Raid aerei in Libia: botta e risposta tra GNA e LNA

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A dispetto dei proclami del feldmaresciallo Khalifa Haftar il fronte terrestre nelle operazioni intorno alla capitale non sembra destinato a sbloccarsi: anche la seconda fase dell’offensiva dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) sembra essersi infatti impantanata alla periferia di Tripoli dopo aver conseguito solo progressi limitati ed entrambi i contendenti pare puntino sulle forze aeree per mantenere l’iniziativa.

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Le forze del Governo di accordo nazionale libico (Gna) di Tripoli hanno annunciato di aver distrutto un aereo cargo e alcuni droni nel raid avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 luglio ad al-Jufra, oasi il cui aeroporto è sotto il controllo dell’LNA di Haftar.

In una nota il Gna riferisce che “il nostro bombardamento sulla base di al Jufra è stato un successo e ha colpito tutti gli obiettivi prefissati durante le operazioni di intelligence. Questo bombardamento rappresenta una dura lezione per I paesi che attaccano la Libia e la sua sovranità e avvia una nuova fase delle nostre operazioni militari”.

wingloong

Nel raid sono stati distrutti nello specifico un hangar per droni (probabilmente i Wing Loong II (nella foto a sinistra) armati di costruzione cinese schierati in Libia dai contractors arruolati dagli Emirati Arabi Uniti e fino a prima dell’offensiva su Tripoli basarti ad al-Khadim, in Cirenaica), un deposito di munizioni e un aereo da trasporto Ilyushin Il-76 che sarebbe stato utilizzato per i trasferimenti dei truppe e materiali dalla Cirenaica.

Il raid è avvenuto all’indomani di un attacco aereo effettuato proprio dai droni emiratini, contro l’aeroporto Mitiga di Tripoli in cui era andato a quanto pare distrutto un drone armato turco Bayraktar TD2.

FILE - In this March 18, 2015 file photo, Gen. Khalifa Hifter, then Libyas top army chief, speaks during an interview with the Associated Press in al-Marj, Libya. From east and west, the forces of Libyas rival powers are each moving on the city of Sirte, vowing to free it from the hold of the Islamic State group. Hitter, backed by Egypt and the United Arab Emirates, he is considered a hero in the east. But he is widely despised in western Libya, where his opponents depict him as a would-be dictator along the lines of Gahdafi. (ANSA/AP Photo/Mohammed El-Sheikhy, File) [CopyrightNotice: Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistribu]

A seguito del raid su Jufra i media legati ad Haftar hanno accusato le forze di Tripoli di aver colpito un aereo per il trasporto di pellegrini dell’Hajj alla Mecca diretto a Bengasi.

Al di là dei proclami circa gli obiettivi colpiti o meno, non immuni dalla inevitabile propaganda bellica, l’aspetto più rilevante del raid delle forze aeree del GNA (in realtà misuratine) ad al-Jufra è costituito dal fatto che si è trattato di una incursione notturna che sembra confermare le migliorate capacità delle forze aeree di Misurata.

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Finora i vecchi Mig 21 e 23, i Sukhoi Su- 22, i  Mirage F.1 e gli addestratori armati L-39 (veterani delle forze aeree di Gheddafi e dotati solo di ordigni non guidati) impiegati dai contendenti sono stati utilizzati soprattutto di giorno.

Il raid aereo notturno, specie se rivelatosi efficace, potrebbe indicare un maggiore supporto fornito dai consiglieri militari turchi o l’impiego dei droni armati Bayraktar TB-2 (nella foto a lato) forniti da Ankara per colpire e indicare i bersagli o addirittura l’utilizzo nei raid notturni di velivoli pilotati stranieri.

Da più parti si intensificano infatti le voci (prive di conferme) di un crescente ruolo assegnato in questo conflitto a velivoli da combattimento e droni armati “non libici” (qatarini e turchi al fianco del GNA, egiziani ed emiratini a supporto dell’LNA).

Misrata-15April

La base aerea di al-Jufra costituisce il più importante un logistico per sostenere l’offensiva dell’LNA sulla capitale, specie dopo la caduta di Gharian, occupata tre settimane or sono dalle milizie di Misurata.

Proprio contro la città che sta esprimendo lo sforzo bellico maggiore per difendere Tripoli si è scatenata ieri la rappresaglia dell’LNA per il raid ad al-Jufra con sette incursioni aeree che hanno colpito  l’hangar utilizzato dai droni turchi (indicato come un cento di assemblaggio di questi velivoli), sistemi di difesa aerea e altri obiettivi situati presso l’Accademia aeronautica di Misurata, presso l’aeroporto della città dove è basato anche un contingente di forze militari italiane addette all’operazione sanitaria attiva dal 2016.

misurata

In proposito lo Stato Maggiore Difesa italiano ha reso noto che nessun militare italiano è rimasto coinvolto nei raid aerei e le infrastrutture in uso al contingente militare italiano della Missione bilaterale di assistenza e supporto (MIASIT) non hanno subito danni.

Altri raid aerei dell’LNA avrebbero colpito postazioni delle milizie di Misurata a Sirte, fronte lungo la costa mediterranea che vede contrapporsi milizie misuratine e di Haftar ma finora rimasto tranquillo.

L’incursione su Misurata potrebbe scatenare nuove rappresaglie e ieri alcune fonti riferivano di aerei del GNA che avrebbero sorvolato l’aeroporto militare di Benina, a Bengasi, la più importante base aerea dell’LNA in Cirenaica.

Foto: Chen Chuanren, Libya Observer, Google, Wars in the World, LNA e AP

 

 

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