Trticarico: Trump mette in discussione la solidarietà nella NATO

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AGI – “Se fosse coerente con quanto più volte affermato in campagna elettorale, Donald Trump dovrebbe mettere in discussione lo stesso concetto fondante della Nato, quello di solidarietà: ovvero l’obbligo, sancito dall’articolo 5, di andare in aiuto del Paese membro che subisca un’aggressione”.

Il generale  presidente della Fondazione Icsa (Intelligence culture and strategic analysis) ed ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, parla con l’AGI di come l’elezione del nuovo presidente Usa potrebbe cambiare gli scenari della difesa internazionale.

“Trump ha più volte messo in dubbio quell’obbligo ricorda Tricarico – spiegando che le situazioni, semmai, vanno valutate caso per caso e dimenticando, probabilmente, che la prima volta per cui fu invocato l’articolo 5 fu proprio dopo l’attacco alle Torri Gemelle e a beneficio degli Stati Uniti: se dovesse portare fino agli estremi quella posizione, il neo presidente dovrebbe portare gli Usa fuori dall’Alleanza”.

“E’ un paradosso, ovviamente – continua il generale – ma è evidente che Trump si è messo in modo scomposto, esagerato, sulla scia di un atteggiamento dell’amministrazione Usa di progressivo disimpegno dalla Nato: sono almeno 8 o 9 anni che gli Usa denunciano la volontà di un minore impegno in termini di risorse, di ridimensionamento del ruolo di maggior contributore, e chiedono agli alleati di investire di più.

Personalmente mi auguro che le cose dette in campagna elettorale siano temperate, smussate da un atteggiamento più realistico e meno rozzo, che si trovi un punto di equilibrio tra spinte ‘isolazioniste’ e tenuta dell’Alleanza.

Anche perchè la Nato, pur avendo probabilmente bisogno di un reset, resta l’unico strumento valido su cui contare per risolvere momenti di crisi quando le diplomazie falliscono.

Le varie alleanze di scopo, sin qui – e penso a Siria e Iraq – sono state una catastrofe”. Il presidente della Fondazione Icsa ha anche un’altra speranza: quella che “questo choc spinga anche l’Europa a darsi una scossa, a prendere in mano il proprio destino, senza contare sistematicamente sull’aiuto degli altri e provvedendo sempre più alla propria difesa con propri mezzi”.

Fot:o ICSA, AP e Giornale di Sicilia

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