionale multipolare si manifesta con maggiore evidenza e rapidità.
Il principale punto di forza del volume sta nella tenuta di questo impianto multidisciplinare: prospettive economiche, giuridiche, tecnologiche e strategiche non si giustappongono, ma si ricompongono in un disegno interpretativo coerente.
A questa coerenza si affianca una notevole ricchezza metodologica: i saggi spaziano dalla geopolitica classica allo studio delle infrastrutture energetiche e dei trasporti, fino al diritto internazionale, alla sicurezza, alla diplomazia scientifica e alla tecnologia, senza mai scadere nella dispersione.
Tra i contributi di maggior rilievo teorico si segnala quello di Andrea Alberti, che legge l’Artico come uno degli spazi chiave per comprendere la trasformazione dell’architettura globale. La regione viene descritta come una vera e propria cerniera geopolitica in cui si incrociano la postura strategica della Russia, il crescente attivismo di potenze extra-artiche come Cina e India e la progressiva integrazione delle reti energetiche, finanziarie e logistiche promosse dal blocco dei BRICS.
L’argomentazione risulta particolarmente efficace perché riesce a evitare sia le trappole del determinismo climatico sia quelle di una visione puramente militare, contestualizzando il Grande Nord dentro la più ampia ristrutturazione delle interdipendenze economiche mondiali.
Accanto a questa lettura sistemica, il testo riserva grande attenzione alle infrastrutture materiali senza le quali alcuna proiezione geopolitica sarebbe possibile. Il saggio di Teresa Amodio e Daniel Signorelli evidenzia con chiarezza come le rotte marittime artiche possano trasformarsi in reali alternative commerciali soltanto se sostenute da un adeguato sistema portuale e retroportuale. Avvalendosi di strumenti cartografici e analisi GIS, gli autori dimostrano che la geografia fisica continua a esercitare un vincolo determinante, che può essere superato solo da imponenti investimenti infrastrutturali capaci di convertire le potenzialità naturali in effettivi vantaggi strategici. Sulla stessa linea, Paolo Cornetti e Leonardo Noschese approfondiscono il legame tra energia e transizione multipolare, mostrando come gasdotti, terminali di rigassificazione LNG e corridoi logistici siano divenuti veri e propri strumenti di pressione e di affermazione geopolitica.

Particolarmente innovativi appaiono i saggi dedicati ai domini strategici non convenzionali. Cristina Di Silvio affronta la delicata questione della sorveglianza sottomarina e della protezione delle infrastrutture adagiate sui fondali, evidenziando come il controllo degli abissi sia ormai una componente irrinunciabile della sicurezza nazionale e internazionale.
Agata Lavorio ed Edoardo Landoni estendono la riflessione alla rete dei cavi sottomarini, ricordando che la tutela del traffico dati e della connettività digitale rappresenta oggi un fattore di potenza non meno rilevante del controllo degli stretti marittimi. Ilaria Ilieva completa il quadro introducendo la dimensione spaziale: l’uso dei satelliti, dei sistemi di osservazione della Terra e delle tecnologie orbitali si rivela essenziale per il monitoraggio ambientale, la navigazione sicura e la difesa.
L’opera coglie così un fenomeno decisivo: la competizione contemporanea non si consuma solo sulla superficie terrestre o marina, ma colonizza lo spazio extra-atmosferico, i fondali oceanici e la dimensione cibernetica.
Non meno significativa è l’attenzione dedicata alle norme e alla governance. I contributi di Fiammetta Borgia e Luca Vincenzo Maria Salamone dedicati al regime giuridico dell’estrazione mineraria sottomarina, insieme ai saggi sulle strategie del Canada, sulla cooperazione iberica e sulla diplomazia culturale russa, dimostrano che lo scontro geopolitico si combatte anche sul terreno del diritto, delle istituzioni multilaterali e del soft power.
Di notevole interesse è infine il contributo di Sara Riccetti Selim, che accende i riflettori sul ruolo delle popolazioni indigene nella partita per l’accesso alle materie prime critiche, fornendo un’indispensabile prospettiva sociale e umana spesso ignorata dalle analisi strategiche tradizionali.
L’Artico emerge, dunque, come un sistema complesso e altamente interconnesso, in cui ogni dinamica locale produce riflessi immediati sugli equilibri globali.
Restano, tuttavia, alcuni spunti per la ricerca futura. Un primo riguarda l’impostazione teorica: la marcata coerenza interna del volume favorisce la chiarezza espositiva, privilegiando una lettura realista e geoeconomica centrata sulla rivalità tra Stati e sulle infrastrutture strategiche; sarebbe stimolante affiancarvi, in studi successivi, approcci legati alla geopolitica critica, all’economia politica internazionale o alla cooperazione regionale, così da arricchire la gamma delle chiavi interpretative a disposizione del lettore.
Un secondo elemento di riflessione riguarda l’adozione di una prospettiva comparativa più ampia. I saggi tendono a concentrarsi in modo quasi esclusivo sulle peculiarità della regione polare, dedicando scarso spazio al confronto diretto con altri quadranti marittimi strategici. Scenari come il Mediterraneo allargato, il Golfo Persico, il Mar Cinese Meridionale o l’Indo-Pacifico presentano dinamiche del tutto analoghe: la corsa alle risorse, la protezione delle rotte commerciali, la militarizzazione dei colli di bottiglia e la vulnerabilità dei cavi sottomarini.
Un dialogo più serrato tra l’Artico e questi contesti regionali avrebbe permesso di mettere ancora meglio in luce ciò che rende il Grande Nord un caso unico e ciò che lo accomuna alle altre aree di crisi della geopolitica globale.
Un terzo aspetto riguarda infine l’assenza di un saggio specificamente dedicato al ruolo e alla posizione dell’Italia nell’Artico. Il nostro Paese viene richiamato prevalentemente in relazione alla sua qualità di osservatore presso il Consiglio Artico e per la storica presenza della sua comunità scientifica nelle basi di ricerca polari. Considerando la lunga tradizione italiana nella ricerca scientifica ad alta latitudine e il crescente interesse strategico ed energetico nazionale per le dinamiche polari, un capitolo autonomo sulle prospettive e sugli interessi di Roma avrebbe completato in modo efficace il quadro europeo tracciato dall’opera.
In conclusione il merito del volume curato da Marco Dordoni e Tiberio Graziani è aver dimostrato che l’Artico non è più una remota frontiera, ma un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’ordine globale. La competizione contemporanea si sposta infatti dal mero controllo territoriale al dominio sulle infrastrutture della connettività — cavi sottomarini, satelliti, rotte e dati — trasformando l’Artico da periferia a centro nevralgico della politica mondiale.
GEOPOLITICA. Journal of Geopolitics and Related Matters. Rivista di Politica Internazionale. ISSN 2009-9193 Vol XV, n. 1/2026 ISBN 9791281485211 Callive Media&Books 2026, pp. 392, € 42,00
Geopolitica dei Poli. Artico e Antartico tra rotte, risorse e potenze globali – Geopolitics of the Polar Regions. The Artict and the Antarctict: Routes, Resources, and Global Powers
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