Forniture aeree russe e turche per il Kirghizistan

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Sono stati resi noti alcuni dettagli circa le commesse di velivoli militari da parte del Kirghizistan annunciati lo scorso 21 ottobre dal presidente del Comitato di Stato per la sicurezza nazionale (GKNB) Kamchybek Tashiev.

Il paese centro-asiatico ha commissionato 6 UAV tattici russi Orlan-10E e 3 UAV Bayraktar TB2 turchi per un costo complessivo stimato in circa 17 milioni di dollari.

Non è il primo contratto d’esportazione per i piccoli droni russi se consideriamo che lo scorso 22 gennaio il Myanmar è stato il primo cliente estero dell’Orlan-10E ordinato all’interno di una commessa che includeva sistemi antiaerei Pantsir S1.

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Sebbene il drone da ricognizione sia stato introdotto dall’Esercito russo circa un decennio fa, la sua variante di esportazione è stata rivelata per la prima volta all’expo LIMA-2017 in Malesia.

Un ulteriore accordo russo-kirghizo è stato raggiunto recentemente durante un incontro a Bishkek tra lo stesso Tashiev e il capo di Rosoboronexport Alexander Mikheev.

Secondo fonti del GKNB sarebbe stato infatti siglato un contratto per l’acquisto di un elicottero multiruolo Mil Mi-17V-5, per la revisione degli elicotteri Mi-8MT/MTV già attualmente in servizio (e di cui due esemplari donati proprio da Mosca) e per la fornitura di pezzi di ricambio ad essi destinati.

Durante l’incontro, svoltosi nella residenza di stato di Ala-Archa, sarebbero state discusse inoltre anche le questioni dello sviluppo della cooperazione tecnico-militare tra i due Paesi.

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L’UAV Orlan-10E prodotto dalla Special Technology Center (STC) di San Pietroburgo è dotato di uno scafo composito che riduce la sua firma radar, è lungo 1,8 metri, ha un’apertura alare di 3,1, un peso al decollo di 18 chili e un carico utile di 5. La velocità è di 70-180 km/h, l’autonomia di 15 ore e un’altitudine massima di 6.000 metri.

Il velivolo è alimentato da un motore a benzina ed è in grado di operare entro la fascia di temperatura tra i -30°C e  i+40°C.

Mantiene le comunicazioni con il suo posto di comando e controllo a una distanza di 150 km e il suo collegamento dati consente una velocità di trasferimento di 10Mbps. Il carico utile di questo piccolo UAV russo può includere una fotocamera o una videocamera, una telecamera stabilizzata, una telecamera a infrarossi o apparecchiature elettroniche; una singola stazione a terra può controllare inoltre fino a 16 Orlan-10E in volo contemporaneamente.

Ad oggi sono stati prodotti più di 1.000 esemplari che sono stati visti operare in Ucraina, Siria, Libia, Rep. Centrafricana e nel Nagorno-Karabakh.

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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