Il ritorno (in video) di al-Baghdadi

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In un nuovo video pubblicato dallo Stato Islamico, torna a farsi vedere dopo molto tempo il capo del Califfato, Abu Bakr al-Baghdadi, che annuncia vendetta per i jihadisti uccisi e detenuti.

L’organo di propaganda video dell’Isis ha pubblicato il 29 aprile un nuovo video in cui compare al-Baghdadi che tiorba a mostrarsi per la prima volta dal celebre sermone nella Grande Moschea di Mosul nel 2014, quando venne costituito il Califfato.

Lo riferisce il Site, il sito che monitora il jihadismo sul web. Barba lunga, appesantito, nel filmato il Califfo è seduto a gambe incrociate e ha un kalashnikov al suo fianco. In questi anni al-Baghdadi è stato dato per morto diverse volte sua dagli statunitensi sia dai russi.

Nel nuovo video della durata di 18 minuti e pubblicato da Furqan, l’organo di propaganda video dell’Isis, il Califfo si trova in una stanza con altri tre uomini i cui volti sono oscurati. Con loro il capo dello Stato Islamico parla della “guerra contro i crociati” e della recente battaglia di Baghuz, in Siria, tra le forze curde e i jihadisti dell’Isis.

Al-Baghdadi invita i seguaci e a intensificare gli attacchi” in Mali e Burkina Faso “contro la Francia crociata e i suoi alleati” con un’attenzione al contesto africano del Sahel che emerge quando al-Baghdadi plaude al “giuramento di fedeltà dei suoi seguaci in Burkina Faso e in Mali” e incita il comandante dell’Isis nell’Africa subsahariana, Adnan Abu al-Walid al-Sahrawi, a “intensificare gli attacchi contro la Francia crociata e i suoi alleati”.

Nel video inoltre il Califfo parla della “caduta dei tiranni in Sudan e Algeria” e dei “fratelli in Sri Lanka” che “hanno scaldato i cuori dei musulmani”. Un riferimento alla strage di Pasqua che al-Baghdadi sostiene sia una “vendetta parziale” per i “fratelli a Baghuz”, l’ultima sacca di resistenza del Califfato nell’est della Siria caduta nelle settimane scorse.

La decisione di mostrare il suo volto nuovamente in un video potrebbe essere stata motivata dalla volontà di rincuorare e galvanizzare di nuovo le milizie del Califfato, sconfitte e allo sbando in Iraq e Siria.

 

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