Dalla Furia Epica al Progetto Libertà. Gaiani a Liberti Media

Dalla Furia Epica al Progetto Libertà il passo è stato rapido. Troppo. Dopo oltre due mesi di guerra iniziata il 28 febbraio, gli Stati Uniti rilanciano con una nuova operazione nel Golfo Persico. Obiettivo dichiarato: mettere in sicurezza le rotte commerciali nello Stretto di Hormuz, dove centinaia di navi restano bloccate dal confronto con l’Iran. La versione ufficiale parla di missione difensiva.
Scorta ai mercantili, tutela dei traffici, protezione dei marittimi. Ma il contesto racconta altro. La crisi energetica è già esplosa e in Europa si traduce in carburanti più cari, bollette in crescita e potere d’acquisto in caduta. Un effetto domino che parte dal mare e arriva direttamente nelle tasche come sottolinea anche il direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani. Fatto sta che Washington ha deciso di alzare la posta.
Il piano prevede una presenza militare imponente: cacciatorpediniere, velivoli, droni e migliaia di uomini pronti a garantire il passaggio delle navi verso il Golfo di Oman. Una mossa che ha il sapore della sfida diretta alla sovranità rivendicata da Teheran su quelle acque.
La risposta iraniana non si è fatta attendere. Linea dura, almeno nelle dichiarazioni: qualsiasi intervento sarà considerato una violazione del cessate il fuoco. Il rischio di uno scontro diretto cresce, mentre una rotta commerciale si trasforma in un fronte militare. Nel frattempo, Trump ha già bocciato la proposta in cinque punti dell’Iran per iniziare un nuovo percorso di pace: riapertura dello stretto, stop al blocco navale e garanzie contro nuovi attacchi. Solo dopo, eventuali negoziati sul nucleare e sulle sanzioni. Ma il nodo resta sempre lo stesso: energia.
Intervista realizzata il 4 maggio.
Guarda il video qui sotto o a questo link.
RedazioneVedi tutti gli articoli
La redazione di Analisi Difesa cura la selezione di notizie provenienti da agenzie, media e uffici stampa.








