Il mistero dei laboratori di ricerca biologica americani in Ucraina

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(aggiornato il 12 marzo alle ore 12) 

Negli Stati Uniti cominciano ad emergere ammissioni e rilievi circa la presenza di laboratori biologici statunitensi che Mosca definisce una minaccia alla sicurezza e i cui fini non sono finora stati chiariti in modo esauriente.

Il sottosegretario pe gli affari politici del dipartimento di Stato Usa per gli affari politici, Victoria Nuland, ha ammesso la presenza di “laboratori di ricerca biologica” sul territorio dell’Ucraina nel corso di una audizione al Senato federale degli Stati Uniti che si è tenuta ieri, 9 marzo.

Alla domanda se l’Ucraina disponga di armi chimiche o biologiche, rivoltale dal senatore repubblicano Marco Rubio, Nuland (nella foto sotto) ha risposto  che in Ucraina si trovano “laboratori di ricerca biologica” e che Washington ” è preoccupata che le forze russe possano tentare di assumerne il controllo.” Stiamo lavorando con gli ucraini su come impedire che quel materiale di ricerca possa cadere nelle mani delle forze russe”, ha affermato la Nuland, che già in passato fu protagonista della crisi ucraina quando ricopriva l’incarico di Assistant Secretary of State for European and Eurasian Affairs al dipartimento di Stato nell’Amministrazione Obama.

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Nel febbraio 2014, durante i fatti del Maidan che portarono al cambio di regime a Kiev, la Nuland venne intercettata dai russi mentre in una telefonata all’ambasciatore americano a Kiev resa pubblica espresse chiaramente la volontà di tagliare fuori l’Unione Europea dalla gestione della crisi ucraina con l’espressione, colorita ma efficace, “Fuck EU”.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha chiesto chiarimenti circa questi laboratori americani in Ucraina e Maria Zakharova, portavoce dello stesso ministero,  ha dichiarato nei giorni scorsi che Mosca dispone di prove di un presunto programma degli Stati Uniti per lo sviluppo di antrace e di altre armi biologiche in Ucraina.

Come ha ricordato l’agenzia di stampa Nova, lo scorso 24 febbraio il ministero della Difesa russo ha pubblicato documenti che avrebbe ottenuto da laboratori di ricerca biologici ucraini, e che dimostrerebbero come al personale di laboratorio sia stato ordinato di eliminare le prove di presunti programmi di ricerca di armi biologiche che costituirebbero una violazione della Convenzione Onu per le armi biologiche.

La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha definito le accuse della Russia “false” e “pretestuose”: avvertendo il 9 marzo, che la Russia potrebbe far ricorso ad armi chimiche nel contesto del conflitto in Ucraina, dopo la denuncia da parte della Russia in merito al presunto sviluppo di armi biologiche da parte degli Stati Uniti sul territorio di quel Paese.

“E’ il tipo di operazioni di disinformazione che negli anni abbiamo visto attuare ripetutamente da parte dei russi in Ucraina e in altri Paesi, che sono state più volte smentite, e un esempio dei falsi pretesti che abbiamo avvertito la Russia avrebbe potuto inventare”, ha affermato la portavoce tramite una nota. “La Russia è nota per essere solita accusare l’Occidente delle violazioni che lei stessa ha perpetrato. A dicembre la Russia ha falsamente accusato gli Stati Uniti di aver schierato contractor con armi chimiche in Ucraina”, prosegue la nota. “Si tratta di un ovvio stratagemma da parte della Russia per provare a giustificare ulteriormente il suo attacco premeditato, non provocato e ingiustificato contro l’Ucraina.

Ora che la Russia ha mosso queste accuse false, e che la Cina ha apparentemente appoggiato tale propaganda, dovremmo tutti fare attenzione al possibile utilizzo di armi chimiche o biologiche da parte della Russia in Ucraina, e al possibile ricorso a operazioni false flag che prevedono il loro utilizzo. E’ una tendenza evidente”, ha aggiunto Psaki.

Dopo le ammissioni della Nuland, prive peraltro di precisazioni circa gli scopi dei laboratori, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha consigliato l’11 marzo all’Ucraina di distruggere i patogeni ad alta minaccia presenti nei loro laboratori per prevenire “eventuali fuoriuscite” dovute alla guerra in atto che avrebbero diffuso malattie tra la popolazione.

Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters. «I laboratori ucraini hanno ricevuto il sostegno degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e dell’OMS» si legge nell’articolo in cui la Reuters precisa di aver chiesto commenti alle autorità di Kiev e all’ambasciata ucraina a Washington, che hanno preferito non rilasciare dichiarazioni neppure sotto anonimato.

Nei giorni scorsi Fox News ha ripreso una nota del Pentagono del 2010, prima quindi dei fatti del Maidan, in cui si segnala che “il senatore Dick Lugar si è congratulato per l’apertura del Laboratorio di riferimento centrale ad interim di Odessa, in Ucraina, annunciando che sarà fondamentale nella ricerca di pericolosi patogeni utilizzati dai bioterroristi. Il laboratorio di biosicurezza di Livello 3 verrà utilizzato nello studio dell’antrace, della tularemia, della Febbre Q e di altri patogeni pericolosi”.

Lugar, senatore repubblicano all’epoca nella Commissione Esteri, è scomparso nel 2019. Da un comunicato dell’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev risultano effettivamente presenti in Ucraina due laboratori del Programma di riduzione della minaccia biologica del dipartimento della Difesa Usa realizzati nel 2019, uno a Kiev e il secondo a Odessa.

Il programma “collabora con Paesi partner per contrastare la minaccia del rilascio deliberato, accidentale o naturale delle più pericolose malattie infettive al mondo”.

(con fonte Agenzia Nova)

 

 

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