Eunavfor Med: agli spagnoli il comando delle forze in mare

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Il 31 agosto, a bordo della nave anfibia San Giusto ormeggiata a Taranto, alla presenza del ministro della Difesa italiano, Roberta Pinotti, del ministro della Difesa spagnolo, Maria Dolores de Cospedal Garcia, del comandante dell’operazione, ammiraglio Enrico Credendino, il contrammiraglio Andrea Romani ha ceduto l’incarico di force commander dell’operazione Sophia al contrammiraglio della Marina spagnola Javier Moreno.

La missione EunavforMed ha preso il via il 22 giugno 2015, con il mandato di “interrompere il modello di business dei trafficanti” . Da allora l’operazione ha contribuito all’arresto di 117 scafisti e alla distruzione di 477 gommoni e barconi usati dai trafficanti e su cui erano imbarcati 39.818 migranti illegali soccorsi dalle navi della flotta Ue, tutti sbarcati nei porti italiani.

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La cerimonia ha avuto luogo in una fase cruciale dell’operazione il cui mandato, lo scorso 25 luglio, è stato esteso dal Consiglio dell’Unione Europea sino al 31 dicembre 2018.

Contestualmente, il Consiglio ne ha rinforzato il mandato aggiungendo alcune integrazioni ai compiti già assegnati lo scorso anno: l’addestramento della Guarda Costiera e della Marina libica ed il contributo all’implementazione in alto mare dell’embargo di armi, da e per la Libia, approvato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione 2292 (2016) e 2357 (2017).

“Tra gli obiettivi della missione Sophia c’è anche l’addestramento della Guardia Costiera libica, questo si concilia con il nostro intervento teso a ripristinare i mezzi navali libici perché c’è la volontà della Libia di controllare di nuovo i propri confini marittimi” ha detto il ministro Pinotti.

Parlando con la stampa il kinistro ha aggiunto che l’Italia sta dialogando con Niger e Ciad “sulla base di collaborazioni militari possibili: stiamo parlando di addestramento, di controllo dei confini”. Ad oggi “non sono previste missioni: nel momento in cui si concretizzasse questa possibilità ne parleremo in Parlamento”. Sulla Libia, inoltre, “c’è l’ampia disponibilità da parte dell’Italia sul ripristino della capacità di gestione della sicurezza nel Paese”.

Dal suo avvio è la prima volta che Eunavfor Med ha un ufficiale non italiano come force commander. I due incarichi, comandante della missione e delle forze in mare, erano sempre stati ricoperti da ammiragli e contrammiragli italiani. Un’evoluzione forse da mettere in relazione all’intesa italo-libica che sta ridimensionando sensibilmente i flussi migratori verso l’Italia.

Foto Ministero della Difesa

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