Francesi armati bloccati al confine tunisino: sono i consiglieri militari di Haftar?

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La Tunisia ha vietato l’accesso nel Paese a una “delegazione diplomatica” francese che lasciava la Libia, composta da 13 persone che hanno rifiutato di consegnare le proprie armi alle autorità tunisine. La colonna di 6 mezzi, con targhe diplomatiche, aveva raggiunto il confine con la Tunisia di Rad Jadir domenica sera.

Il ministro dell’Interno tunisino Hichem Fourati ha dichiarato alla radio locale Mosaique Fm la necessità di un nuovo piano di sicurezza basato sulla collaborazione tra l’esercito e polizia per affrontare l’attuale situazione in Libia e ha ricordato che la minaccia terroristica rimane alta.

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Una fonte della sicurezza tunisina ha precisato che alcune armi al seguito erano state dichiarate dal gruppo mentre altre armi, non dichiarate, sarebbero state ritrovate nascoste a bordo di un’auto.

Le unità di polizia della frontiera tunisina avrebbero perquisito le auto usate e condotto il personale francese all’aeroporto di Djierba-Zarzis.

I 13 cittadini francesi a bordo di 6 veicoli erano diretti a Ben Guerdane, nel governatorato tunisino di Medenine. Lo riferisce una fonte della sicurezza tunisina ad “Agenzia Nova”. L’Agenzia Niova ha fatto notare la notizia del fermo dei francesi in uscita dalla Tripolitania era tata diffusa dal sito informativo “Arabi 21”, con sede nel Regno Unito e considerato vicino al Qatar e alla Fratellanza musulmana, quindi al governo di Fayez al-Sarraj.

Secondo “Arabi 21” si tratterebbe dei consiglieri militari francesi aggregati alle forze del generale libico Khalifa Haftar. Lo stesso sito sostiene che un altro gruppo di consiglieri francesi è stato individuato in Libia nella zona di Gharyan, 75 chilometri a sud di Tripoli. Questi consiglieri starebbero aiutando le forze di Haftar anche con l’ausilio di droni.

Non si può escludere che Parigi abbia deciso di evacuare in Tunisia almeno una parte del suo personale militare e d’intelligence inviato in supporto ad Haftar dopo che la loro presenza era stata rilevata e denunciata dal governo di Tripoli.

Foto AFP e Twitter

 

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