Manutenzione in India per i caccia Sukhoi Su-30K ugandesi

1_Uganda (2) (002)

 

 

L’Uganda ha firmato un memorandum d’intesa con l’India per la manutenzione e il supporto tecnico (MRO) dei caccia Sukhoi Su-30MK2 che il paese africano ha acquistato dalla Russia più di dieci anni fa.

L’accordo è stato firmato lo scorso 4 marzo presso l’Alto Commissariato indiano a Kampala alla presenza del Ten. Gen. Charles Lutaaya, Comandante dell’Aeronautica e delle Forze di difesa del popolo dell’Uganda (UPDF).

La manutenzione oggetto dell’intesa sarà effettuata dalla società aerospaziale e della difesa statale Hindustan Aeronautics Limited (HAL) poiché la società indiana ha una regolare licenza di produzione concessa dalla Russia per costruire ed effettuare MRO su questo caccia multiruolo.

«Si tratta del primo importante accordo di Difesa con l’Uganda – ha dichiarato sul proprio account Twitter l’Alto commissariato indiano – dopo la presentazione da parte del primo ministro Narendra Modi dei “10 princìpi di impegno India-Africa” al parlamento ugandese il 25 luglio 2018.»

I dettagli finanziari dell’accordo rimangono riservati; apparentemente tale segretezza è associata alla partecipazione della Russia al progetto, paese soggetto a severe sanzioni da parte dell’Occidente.

Nell’aprile 2010 l’agenzia statale russa per l’esportazione di armi Rosoboronexport firmò un accordo preliminare con l’Uganda per sei caccia multiruolo Sukhoi Su-30 ma le trattative prolungate in particolare sul prezzo portarono alla firma di un accordo del valore di 635 milioni di dollari solo nel maggio dell’anno successivo.

I velivoli costruiti dalla KnAAPO di Komsomolsk-on-Amur – una filiale della JSC Sukhoi Company – sono stati consegnati alla Forza Aerea ugandese in tre lotti di due velivoli ciascuno nel luglio 2011 (numeri di coda AF 011 e AF 015), nell’ottobre 2011 (AF 019 e AF 023) e nel maggio 2012 (AF 027 e AF 031).

Nonostante i Su-30MK2 costituiscano la risorsa militare più apprezzata dell’Uganda il paese africano non li avrebbe utilizzati in tutte le operazioni militari in cui è coinvolta (dalla Repubblica Democratica del Congo alla Repubblica Centrafricana, fino alla Somalia).

L’AMISOM (Missione dell’Unione Africana in Somalia) ad esempio, è l’impresa militare più impegnativa dell’Uganda attualmente giunta al suo quindicesimo anno di attività; sebbene si tratti essenzialmente di una missione di mantenimento della pace le truppe ugandesi si sono impegnate più volte in operazioni offensive contro le milizie jihadiste di al-Shabaab.

Diversamente – secondo una fonte militare locale che ha riferito al The Independent – i caccia Sukhoi sono stati impiegati in attacchi aerei contro le forze di opposizione in Sud Sudan e inoltre sono stati efficacemente utilizzati nel novembre dello scorso anno in operazioni di bombardamento dei campi delle Forze Democratiche Alleate (ADF) presso la Repubblica Democratica del Congo, in occasione dell’Operazione Shujaa.

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password