Cosa facevano le forze speciali dei marines in Libia?

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Un commando di forze speciali americane è giunto in Libia lunedì  scorso ma è stato subito “invitato” a lasciare il Paese a causa di un equivoco tra aviazione ed esercito libici (quelli legati al governo di Tobruk). Interpellate dalla Nbc, fonti della Difesa statunitense hanno confermato la presenza del commando in Libia dopo che l’aeronautica libica aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook le fotografie dei militari americani, a quante pare membri del MARSOC  (Marine Special Operations Command) provenienti dalle basi di Sigonella (Sicilia) o Moròn (Spagna).

I militari americani sono atterrati nella base di al-Wattiya, a Sud-Ovest di Tripoli, una delle più grandi della Libia e oggi quartier generale  delle forze di Tobruk presenti in Tripolitania impegnate nelle operazioni contro le milizie islamiste del governo di Tripoli.

Al-Wattiya si trova non lontano da Ajaylat, la base dei jihadisti dello Stato Islamico situata alle porte di Sabrata che funge da campo d’addestramento per i foreign fighters tunisini destinati a combattere sui fronti siriano e libico ma anche a effettuare attentati in Tunisia.

Secondo il sito libicoLibya Herald, il commando Usa avrebbe avuto proprio il compito di colpire la base dei jihadisti.

Le fonti della Difesa Usa hanno precisato che le forze americane fanno “avanti e indietro in Libia” da “qualche tempo ormai”, ma solo in ruoli di consulenza alle forze libiche (di Tobruk) e non per condurre operazioni di combattimento o di addestramento.

I militari giunti lunedì scorso sarebbero stati invitati a lasciare il Paese per un problema di comunicazione tra la base di al-Wattiya e le forze dell’esercito di Tobruk che disporrebbe di consiglieri militari statunitensi.

Versione che pare combaciare con il post apparso sulla pagina Facebook dell’aeronautica, in cui c’è scritto che “un aereo militare Usa è atterrato con 20 soldati a bordo. senza alcun precedente coordinamento”. I soldati americani “sono arrivati in tenuta da combattimento, con giubbotti antiproiettile, armi sofisticate, silenziatori, pistole, visori notturni, strumentazione GPS,  fucili ‘assalto e un veicolo fuoristrada.

“Interpellati dai soldati libici, gli americani hanno detto di essersi “coordinati con altri membri dell’esercito libico” e la “risposta del nostro eroico esercito di stanza nella base di al-Wattiya è stata quella di dire loro di partire immediatamente e il gruppo se ne è andato, portando via le proprie attrezzature”. Indicativo il commento dell’aeronautica che si chiede “in quanti stiano trattando con gli stranieri sotto la copertura dell’esercito libico”.

Secondo la fonte del Pentagono citata dalla Nbc, i militari Usa erano in Libia per “promuovere le relazioni d’accordo con le autorità libiche” ma, invitati da una “milizia locale” a partire, hanno lasciato il paese “senza incidenti”.

I 20 militari sono arrivati in Libia e sono ripartiti a bordo di un aereo civile registrato negli Emirati Arabi Uniti, Paese che insieme all’Egitto risulta essere il principale sponsor del governo di Tobruk.

Quanto emerso circa le operazioni segrete (un po’ raffazzonate) degli statunitensi in Libia getta non poche ombre sull’impatto che potrà avere sulla nascita del nuovo governo di unità nazionale patrocinato dall’Onu.
Azioni unilaterali statunitensi così come quelle francesi e britanniche indicate da altre indiscrezioni che giungono dalla ex colonia italiana, anche se dirette a colpire lo Stato Islamico, potrebbero creare ulterio9re confusione in un Paese già in preda al caos.

Specie se dovesse determinarsi una situazione in cui alcuni Stati (come l’Italia) sostengono il nuovo esecutivo mentre altri effettuano operazioni militari indipendenti appoggiandosi in modo più o meno stabile e credibile ad alcune delle decine di fazioni e milizie libiche.

Foto: Facebook Aeronautica Libica

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