Battaglia nei cieli siriani: i russi perdono un aereo spia Ilyushin Il-20

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Un aereo ELINT da intelligence elettronico russo Ilyushin Il-20 (“Coot” per la NATO) con a bordo 15 membri di servizio è sparito dai radar nelle prime ore di oggi mentre sorvolava il Mar Mediterraneo a 35 chilometri dalle coste siriane.

A colpire il velivolo potrebbe essere stato un missile S-200 delle difese antiaeree siriane che ieri notte si sono opposte a un attacco effettuato da aerei israeliano F-16  ( o da F-35 già impiegati negli ultimi mesi nelle operazioni contro obiettivi in Siria o da un mix di velivoli F-35/f-16) nell’area di Latakia. Mosca parla di “una provocazione deliberata” poiché lo Stato ebraico avrebbe avvertito del raid aereo solo un minuto prima che scattasse e i suoi piloti avrebbero usato l’IlyushinIL-20 russo come “copertura” per proteggersi dai missili siriani.

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“Gli aerei israeliani hanno deliberatamente creato una situazione pericolosa a Latakia”, ha denunciato il portavoce del ministero della difesa russo, Igor Konashenkovin, che ha definito “irresponsabili” le azioni di Israele che hanno reso l’Il-20 “vulnerabile ai colpi della difesa siriana”.

Per il portavoce si à trattato di un atto “ostile” al quale Mosca si riserva il diritto di rispondere. Dall’ambasciata israeliana a Moca né dal governo di Gerusalemme non ci sono stati commenti.

L’Ilyushin-20, che stava rientrando alla base aerea russa di Hmeimim, vicino a Latakia, era scomparso dai radar a 35 chilometri al largo dalla costa siriana alle 23 locali (le 21 in Italia). Il raid israeliano ha preso di mira un deposito di munizioni e un sito industriale e ha fatto due morti e almeno 10 feriti, tra cui sette militari siriani, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

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Israele si è detto addolorato per le perdite russe, ma ha scaricato ogni “colpa” sul presidente siriano Bashar Al Assad

Le forze israeliane negli ultimi tempi hanno intensificato le operazioni in Siria contro arsenali e armamenti forniti dall’ Iran. Oltre all’ attacco israeliano, i radar russi avrebbero anche registrato “lanci di missili dalla fregata francese Auvergne, che era in quella zona”, ha fatto sapere il ministero della Difesa di Mosca.

Un portavoce francese ha però negato qualsiasi coinvolgimento delle forze di Parigi nell’incidente. Un portavoce del Pentagono si è limitato a riferire che “i missili non sono stati lanciati dalle forze Usa”, anche se ufficiosamente aveva già fatto filtrare che l’aereo era stato colpito da un missile della contraerea siriana.

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Secondo la Rivista Italiana Difesa i lanci missilistici dal mare si spiegherebbero col fatto che nell’attacco gli Israeliani avrebbero impiegato per la prima volta anche missili balistici tattici IAI  LORA (foto a sinistra), i cui test sono terminati nel giugno dell’anno scorso e che sarebbero stati impiegati montati in apposti moduli su navi container nel Mediterraneo (nella foto sotto).

Il relitto dell’Ilyushin Il-20 è stato recuperato nel Mediterraneo orientale con i resti dei 15 membri dell’equipaggio e “portati a bordo delle navi russe” presenti nel Mediterraneo. Il ministro della Difesa, Sergej Shoigu, ha intanto telefonato al suo collega israeliano, Avigdor Lieberman.

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha però smorzato i toni con Gerusalemme dichiarando che il velivolo russo è caduto per “una catena di tragiche circostanze accidentali”, respingendo così ogni paragone con il jet russo Sukhoi Su-24 abbattuto dalla Turchia nel novembre 2015. Durante un incontro con i giornalisti, Putin ha inoltre annunciato “nuove misure per proteggere i militari che saranno evidenti a tutti”.

Il Cremlino ha fatto sapere che l’abbattimento del velivolo militare russo in Siria non pregiudicherà l’accordo raggiunto con la Turchia per evitare l’offensiva contro la provincia nord occidentale di Idlib.

Lungo la linea di “contatto” fra i governativi e i ribelli verrà creata entro il 15 ottobre una “zona demilitarizzata” di 15-20 chilometri, pattugliata da forze congiunte turche e russe.

Sputnik

L’ accordo è stato sancito da un memorandum d’intesa fra i ministeri della Difesa di Mosca e Ankara. Il ministro russo Serghei Shoigu ha messo le cose in chiaro: non ci sarà una nuova operazione militare a Idlib da parte delle forze governative siriane e dei loro alleati, come paventato da settimane. L’intesa prevede che entro il 10 ottobre tutte le forze sul campo debbano ritirare “uomini, artiglieria e mezzi pesanti”.

E questo vale anche per i “terroristi” dei gruppi jihadisti e soprattutto dei qaedisti dell’ex Fronte al-Nusra. Per loro nessun salvacondotto ed Erdogan ha confermato di aver concordato con Putin che tutti i “gruppi radicali” presenti a Idlib verranno “eliminati”.

I territori controllati dall’ opposizione siriana, ha precisato Erdogan, resteranno nelle mani dei ribelli, per quanto “demilitarizzati”. Il piano prevede poi la riapertura” entro il 2018″ delle arterie stradali fra Aleppo, Latakia e Hama.

Foto Sputnik, Forze armate Russe, IAI e SANA

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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