Gabrielli: subito l’agenzia per la cyber security per recuperare il ritardo dell’Italia

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L’Italia è “arrivata tardi sull’argomento” cybersecurity, le infrastrutture critiche e quelle che hanno a che fare con i settori essenziali di uno stato sono sottoposte “a minacce di ogni tipo, della criminalità organizzata, del terrorismo e anche da parte di soggetti che fanno riferimento ad interessi statuali poichè il dominio cibernetico sarà sempre più un elemento in cui si misurerà la competizione tra stati”.

Lo ha detto il 30 giugno l’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, in audizione (qui il video) alle commissioni Affari costituzionali e Trasporti della Camera sul tema dell’istituzione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

La cybersicurezza è un “ambito estremamente complesso per la vita dell’intero mondo e che nel futuro raggiungerà ulteriori elementi di preoccupazione”. Per questo la creazione di un’unica Agenzia per la cybersicurezza nazionale, puntando alla resilienza cibernetica, deve passare per una condizione: “l’affrancamento da logiche di cortile, che mirano a salvaguardare l’esistente e non il coraggio di aprirsi a nuove frontiere e sfide” ha dichiarato il sottosegretario ricordando che in Germania l’agenzia per la sicurezza cyber è nata nel 1991 e ha 1.200 dipendenti mentre in Francia esiste una struttura operativa dal 2009 che oggi conta più di mille addetti.

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Necessario quindi “dotarci quanto prima di una struttura” che possa far fronte a questo ritardo e che dovrà occuparsi di tutto quello che ha a che fare con la “resilienza cibernetica”, attività che avrà a che fare con la sicurezza nazionale ma sarà ben distinta dall’attività d’intelligence.

“I temi trattati dall’agenzia attengono in tutto e per tutto alla sicurezza nazionale e dunque questa materia va collocata nell’ambito della sicurezza nazionale ma al tempo stesso – ha detto il sottosegretario Gabrielli – va ben distinta dal ruolo del comparto d’intelligence.

Se è vero che l’agenzia sarà chiamata ad essere lo strumento attraverso il quale il premier attuerà le politiche per la sicurezza cibernetica del paese, se è vero che avrà ad oggetto la costruzione della sicurezza che è precondizione per gestire gli attacchi cibernetici, è anche vero che deve essere distinta e separata sia dall’azione della cyber investigation, che spetta alle forze di polizia e alla magistratura, sia dalla cyber defence – dove le forze armate svolgono una funzione importante – sia dalla cyber intelligence, che deve avere non solo connotazioni difensive ma anche di attacco perchè è la modalità con cui si gestisce meglio una difesa”.

Per Gabrielli l’istituzione dell’Agenzia nasce anche dalla necessità di risolvere le “fibrillazioni” all’interno del comparto intelligence, al quale era stata attribuita tutta la materia della cybersecurity.

“La situazione del comparto rispetto al tema della cybersicurezza era assolutamente critica, si era creato un meccanismo ipertrofico in capo al Dis che stava producendo grandi fibrillazioni poichè le Agenzie, giustamente, chiedevano un’operatività che spesso collideva con il ruolo del Dis.

L’Agenzia non sarà’ un elemento di indebolimento del comparto, ma lo rafforzerà’ perchè tornerà a fare quel che deve fare, far funzionare l’attività d’intelligence per la sicurezza del paese”.

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Il prefetto ha aggiunto che l’agenzia “non si pone contro niente e nessuno, è una scelta della presidenza del Consiglio di dare al Paese una solida” struttura di resilienza cibernetica. Infine, disporre di un’unica autorità nazionale “rende più credibile” ogni intervento in materia.

Al Parlamento che dovrà convertire in legge il decreto che istituisce l’Agenzia (disegno di legge C. 3161, di conversione del decreto-legge 14 giugno 2021 n. 82 “Disposizioni urgenti in materia di cybersicurezza, definizione dell’architettura nazionale di cybersicurezza e istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale”), Gabrielli ha chiesto un iter veloce. “Non possiamo più permetterci di perdere tempo su una tematica che può non viaggiare alla velocità della luce ma non può viaggiare alle tempistiche a cui siamo abituati”.

Tra le audizioni parlamentari sulla ACN segnaliamo anche quella di Eugenio Santagata, amministratore delegato di Telsy del gruppo Tim (qui il video), che ha auspicato che l’agenzia possa sviluppare un elevata deterrenza e possa costituire “un volano” per “poter creare una base industriale solida” incentrata sullo sviluppo in Italia di tecnologie proprietarie.

 

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