Continua il potenziamento aereo russo nell’Artico

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Fonti della Difesa russa hanno rivelato a Izvestia che quest’anno verranno testati diversi tipi di aerei militari nella regione artica, inclusi cacciabombardieri Sukhoi Su-34, caccia Sukhoi Su-35 e aerei anfibi Beriev Be-200.

Le operazioni consentiranno così di testare le disponibilità e l’affidabilità di questi velivoli a operare nell’Artico e nell’area della rotta del Mare del Nord.

In precedenza ad esempio i Su-34 non erano stati stanziati nell’Artico ma nel 2016 l’allora comandante della Flotta del Nord, il Vice Ammiraglio Nikolai Evmenov, affermò che un’unità di Su-34 e un paio di aerei cisterna Il-78 potevano essere schierati sull’arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe al fine di aumentarne il raggio d’azione.

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Una novità assoluta per gli aerei anfibi Beriev Be-200 ordinati in sei esemplari dal Ministero della Difesa russo e che contano sulla particolare possibilità di poter operare sia da terra che dall’acqua e dunque assolvere egregiamente funzioni SAR (ricerca e soccorso) e ASW (antisom).

Il primo esemplare che è stato consegnato il 14 luglio presso l’859° Centro di addestramento dell’Aviazione navale di Yeysk è già stato trasferito nella terra di Alessandra, un’isola che fa parte appunto dell’arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe.

Come ampiamente ribadito su questi spazi, con la creazione del Comando strategico Congiunto della Flotta del Nord nato alla fine del 2014 (il quinto distretto militare della Federazione russa), è stato deciso di ripristinare ben 18 basi aeree nell’Artico da Murmansk a Pevek.

Inizialmente tali basi erano state ideate per la gestione degli aerei da trasporto ma recentemente alcune di loro sono state completamente ricostruite e hanno ricevuto notevoli potenziamenti atti ad ospitare una più ampia categoria di velivoli militari.

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In tal senso il programma più ampio è stato realizzato sull’isola di Alessandra con una spresa di oltre 4 miliardi di rubli (45 milioni di euro).  Lo scorso anno infatti il Ministero della Difesa ha annunciato che la pista semipreparata della base aerea di Nagurskoye – così come mostrato sul nostro canale Telegram – era stata ricostruita e trasformata in una pista operativa per tutto l’anno.

In precedenza si trattava di una striscia di terra non asfaltata e utilizzabile solo d’inverno, ora che la sua lunghezza è stata aumentata da 2,5 km a 3,5 km e rifatta con lastre di cemento potrà operare qualsiasi tipo di aeromobile in ogni stagione.

Un lavoro simile infine è in corso anche presso l’aeroporto di Temp sull’isola di Kotelny: dopo la costruzione di un sito di atterraggio temporaneo nel 2013 è stato lanciato un progetto del valore di oltre 5 miliardi di rubli (56 milioni di euro) per trasformarla in una pista operativa per ogni tipologia di velivoli.

Foto: Ministero Difesa Russo e Izvestia

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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