La Svezia punta agli aerei radar Saab GlobalEye AEW&C

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La Svezia ha compiuto un significativo passo avanti nel processo di acquisizione della piattaforma aerea GlobalEye, velivolo multiruolo Airborne Early Warning & Control (AEW&C) sviluppato dal gruppo aerospaziale svedese Saab. La notizia, resa nota in conferenza stampa il 22 ottobre scorso dall’amministratore delegato Saab, Micael Johansson e ripresa dalla rivista Flight Global, conferma l’intenzione del governo di sostituire l’attuale coppia di velivoli di allerta precoce Erieye Saab 340 con il GlobalEye, sistema aviotrasportato basato sul business jet Bombardier Global 6000.

Anche se nessun contratto è stato finora sottoscritto in proposito, l’acquisizione di due GlobalEye da parte di Stoccolma si andrebbe ad aggiungere a quella degli Emirati Arabi Uniti, che hanno già ricevuto tre dei cinque esemplari ordinati. Nonostante la Reale Aeronautica Svedese abbia già espresso interesse per questo velivolo, considerandolo una piattaforma ideale per soddisfare le future esigenze di sorveglianza aerea del paese, non è però ancora chiaro quando e quanti esemplari ne potrebbero essere acquistati.

Nel frattempo, Saab ha già proposto una coppia di GlobalEye alla Finlandia, un’appendice alla gara indetta da Helsinki per il programma Finnish HX che vede la società svedese in corsa con un’offerta per 64 caccia Gripen E.

Una proposta che segue quella messa in campo in Canada con 88 caccia destinati al programma Future Fighter Capability Project (FFCP).

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Il sensore principale del GlobalEye è il radar aereo di allerta precoce (AEW) Erieye ER. Il sistema, montato sulla fusoliera del bireattore, pesa circa una tonnellata ed ha una portata massima di 450 km (216 nm) ad un’altitudine operativa di 30.000 piedi e di 550 km a 35.000 piedi. Rispetto alla precedente versione Erieye, Saab afferma di aver ottenuto un aumento del raggio di rilevamento del 70%, con capacità di rilevare e tracciare una combinazione di bersagli aerei e di superficie, sia su terra che in mare, e tempi di missione fino a undici ore di durata.

Oltre al radar AEW, GlobalEye è dotato di vari sensori aggiuntivi: il radar di sorveglianza marittima Seaspray 7500E di Leonardo, dotato di apertura sintetica e modalità di indicazione del bersaglio mobile orientato al suolo; un sensore elettro-ottico/infrarosso assemblato sotto la fusoliera anteriore; apparecchiature di missione che includono il collegamento dati, le comunicazioni vocali e satellitari e una suite di comando e controllo, quest’ultima composta da cinque postazioni di bordo.

Tre i livelli di capacità del velivolo proposti:

  • sistema base con radar a scansione elettronica Active Electronically Scanned Array (AESA) e funzioni Command & Control (C2) per la sorveglianza aerea, terrestre e marittima, con funzioni di intelligenza elettronica;
  • versione con funzionalità aggiuntive di ricerca in mare e sensore elettro-ottico/infrarossi;
  • attività di raccolta di informazioni mediante l’intercettazione e analisi di segnali (SIGINT).

Come sottolineato da Johansson, la recente apertura di uno stabilimento di produzione negli Stati Uniti, a West Lafayette, nell’Indiana, segna un passo importante per il piano di espansione internazionale di Saab. Il sito produrrà la sezione di poppa della fusoliera per l’addestratore avanzato T-7A Red Hawk, jet monomotore sviluppato da Boeing e dal partner svedese che USAF ha selezionato come vincitore del programma Advanced Pilot Training System (TX).

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A metà settembre Saab aveva spedito negli USA il terzo esemplare di sezione di poppa del T-7A; arrivata da Linkoping, in Svezia, la prima parte della struttura era stata accoppiata da Boeing con la fusoliera anteriore dell’aereo in soli 30 minuti. Oltre ai risultati previsti con il programma Red Hawk, l’USAF prevede di acquisire 351 esemplari per sostituire la flotta Northrop T-38 e nel secondo semestre 2022, dovrebbe essere presa una decisione sulla produzione a pieno ritmo del jet (Millestone C).

Infine Saab ha annunciato significativi progressi per quanto riguarda la riduzione dei gas serra in ambito Difesa, impegno che prevede di dimezzare le emissioni entro il 2030 e raggiungere lo stato di azzeramento entro il 2050.

La Reale Aeronautica Svedese sta seguendo da vicino il progetto sui biocarburanti che l’Amministrazione svedese dei materiali per la Difesa (FMV) conduce in collaborazione con GKN Aerospace Engine Systems Sweden e sta portando avanti una serie di test con il JAS 39 Gripen, attività che sta dando risultati più che soddisfacenti. (IT Log Defence)

Foto Saab e Boeing

 

 

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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