Usaf e Nato in Ucraina, da Mosca nuove rivelazioni sul volo MH17

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L’esercitazione aerea Clear Sky si terrà il mese prossimo in Ucraina e coinvolgerà circa 950 militari di diversi Stari membri della NATO (Usa, Belgio, Danimarca, Estonia, Paesi Bassi, Polonia, Romania e Regno Unito).

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L’annuncio della partecipazione degli Stati Uniti è arrivato da un portavoce dell’US Air Force, che ha specificato i numeri dell’impegno americani 450 militari e velivoli (inclusi F-15C Eagle, tanker KC-135, droni MQ-9 Reaper e cargo C-130J) per lo più della California Air National Guard che verranno rischierati sulla base di Miroslawiec in Polonia e in quella ucraina di Starokostiantyniv.

L’esercitazione giunge in un momento di riacutizzata tensione tra Mosca e Kiev non solo per gli scontri che si susseguono nel Donbass ma anche perché la Russia ha rivelato nuove notizie circa l’abbattimento del Boeing 777 (volo MH17) della Malaysian Airlines colpito da un missile terra-aria il 17 luglio 2014.

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Secondo i russi il missile SA-11 lanciato da un sistema Buk è stato prodotto a Dolgoprudny, nei pressi di Mosca, nel 1986 ma sarebbe stato lanciato dalle truppe ucraine. Il missile, ha detto il generale Nikolai Parshin, capo della divisione missili e artiglieria del ministero della Difesa russo, fu mandato in Ucraina, da dove non è mai tornato in Russia.

“L’unità militare 20152, alla quale il missile con il numero di serie 886847379 è stato consegnato, appartiene alla 223a Brigata missilistica da Difesa Aerea. Nel 1986, questa brigata faceva parte del Distretto militare dei Carpazi ed è stata di stanza nella città di Terebovlya, nella regione di Ternopil della Repubblica socialista Sovietica di Ucraina. Aveva nel suo arsenale sistemi di difesa aerea Buk.

Dopo la rottura dell’Unione Sovietica, [la brigata] non è stata trasferita alla Federazione Russa e divenne parte delle forze armate ucraine”, ha detto Parshin.

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Gli specialisti russi sono riusciti a identificare il numero di serie del missile dopo il briefing del gruppo investigativo congiunto (JIT) nel quale sono stati mostrati frammenti del motore e dell’ugello del missile, modello 9M38M1 (SA-11).

“Il numero di questo missile è stato identificato e i documenti sono stati studiati negli archivi di Dolgoprudny”. Il generale Nikolai Parshin ha anche chiesto che gli investigatori prendano visione, in Russia, della documentazione originale. “I rappresentanti del gruppo investigativo comune potranno avere accesso a questi documenti, se lo desiderano”.

“L’ Ucraina è responsabile non solo per la tragedia ma anche per aver manipolato le indagini internazionali”, ha dichiarato il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov nel corso di una lunga conferenza stampa in cui sono state illustrate le ‘ controprove’ che dovrebbero scagionare la Russia.

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Il rapporto ribalta la tesi del Joint Investigation Team a guida olandese, secondo cui il Boeing 777 fu colpito da un missile Buk proveniente dalle forze armate russe ‘ passato’ alle milizie ribelli.

Inoltre, sempre secondo Mosca, i video usati dagli investigatori come prova che il sistema missilistico fu introdotto in Ucraina nei giorni precedenti la tragedia sarebbero stati “falsificati” attraverso dei software.

E’ poi comparsa un’intercettazione audio risalente al 2016 in cui il colonnello Ruslan Grinchak, attuale primo vice comandante del comando aereo occidentale delle forze armate ucraine, si lamenta del basso livello di preparazione dei colleghi, impegnati in quel momento nelle esercitazioni ‘ Frontiera-2016’ di Odessa.

“Ragazzi, se facciamo così ci sarà un altro Boeing malese”, esclama parlando con un collega. Frase che per Mosca equivale a un’ammissione di colpa.

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Kiev ha respinto tutte le accuse definendole l’ennesimo “fake malriuscito del Cremlino”, ha detto il segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa dell’Ucraina Alexander Turchinov .

“L’obiettivo è nascondere il loro crimine, già provato sia dalle investigazioni ufficiali che dai gruppi di esperti indipendenti”, aggiunge Turchinov, citato da Interfax.

Il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha annunciato in parlamento che ribadirà nel suo intervento all’ Assemblea generale dell’Onu la richiesta di una missione di pace nelle regioni orientali controllate dai separatisti filo-russi.

Nei combattimenti nel Donbass, dall’inizio del 2018 sono morti almeno 34 civili altri 148 sono rimasti feriti secondi dati diffusi dalla missione di monitoraggio dell’Osce che ha aggiunto che dal primo gennaio al 17 settembre le esplosioni di mine hanno ferito o ucciso 62 civili.

Foto:  Ministero Difesa Russo, Reuters, USAF e AP

 

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