Missione di due anni per gli italiani alla diga di Mosul

Italian Minister of Defence  Roberta Pinotti looks on prior to the start of an EU Defence Ministers' meeting at the EU Council in Brussels on November 17, 2015. AFP Photo/Thierry Charlier

“L’Italia era pronta da fine aprile, dei team avanzati sono già sul posto per fare ricognizione e da fine maggio la task force inizierà a dispiegarsi a protezione dei lavori di messa in sicurezza della diga di Mosul, sul Tigri”.

Lo afferma il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in una intervista pubblicata oggi sul Quotidiano Nazionale.  “Inizialmente – spiega il ministro – saranno cento uomini, poi, mano amano che aumenteranno le esigenze di protezione del cantiere, saliremo, tra settembre e ottobre, a poco più di 450 soldati: la Trevi ci ha comunicato che i lavori dureranno dai 12 ai 18 mesi e inizieranno il primo settembre. Noi siamo pronti a restare fino a due anni, secondo necessità, fino a che la diga sarà stata messa in sicurezza”.

Inoltre, il ministro chiarisce che la presenza di altri 500 soldati italiani sul terreno a poche decine di chilometri dalla zona controllata dallo Stato Islamico non significa che la Difesa stia pensando di mandare nostri aerei a bombardare l’Iraq, nonostante gli americani ce lo abbiano chiesto.

“I nostri velivoli – spiega Pinotti – svolgono una missione di ricerca e acquisizione obiettivi, specializzazione nella quale siamo tra i migliori al mondo, e che è fondamentale per chi fa operazioni di attacco al suolo. Quindi, va bene così. Non cambieremo.

Quello che servirà a Mosul, e che ci sarà, è la cosiddetta personnel recovery, cioè elicotteri in grado di intervenire per portare in salvo personale disperso o ferito”.

Per l’Italia è uno sforzo non indifferente. Già oggi abbiamo, tra Bagdad, Erbil e Kuwait City, 800 uomini, dall’autunno saliranno a 1.300. Adesso siamo impegnati nell’addestramento (7.728 persone formate, tra peshmerga curdi e poliziotti iracheni) e nelle ricognizioni aeree (7mila ore di volo con 1.250 sortite di Tornado, droni, C130 e rifornitori).

Fonti: adnkronos e 9colonne

(Foto Askanews)

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