Bell 360 Invictus: entro dodici mesi pronto primo esemplare

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Bell Textron ha annunciato di aver concluso la realizzazione del 50% circa del primo esemplare di elicottero da ricognizione ed attacco 360 Invictus, proposta dall’azienda texana in corsa per il Future Attack Recon Aircraft (FARA) dell’esercito americano (US Army). Nonostante la completa riprogettazione del rotore di coda, l’elicottero dovrebbe essere pronto entro un anno: la maggior parte della fusoliera e i pannelli esterni sono stati assemblati presso lo stabilimento di produzione Bell di Amarillo, in Texas, ed è ora in corso l’installazione finale di una paratia per il fissaggio del braccio di coda e degli elementi del sistema rotore.

Nel frattempo, va avanti la costruzione “off-ship” di diverse componenti, come il sistema del rotore principale e le pale, mentre le linee idrauliche e l’elettronica dovrebbero essere presto installate. Parallelamente alla costruzione del velivolo, Bell’s Drive Systems Test Lab (DSTL) sta portando avanti le prove sulle componenti meccaniche ritenute di alto valore, il rotore principale, l’unità di potenza supplementare, gli alberi di trasmissione e i giunti, parti meccaniche che vengono sottoposte ad una serie di modelli di utilizzo sotto sforzo fino a raggiungere il 100% dei requisiti di aeronavigabilità richiesti.

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Invictus è un elicottero a singolo rotore principale con cabina di pilotaggio in tandem progettato secondo i requisiti dettati da US Army, per volare quindi ad almeno 180 nodi (330 km/h).

Il velivolo prende in prestito il sistema del rotore dal 525 Relentless, elicottero commerciale medio che Bell ha pensato per il settore delle piattaforme petrolifere e che ha sviluppato per il trasporto di 19 passeggeri.

Per soddisfare le specifiche FARA, il numero delle pale è stato ridotto a quattro ed è stato ridimensionato il diametro del rotore a 12,2 metri, misura che permetterà all’elicottero di combattere anche in ambiente urbano, tra palazzi e grattacieli.

Per garantire elevati standard di velocità e maneggevolezza, il progetto ha previsto un cockpit affusolato, con posti pilota e cannoniere in tandem, carrello retrattile, stive per le armi posizionate all’interno della fusoliera e due piccole ali laterali, appendici che alle alte velocità contribuiscono a produrre fino al 50% della portanza. Ridisegnato anche il rotore di coda, ora aperto – modificato il progetto originale che prevedeva un rotore di coda intubato – per offrire maggiore bilanciamento, efficienza e prestazioni al velivolo.

Il 360 è progettato per sostenere un’autonomia di volo in combattimento di 135 nm (250 km), con un tempo di stazionamento sul target di oltre 90 minuti e hovering fuori dall’effetto suolo a 4000 ft. Il raggio di missione è di +400 nm (+740 km), mentre il carico utile è di 1.400 lb (635 kg).

Il velivolo, con sistema di controllo del volo fly-by-wire, è spinto da un motore turbo albero General Electric T901 da 3.000 shp (2.200 kW) di potenza, posizionato a sinistra del rotore principale, e da un’unità di alimentazione supplementare Pratt & Whitney PW207D1 turbo albero da 586 shp (439 kW), posizionata sul lato opposto. (IT Log Defence)

 

 

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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