Rinnovate fino a settembre le missioni all'estero

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Con il decreto presentato il 10 febbraio il Governo Renzi ha rifinanziato per i primi nove mesi dell’anno le missioni all’estero con 542.177.191 euro. Un consistente risparmio rispetto ai 550 milioni spesi per i primi sei mesi dello scorso anno.

A questi vanno poi aggiunti 170 milioni per i “processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e partecipazione”, di cui 120 milioni servono per finanziare le forze di sicurezza, polizia compresa, in Afghanistan.
A queste voci di spesa si aggiungono altri 85.223.600 milioni per spese logistiche, di trasporto e assicurative mentre per le iniziative di cooperazione allo sviluppo sono previsti 69,7 milioni di euro.
E’ l’Asia il continente per il quale l’Italia spende di più in missioni militari, con 397.983.596 euro mentre le missioni in Europa costano 83.865.796 euro e quelle in Africa 60.327.899 euro.
Lo stanziamento per le operazioni contro lo Stato Islamico (forze aeree in Kuwait, consiglieri militari a Baghdad e in Kurdistan) previste dall’Operazione “Prima Parthica” è di 132,7 milioni con la prospettiva quindi di superare i 150 milioni annui che Analisi Difesa aveva ipotizzato .

Diminuiscono i fondi per le missioni in Afghanistan: dai 183,6 milioni per gli ultimi 6 mesi del 2014 ai 126,4 milioni per i primi 9 mesi del 2015. Un calo dovuto alla fine di ISAF e alla riduzione a 700 unità del contingente assegnato all’operazione NATO Resolute Support. Quello approvato il 10 febbraio potrebbe essere l’ultimo stanziamento italiano per la missione italiana che a Herat si esaurirò entro l’estate lasciando poi, secondo quanto previsto, circa 200 uomini a Kabul ancora per tutto il 2016.

Tra le novità anche la scomparsa dei fondi per la missione Ocean Shield della Nato contro la pirateria. Il Parlamento aveva approvato un emendamento la scorsa estate, secondo il quale “la partecipazione dell’Italia” alle missioni Ue e Nato contro la pirateria sarebbe stata valutata “in relazione agli sviluppi della vicenda dei due maro”.

Nel comunicato del Cdm si stanziano soldi per la missione della Ue Atalanta (29,4 milioni), ma non per quella della Nato. Una decisione che di fatto riduce la presenza navale in Oceano Indiano a soli 6 mesi annui e che meriterebbe qualche spiegazione politica.

Nel 2015 diminuiranno gli stanziamenti per la missione nella Repubblica Centrafricana, ma aumenteranno quelli per il Mozambico. In calo anche i soldi per la Libia.

Aumenta notevolmente (73,4 milioni) lo stanziamento per contratti di trasporto, assicurazione e realizzazione di infrastrutture relativi alle missioni  internazionali.
Più soldi anche per i servizi segreti (Aise) e per la cooperazione allo sviluppo.

L’Italia stanzia 68 milioni per i primi 9 mesi del 2015 per iniziative di cooperazione e assistenza in Afghanistan, Guinea, Iraq, Liberia, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Palestina. Negli ultimi 6 mesi del 2014 furono stanziati 34,8 milioni. Da notare l’ingresso, tra i Paesi assistiti, di quelli colpiti dal virus Ebola.

Gli stanziamenti per ogni singola missione.

–    partecipazione alle attività della coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica dell’Islamic State in Iraq and the Levant (ISIL) euro 132.782.371 più euro 2.219.355 per il personale che ha partecipato alle medesime attività nel periodo dal 1° novembre 2014 al 31 dicembre 2014.

–    missione della NATO in Afghanistan, denominata Resolute Support Mission (RSM), e per la proroga della partecipazione alla missione EUPOL Afghanistan euro 126.406.473

–    missione delle Nazioni Unite in Libano, denominata United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso l’impiego di unità navali nella UNIFIL Maritime Task Force, e per la proroga dell’impiego di personale in attività di addestramento delle forze armate libanesi euro 119.477.897

– Missioni nei Balcani Multinational Specialized Unit (MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), Security Force Training Plan in Kosovo; b) Joint Enterprise euro  59.170.314

–    Missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina,denominata EUFOR ALTHEA, nel cui ambito opera la missione denominata Integrated Police Unit (IPU) euro 206.133

–    programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica euro 4.316.740

–    partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX) per euro 955.330 più 46.210 euro per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione United Nations Mission in Kosovo (UNMIK)

–  missione navale nel Mediterraneo Active Endeavour euro 19.105.564

–    partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite United Nations Peacekeeping Force in Cyprus(UNFICYP) 65.505 euro

– proroga dell’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e aTampa per le esigenze connesse con le missioni internazionali in Medio Oriente e Asia euro 14.384.195

– impiego di personale appartenente  al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Medio Oriente e Asia euro 519.084

–    missione denominata Temporary International Presence in Hebron (TIPH2) e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi euro 1.868.802

–     proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah euro 90.655

– partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS) euro 142.170

–    proroga della partecipazione di personale militare alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia, denominata EUMM Georgia euro 92.594

–    missione dell’Unione europea in Libia European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya) e proroga dell’impiego di personalemilitare in attività di assistenza, supporto e formazione delle forze armate libiche euro 1.348.239 più 4.364.181 per la missione della Guardia di Finanza pergarantire la manutenzione ordinaria delle unità navali cedute dal Governo italiano al Governo libico e per lo svolgimento di attività addestrativa del personale della Guardia costiera libica

–     partecipazione dipersonale militare all’operazione militare dell’Unione europea per il contrasto della pirateria denominata Atalanta euro 29.474.175

–    partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea denominate
EUTM Somalia e EUCAP Nestor e alle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d’Africa e nell’Oceano indiano occidentale, nonché per il funzionamento della base militare nazionale nella Repubblicadi Gibuti e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale egibutiane euro 21.235.771

– missione delle Nazioni Unite in Mali, denominata United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA), e alle missioni dell’Unione europea denominate EUCAP Sahel Niger, EUTM Mali ed EUCAP Sahel Mali euro 2.055.462

–    missione dell’Unione europea nella Repubblica Centrafricana, denominata EUFOR RCA euro 1.401.305

– partecipazione di personale militare al Gruppo militare di osservatori internazionali della cessazione delle ostilità militari nella Repubblica del Mozambico, denominato EMOCHM euro 448.766

Assicurazioni, trasporto, infrastrutture, fondi per i servizi segreti (AISE), cooperazione civile-militare, cessioni di equipaggiamenti militari il decreto stanzia 73.457.600 più 2.060.000 euro stanziati per sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, disposti nei casi di necessità e urgenza dai comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni internazionali nei Balcani, in Afghanistan, Libano, Libia e Corno d’Africa, di cui al presente decreto

–    euro 91.000 per la cessione  a titolo gratuito, di quattro VBL Puma 4X4 e undici kit per la manutenzione alle Forze armate della Repubblica di Gibuti

–    euro 220.000, per la cessione, a titolo  gratuito, di materiale di armamento alla Repubblica d’Iraq

–    euro 795.000, per la cessione,  a titolo gratuito, di settanta visori notturni alla Repubblica tunisina.

Autorizzata inoltre la cessione a titolo gratuito, di quattro veicoli multiruolo, di cui un VM90 Protetto (lo “Scarrafone”) e tre VM90 Torpedo nonché di effetti di vestiario ed equipaggiamento alle Forze armate della Repubblica federale di Somalia.

–    euro 8.600.000 sono devoluti al mantenimento del dispositivo info-operativo dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali.

Per quel che riguarda le iniziative di cooperazione allo sviluppo in  Afghanistan, Repubblica di Guinea, Iraq, Liberia, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Palestina e, in relazione all’assistenza dei rifugiati, dei Paesiad essi limitrofi è stata autorizzata la spesa di euro 68.000.000

E’ stata inoltre autorizzata la spesa di euro 1.700.000 per la realizzazione di programmi integrati di sminamento umanitario

– Ulteriori 120 milioni vengono devoluti alle forze di sicurezza afghane in base agli impegni assunti con gli alleati per sostenere le truppe di Kabul dopo la conclusione dell’operazione ISAF

Nello stesso quadro altri 1.490.676 euro per interventi volti a sostenere i processi  Di stabilizzazione nei Paesi in situazione di fragilità, di conflitto o post-conflitto; 2 milioni vengono devoluti  a sostegno dei processi di pace e di rafforzamento della sicurezza in Africa sub-sahariana e in America Latina e caraibica; altri 2, 3 milioni per la partecipazione finanziaria italiana  ai fondi fiduciari delle Nazioni Unite e della NATO, per contributi al Tribunale speciale delle Nazioni Unite per il Libano, nonché per la costituzione nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un fondo per la campagna di promozione della candidatura italiana al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Altri 10,78 milioni costituiscono il contributo italiano alle iniziative PESC-PSDC, a quelle dell’OSCE e di altre organizzazioni internazionali, al fondo fiduciario InCE istituito presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, alla Fondazione Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, nonché allo European Institute of Peace

Altri 9,18 milioni sono stanziati per interventi operativi di emergenza e di sicurezza destinati alla tutela dei cittadini e degli interessi
italiani all’estero.

23 milioni finanziano il fondo per assicurare al personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in servizio in aree di crisi la sistemazione, per ragioni di sicurezza, in alloggi provvisori;

Altri 700.000 euro finanziano la prosecuzione dei lavori della nuova sede dell’Ambasciata d’Italia a Mogadiscio. Infine 1,37 milioni sono stanziati per l’invio in missione o in  viaggio di servizio di personale del Ministero degli affari esteri in aree di crisi.

(Con fonti Ansa e Redattore Sociale)

Foto: Isaf, Alberto Scarpitta, AMI , MMI, EI

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