Una base navale turca in Sudan?

E8823E0F-AB7A-49BE-9385-AB2FDF2FF34C_w1023_r1_s

Ankara potrebbe rendere permanente la sua presenza navale nelle acque del Mar Rosso, ora attraversate dalle unità navali turche dirette in Somalia (dove è attiva da settembre una base militare turca vicino a Mogadiscio costata 50 milioni di dollari) e impegnate nelle attività anti pirateria nell’Oceano Indiano.

3456385187

Il 26 dicembre l’agenzia di stampa Reuters ha citato le dichiarazioni del ministro degli Esteri sudanese, Ibrahim Ghandour, circa un accordo per ripristinare i moli dell’antico porto ottomano di Suakin, sulla costa sudanese del Mar Rosso, per renderlo accessibile a navi militari e civili turche.

Suakin è stata una tappa della visita in Sudan del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il 24 dicembre scorso, che avrebbe garantito l’utilizzo del nuovo porto anche per attività turistiche e per il transito dei pellegrini a La Mecca, dall’altra parte del Mar Rosso.

L’accordo tra Sudan e Turchia avrebbe un valore di 650 milioni di dollari e di certo non verrà ben visto da Israele, dall’Egitto e neppure dai sauditi considerata la stretta alleanza tra Ankara e il Qatar.

da492faee5bacd329c32c4f110d0ef65--red-sea-old-city

Forse anche per questo i due governi hanno sfumato le dichiarazioni sul significato militare dell’accordo preferendo esaltarne il valore commerciale e turistico.

Situato 60 chilometri a sud di Port Sudan, Suakin (nella foto a simnistra) rappresenta solo un tassello di un più ampio programma di investimenti turchi nell’economia sudanese che include anche la costruzione di un nuovo aeroporto a Khartoum, per un valore complessivo di 10 miliardi di dollari.

Foto Reuters

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password