Primo contratto d’esportazione per lo Yakovlev Yak-130M

 

 

 

È stato firmato il primo contratto di esportazione per l’aereo da addestramento al combattimento e attacco Yakovlev Yak-130M; lo ha annunciato Alexander Mikheev, direttore generale di Rosoboronexport in occasione del recente expo El Alamein International Airshow 2026 in Egitto.

Ricordiamo che lo scorso agosto alcuni report del settore dell’analisi militare avevano indicato con forza il Vietnam come possibile primo acquirente del nuovo Yak-130M, anche alla luce delle dichiarazioni dei vertici dello stabilimento aeronautico di Irkutsk in occasione della visita del presidente Vladimir Putin alla struttura.

Secondo A. Mikheev – ha riportato il Vedomosti – il contratto prevede la fornitura di oltre 10 velivoli, senza tuttavia specificare quale sia il destinatario estero.

Diversi analisti del settore hanno ipotizzato che tra i possibili destinatari del contratto per gli Yak-130M possano figurare  l’Etiopia, l’Algeria, l’Egitto o l’Iran.

Presentato poco meno di due anni fa in anteprima mondiale assoluta in occasione del Forum Army-2024, il nuovo Yak-130M ha bruciato le tappe in maniera estremamente inconsueta considerando la notevole pressione a cui è sottoposta l’industria aerospaziale russa dall’inizio della guerra in Ucraina scoppiata nel febbraio del 2022.

Nell’ottobre dello scorso anno la fabbrica di Irkutsk completava il primo prototipo e a distanza di poche settimane veniva realizzato persino il secondo esemplare in vista della successiva prima esposizione fuori patria in occasione del Dubai Air Show del novembre 2025.

La dirigenza dal canto suo esprime grande fiducia nel successo commerciale del nuovo modello il cui appeal internazionale è già emerso a Dubai. Qui il velivolo ha riscontrato l’interesse non solo dei clienti storici, desiderosi di evolvere rispetto alla precedente versione da addestramento puro, ma anche di nuovi acquirenti pronti a rinnovare la propria flotta aerea.

Appena due mesi fa, inoltre, è avvenuto il primo volo inaugurale del prototipo dello Yak-130M. Il test in volo è durato circa 50 minuti ed è stato eseguito dai piloti collaudatori Alexander Guskov e Andrei Voropaev. Il velivolo ha raggiunto un’altitudine di 2.000 metri e una velocità di 600 km/h completando tutte le mansioni previste senza che venissero riscontrate anomalie.

Ricordiamo infine  che il nuovo Yak-130M è equipaggiato con il radar AESA di bordo BRLS-130R e con il sistema optoelettronico e laser SOLT-130K. A questi si aggiungono il sistema di autodifesa President-S130 e il complesso di comunicazioni KSS-130.

L’integrazione di questi nuovi sistemi amplia le capacità di scoperta, acquisizione e designazione dei bersagli e consente l’impiego di una gamma più ampia di armamenti guidati aria-superficie, comprese munizioni a guida laser e satellitare. Il risultato è una piattaforma che assume le caratteristiche di un vero e proprio velivolo d’attacco leggero.

Foto UAC

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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