L’ISIS combatte ancora in Siria e Iraq con 10 mila miliziani

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A un anno dall’uccisione del califfo dello ‘Stato islamico’ Abu Bakr al Baghdadi, l’Isis riappare attivo e capace di colpire in Siria e in Iraq nonostante sia stato dichiarato “sconfitto” tra il dicembre del 2017 e la primavera del 2019.

Negli ultimi giorni si sono intensificati gli attacchi rivendicati dallo Stato islamico nella Siria centrale e orientale. E sono circa 90 gli uccisi tra militari governativi e combattenti jihadisti nel triangolo semi-desertico tra le città siriane di Hama, Aleppo e Raqqa.

artiglieria siriana al Jazira

Altri miliziani dell’Isis sono tornati a imporre, seppur simbolicamente, la ‘zakat’ – un sistema di tassazione basato sulla legge islamica e alternativo a quello imposto dalle autorita’ curdo-siriane – in due località minori della regione orientale di Dayr az Zor, sulla sponda est del fiume Eufrate.

Anche il vicino Iraq, nelle regioni occidentali di al-Anbar, in quelle di Ninive e Salah ad Din a nord di Baghdad, continuano giornalmente le operazioni delle forze speciali irachene contro cellule dell’Isis. I media ufficiali parlano di “terroristi annientati” ma ormai ogni giorno si verificano nuovi attacchi da parte di insorti jihadisti.

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Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani, ong con sede a Londra, nei recenti scontri tra l’esercito siriano e lo Stato islamico nel deserto della Badia, tra i fiumi Oronte ed Eufrate, sono morti 90 combattenti dall’inizio di ottobre, 41 militari e 49 insorti.

Negli scontri sono intervenuti anche i cacciabombardieri russi basati a Hmeymim, vicino a Latakya, con una decina di raid nell’area di Faydat Ibn Muwaina. I raid miravano a fornire supporto alle colonne di truppe siriane attaccate in più occasioni. Oltre ai raid aerei, Mosca ha inviato nella zona anche diverse unità militari

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Gli attacchi dell’ISIS si sono intensificati con l’aumentare del pressing di Damasco contro i miliziani nel triangolo Hama-Aleppo-Raqqa. Del resto il fatto che lo Stato Islamico non sia stato ancora sconfitto lo ha ammesso anche il generale Kenneth McKenzie, a capo del CENTCOM (il comando militare centrale Usa), ricordando all’Emirates Center for Studies and Research che l’ISIS in Iraq e Siria dispone ancora di 10.000 combattenti.

(con fonti Ansa, Nova e Difesa & Sicurezza)

Foto SANA, Stato Islamico e Ministero Difesa Russo

 

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