Il terrorismo a Brescia dopo l’11 settembre

Terrorismo

Il territorio bresciano ha da tempo adottato buone prassi nei confronti dell’accoglienza dei migranti e continua ad alimentare un costante e proficuo dialogo interreligioso. Ovunque, però, in ogni angolo del mondo, si registra la presenza di singole cellule o lupi solitari – terroristi e fiancheggiatori che agiscono in maniera autonoma – in grado di perpetrare il disegno mortale del sedicente Stato Islamico. La capacità di attrarre a sé intere schiere di combattenti stranieri ha fatto si che la minaccia potesse proliferare in maniera orizzontale, espandersi e radicarsi pure nelle periferie delle grandi città europee.

In particolare, la questione del reducismo – i combattenti stranieri che all’indomani della sconfitta militare cercano di rientrare in patria – così come quello della radicalizzazione, rimangono oggi più che mai due problemi aperti, per i quali fornire al più presto risposte fattuali e concrete.

Partendo dall’analisi locale, in un processo bottom up, si deve cercare di identificare quali siano le reali determinanti che spingono un soggetto a radicalizzarsi e a passare all’azione, sebbene i numeri,fortunatamente rimangano esigui. Ciò per fornire dati quantitativi e qualitativi che possano essere utili alla elaborazione di una strategia comune, a politiche di deradicalizzazione che vedano coinvolti una pluralità di attori sociali, poiché il problema, dal solo punto securitario, rimarrebbe irrisolto. Ed è ciò che questo volume si prefigge di fare per il territorio bresciano.

 

Nato a Brescia nel 1989, Roberto Memme si specializza con lode nel 2019 in Prevenzione e contrasto alla radicalizzazione, al terrorismo e per le politiche di integrazione e sicurezza internazionale (MaRTe) presso l’Università degli Studi di Bergamo. Laureato nel 2018 in Diritti dell’Uomo ed Etica della Cooperazione Internazionale, dal 2017 cura e dirige il blog Leggerò Leggero. Appunti di Cooperazione Internazionale, coordinando i lavori degli alumni di diverse facoltà italiane. Dal 2016 lavora presso l’Ass. ADL a Zavidovici Onlus come operatore sociale per i progetti SIPROIMI del Ministero degli Interni, mestiere che svolge con passione e dedizione. La sua tesi magistrale “Il processo di radicalizzazione politico-religiosa nel Caucaso e il case-study della Gola del Pankisi in Georgia” è stata premiata dai vertici dell’Intelligence italiano per il lavoro di ricerca condotto sul campo. Nel 2015 ha infatti effettuato delle ricerche per conto dell’European Centre for MinorityIssues – Caucasus di Tbilisi (Georgia) focalizzate sull’impatto delle politiche pubbliche sulle relazioni interetniche in alcune regioni della repubblica caucasica.

Nato a Brescia nel 1983, Pietro Orizio ha conseguito la laurea specialistica con lode in Management Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha svolto un tirocinio alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite in materia di terrorismo internazionale, crimine organizzato e traffico di droga e conseguito un diploma di specializzazione in analisi del terrorismo jihadista, insorgenze e movimenti radicali dell’Università Pablo Olavide di Siviglia. Nel 2019 ha completato a pieni voti il Master di II Livello in Prevenzione e contrasto alla radicalizzazione, al terrorismo e per le politiche di integrazione e sicurezza internazionale (MaRTe) dell’Università di Bergamo. Giornalista pubblicista collabora con “Analisi Difesa” e ha scritto anche per “Limes”, “Rivista Militare” e “Rassegna Carabinieri” occupandosi di tematiche storico-militari, terrorismo ed in modo particolare di Private Military & Security Companies

 

Editore: Liberedizioni

Data di Pubblicazione: luglio 2020

EAN: 9788885524965

ISBN: 8885524966

Pagine: 152

Formato: brossura

Prezzo !5 Euro

 

 

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