Il rapporto ICSA su esportazione dei sistemi d’arma e Gov-to-Gov

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di Gregory Alegi

Il presente lavoro completa ed aggiorna un precedente Approfondimento dell’Osservatorio del 2017 sui modelli di esportazione G to Gdi sistemi d’arma1e mette a confronto opzioni di riforma del G to G italiano. Per Government to Government (Gov-to-Gov o G2G) si intendono le vendite di beni e servizi effettuate da “governo a governo”, in alternativa a quelle da industria a governo.

Nel settore della difesa e sicurezza il G2G è utilizzato per l’implicita garanzia politica in termini di stabilità di relazione, semplificazione gestionale e assenza di intermediari commerciali. Semplificando, si può dire che il G2G si concretizzi nella firma del contratto tra due “ministri” anziché tra un “ministro” e un “amministratore delegato”.

Pur restando soggetti alla normativa sull’esportazione di armamenti, tanto comunitaria quant oitaliana (l. 185/90), gli accordi G2G costituiscono un’opportunità per alcuni Paesi come deroga ammissibile a taluni obblighi di gara ai sensi della Direttiva UE 81/2009. In questo senso, sono uno strumento di politica industriale e occupazionale in un settore ad alta tecnologia e forte valore aggiunto.

Eurofighter

La ricerca esamina l’approccio alle vendite G2G di cinque Paesi occidentali (Stati Uniti, il cui sistema Foreign Military Sales (FMS)è il primo e più diffuso G2G del mondo; più Regno Unito, Francia, Spagna e Svezia). I meccanismi G2G utilizzati, descritti in Appendice I, pur variando l’uno dall’altro, hanno in comune il perseguimento di interessi generali condivisi, l’esistenza di un accordo quadro di collaborazione, il rispetto della normativa sulle esportazioni, l’assenza di oneri o guadagni per lo Stato “venditore”. Alcuni si accompagnano anche a specifiche politiche di sostegno del settore.

L’industria italiana evidenzia di essere penalizzata sui mercati globali dalla “mancanza” di un G2G nazionale, con casi specifici anche nel recentissimo passato. La previsione esplicita introdotta nel 2013 con l’art. 537-terdel D.lgs. 66/2010, è stata ridimensionata dal regolamento (D.P.R. n.104/2015, art.4, che esclude le «trattative commerciali») e interpretata in senso ulteriormente riduttivo nel 2016. L’impossibilità di firma governativa, in particolare, avrebbe già spostato commesse verso la concorrenza.

La l. 185/90istituì in origine presso la Presidenza del Consiglio (PCM)un Comitato interministeriale (CISD) per dettare gli indirizzi politici nel settore e fornire pareri al MAE per il rilascio di autorizzazioni.

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Abolito il CISD nel 1994, oggi resta presso l’Unità per le Autorizzazioni dei Materiali d’Armamento (UAMA)del MAECI il percorso autorizzativo e presso il Segretariato Generale della Difesa –Direzione Nazionale degli Armamenti (SGD-DNA) il supporto tecnico-amministrativo a eventuali campagne di vendita.

È bene notare che tale genere di sostegno impegna comunque il governo, sul quale ricadono i danni d’immagine quando i programmi non vanno a buon fine, come nel caso del drone Piaggio P.1HH per gli Emirati Arabi Uniti (EAU).

Un rinnovato meccanismo G2G italiano dovrebbe prevedere un livello decisionale politico e un soggetto attuatore, delegato anche alla firma per conto del governo. Esso resterebbe sottoposto a supervisione parlamentare innanzitutto in sede di approvazione degli accordi di collaborazione tecnico-militare che lo precedono.

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