Ucraina: da Praga le prime forniture di mezzi corazzati dai paesi NATO

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La Repubblica Ceca avrebbe inviato carri armati di tipo sovietico in Ucraina. Lo ha riferito ieri il Wall Street Journal citando tre funzionari cechi e slovacchi sottolineando che è la prima volta che un Paese straniero fornisce carri armati all’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa il 24 febbraio.

Si tratterebbe di carri armati T-72 e veicoli da combattimento BMP-1 (probabilmente 44 appartenuti precedentemente all’esercito della Germania Est), mezzi apparsi ieri su alcuni social in immagini che li ritraevano su un convoglio ferroviario.

Secondo il giornale statunitense, Praga e Bratislava (la Slovacchia confina con l’Ucraina) starebbero valutando la possibilità di rendere disponibili il proprio apparato industriale della Difesa per riparare i mezzi militari danneggiati inclusi forse quelli che secondo il blog di intelligence Oryx l’Ucraina ha catturato alle forze russe e stimati in 176 carri armati, 34 pezzi di artiglieria semoventi, 116 veicoli corazzati da combattimento, 149 trasporto truppe, 23 lanciarazzi multipli e 45 veicoli corazzati di vario tipo.

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“Quella della Repubblica Ceca è la decisione di un Paese sovrano e non della Nato”, ha precisato l’ambasciatore statunitense presso l’Alleanza Atlantica Julianne Smith, confermando le notizie pubblicate dal Wall Street Journal. “Circa due terzi degli alleati stanno fornendo armi letali all’Ucraina e domani dovremo capire cosa fare, collettivamente e individualmente”.

La Repubblica Ceca dispone di circa 120 carri T-72M1/M4CZ in servizio e un numero imprecisato e non aggiornati nei magazzini e di 140 veicoli cingolati da combattimento BMP-1 in riserva e quindi disponibili per essere ceduti. Sono inoltre disponibili circa 45 elicotteri Mi-8/17 e Mi-24 da attacco.

La Slovacchia, che finora non ha voluto cedere a Kiev il suo unico sistema di difesa aerea S-300, potrebbe cedere i 230 cingolati BMP-1 radiati dal servizio attivo e immagazzinati ma dispone anche di una decina di caccia Mig 29 in fase di sostituzione con F-16 statunitensi e una dozzina di elicotteri Mi-17 ma negli anni scorsi ha radiato carri T-72, elicotteri Mi-24 e aereo da attacco Sukhoi Su-25, tutti in servizio anche in Ucraina.

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La Polonia potrebbe mettere in campo oltre 300 carri T-72, una cinquantina di lanciarazzi campali BM21 e almeno una parte degli 800 BMP-1 disponibili e una trentina di elicotteri Mi-8/17.

Gli Stati Uniti e la NATO cercano di reperire mezzi pesanti da combattimento di costruzione russo/sovietica da fornire all’Ucraina armi, anche se non tutte le nazioni di NATO e UE sembrano disposte a offrire o vendere i propri surplus militari o i mezzi in dotazione alle proprie forze armate.

Non metterà a disposizione i propri mezzi l’Ungheria (specie dopo le polemiche tra il presidente Zelensky e il premier Orban) che sta rinnovando i mezzi del proprio esercito con carri Leopard 2A7 e veicoli da combattimento Lynx e dispone di un surplus di mezzi di tipo sovietico quali circa 300 carri T-72M1 e altrettanti obici trainati da 152 mm D-20.

Cipro ha risposto negativamente alla richiesta degli Stati Uniti di cedere all’Ucraina i sistemi missilistici da difesa aerea, un numero imprecisato di BUK M1-2 e 6 TOR/ M1, “per non ridurre la sua capacità di difesa”, ha affermato il capo del ministero della Difesa cipriota, Charalambos Petridis. La notizia è stata resa nota dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti, citando i media ciprioti.

Per favorire le cessioni di armi Washington non propone forniture dirette dei mezzi e degli armamenti a Kiev ma cessioni dirette agli USA che poi li gireranno all’Ucraina.

Ieri l’Estonia ha annunciato nuove forniture militari a Kiev, che includono missili anticarro, mine, armi automatiche, munizioni, granate e bombe a mano secondo quanto riferito dal Kyiv Indipendent.

Polemiche invece si registrano in Germania  dove il ministro della Difesa, Christine Lambrecht, è stata definita “completamente sopraffatta nell’incarico” dal presidente dell’Unione cristiano-sociale (Csu), Markus Soeder, primo ministro della Baviera.

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La Lambrecht “mette in imbarazzo la Germania di fronte all’Ucraina e ai suoi “partner occidentali” ha detto l’esponente dell’opposizione che ha motivato l’attacco al ministro a seguito della sua decisione di non fornire all’Ucraina i mezzi corazzati per il trasporto di fanteria Marder della Bundeswehr definiti “tutti necessari alla Germania per adempiere agli obblighi stabiliti dalla NATO” dal ministero della Difesa.

Emergono infine conferme dell’addestramento impartito anche fuori dai confini ucraini a migliaia di militari di Kiev da istruttori e consiglieri militari degli stati membri della NATO, alcuni negli Stati Uniti, come ha detto ieri il capo dello stato maggiore interforze, generale Mark Milley, nel corso di un’audizione di fronte alla commissione Difesa della Camera dei rappresentanti Usa.

L’obiettivo è quello di fornire loro l’addestramento necessario soprattutto per utilizzare le attrezzature fornite dal Pentagono per la guerra in corso nel Paese. “Alcuni di loro vengono addestrati proprio qui negli Stati Uniti, nel nostro sistema d’istruzione”, ha detto Milley quando gli è stato chiesto se le truppe ucraine fossero state addestrate a utilizzare l’equipaggiamento militare fornito da Washington. Finora decine di migliaia di militari ucraini sono stati addestrati in alcune nazioni NATO dell’Est Europa nell’ambito di programmi gestiti da britannici, canadesi e statunitensi.

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Oltre a fornire armi all’Ucraina e a organizzare e promuovere forniture da paesi terzi, gli USA attuano pressioni su maggiori clienti dell’industria della Difesa russa per scoraggiare ulteriori commesse a Mosca.

Gli Stati Uniti si aspettano che l’India riduca l’acquisto di prodotti e materiale militare dalla Russia, dal momento che Washington non ritiene che tali acquisti siano nel migliore interesse di Nuova Delhi, ha affermato il segretario alla Difesa statunitense, Lloyd Austin, in audizione al Congresso ripresa dall’Agenzia Nova.

L’India ha assunto una posizione finora piuttosto distante dall’Occidente circa la guerra in Ucraina, rifiutando di aderire alle sanzioni occidentali contro Mosca. “Continuiamo a lavorare con l’India per assicurarci che capiscano, crediamo che non sia nel migliore interesse (dell’India) continuare a investire in attrezzature russe”, ha detto Austin.

Le forze armate indiane utilizzano una vasta gamma di armi di fabbricazione russa, inclusi sistemi missilistici, velivoli da combattimento, carri armati e pezzi d’artiglieria e ha firmato negli ultimi mesi nuovi contratti che includono l’acquisto del sistema di difesa aerea a lungo raggio S-400.

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