L’Aeronautica radia gli UAV Predator A+ dopo 18 anni e oltre 30mila ore di volo

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Il 19 dicembre scorso, dopo 18 anni dall’entrata in servizio in Forza Armata, con un volo di trasferimento dal 61° Gruppo Volo APR di Sigonella al 32° Stormo di Amendola, si è conclusa l’attività operativa dell’assetto RPAS (Remotely Piloted Aircraft System) MQ-1C, denominato Predator Alpha plus.

La sobria cerimonia di phase out si è svolta presso la base pugliese alla presenza del Comandante della Squadra Aerea, Generale di Squadra Aerea Alberto Biavati, del Comandante delle Forze da Combattimento, Gen. D.A. Luigi Del Bene e del Capo di Stato Maggiore del C.S.A, Gen. D.A. Andrea Argieri. All’evento, assieme al personale del 28° e 61° Gruppo Volo A.P.R., ha preso parte anche una rappresentanza di tutte le articolazioni del 32° Stormo.

“Nei moderni teatri operativi, l’Information Superiority rappresenta un elemento di rilevanza strategica imprescindibile, senza la quale ogni sforzo e finanche il più moderno sistema sarebbero inutili”, ha sottolineato il Col. Roberto Massarotto, Comandante del 32° Stormo. “Per assolvere alle nuove missioni che si andavano delineando, già nel 2004, l’Aeronautica Militare si è dotata del sistema MQ-1, un velivolo non veloce, ma che fa della persistenza, della discrezione, della silenziosità, della capacità di raccolta e disseminazione di dati e delle potenzialità di impiego duale i suoi punti di forza, impareggiabili per gli altri sistemi.

I successi ottenuti da questa macchina non sarebbero però mai stati raggiunti senza il prezioso lavoro degli uomini e delle donne del 61° e 28° Gruppo. Un lavoro pregiato e faticoso, che viene svolto lontano dai riflettori, nel silenzio, dove nessuno vi può vedere o sentire e senza magari poter condividere, con chi vi sta vicino, la soddisfazione per un successo particolarmente importante”.

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Avete aperto un’era, con chi di voi c’era già dall’inizio e con chi è venuto dopo, nel cambiare radicalmente il modo di operare dell’Aeronautica Militare”, ha dichiarato il Generale Biavati rivolgendosi alle donne e agli uomini del 28° e del 61° Gruppo Volo APR. “Ciò che avete fatto è qualcosa di storico e di epico, che rimarrà per sempre scritto nella storia della nostra Forza Armata e di questo vi devo ringraziare perché senza la vostra opera, tante cose che l’Aeronautica Militare ha fatto negli ultimi anni, non saremmo mai riuscite a farle”. Il Comandante della Squadra Aerea, nel suo intervento, ha inoltre voluto evidenziare come il 70% delle ore di volo del Predator A+ siano state effettuate in missioni operative e solo il 30% in addestrative, avvenimento unico tra tutti gli aeromobili dell’Aeronautica Militare, a ulteriore dimostrazione di come l’attività Intelligence Surveillance and Reconnaissance – ISR, negli scenari attuali, sia una delle più pregiate.

Fin dal suo ingresso in linea, l’MQ-1 ha rappresentato una svolta epocale per la Forza Armata consentendo di effettuare missioni operative di lunga durata ed in un vastissimo panorama di attività che spaziano – per tipologia e finalità – dall’impiego militare a quello di protezione civile, totalizzando, in oltre 3.800 sortite, più di 31.000 ore di volo, di cui circa 20.000 effettuate dal 28° Gruppo Volo APR di Amendola e più di 11.000 dal 61° Gruppo Volo APR di Sigonella.

Numerosissime le missioni militari e di coalizione in cui è stato impiegato in svariate aree del globo, tra cui Iraq, Afghanistan, Kosovo, Corno d’Africa, Kuwait, ricoprendo un ruolo fondamentale a supporto e per la sicurezza delle truppe sul terreno attraverso una preziosa attività di monitoraggio e sorveglianza dall’alto, in particolare per la scorta non armata ai convogli in ambiente ostile, per scoperta di ordigni improvvisati e per il monitoraggio di target operativi.

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Fondamentale, altresì, il contributo per il controllo dei confini nazionali e per la sorveglianza del territorio, nell’ambito di attività di concorso all’ordine pubblico, di ricerca e soccorso e di monitoraggio ambientale quali ad esempio il contributo alla sicurezza di vertici internazionali G7, G8 e G20, la collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile per eventi di pubblica calamità, l’attività di monitoraggio dei roghi nella Terra dei Fuochi.

L’UAV (Unmanned Aerial Vehicle), entrato in linea nel dicembre 2004 e già nel gennaio 2005 dispiegato in missione al di fuori dei confini nazionali, ha consentito di proiettare in teatro operativo, a distanze prima di allora proibitive, reti e sensori in maniera persistente e impercettibile, dimostrandosi un infaticabile moltiplicatore di risorse, in grado di assolvere una notevole quantità delle missioni della dottrina aerea che vanno dal CAS (Close Air Support), al CSAR (Combat Search And Rescue), al Target Acquisition. Ma l’innovazione più diretta è stata l’opportunità di incrementare la Situational Awareness in “Real Time”, in quanto i sofisticati sensori di bordo trasmettono in diretta le immagini, rendendo lo scenario della zona di intervento immediatamente fruibile ai decisori.

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Il 32° Stormo è alle dipendenze del Comando delle Forze da Combattimento (CFC) di Milano, la cui missione assegnata è quella di acquisire e mantenere la prontezza operativa di tutti gli organismi della difesa aerea e di attacco e di ricognizione, provvedendo all’efficienza operativa dei sistemi d’arma, dei mezzi e dei materiali, nonché all’addestramento del personale ed al costante aggiornamento ed ottimizzazione delle procedure operative, nel rispetto delle linee guida delle SS.AA.

Il CFC è alle dipendenze del Comando Squadra Aerea che esercita le attribuzioni in materia di addestramento, predisposizione e approntamento operativo dei propri Reparti, affinché gli stessi acquisiscano e mantengano i previsti livelli di prontezza operativa. Dopo il raggiungimento della Initial Operational Capability (IOC), avvenuta nel 2018, partecipa, dal 2019, alle Operazioni NATO di Air Policing fuori i confini nazionali.

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Dal febbraio 2020 il 32° Stormo è l’unico Reparto del panorama europeo che impiega congiuntamente sia F-35A (CTOL) che F-35B (STOVL), contribuendo, con il velivolo di 5ª generazione, alla capacità Air Expeditionary della Forza Armata. Inoltre impiegando gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR) MQ-1C e MQ-9A, il Reparto effettua operazioni di Intelligence, Surveillance, Target Acquisition & Recoinnissance, sia nazionali che di coalizione. Infine, attraverso i velivoli MB-339, il 32° Stormo completa l’addestramento dei piloti di APR per mantenere un adeguato livello operativo sui velivoli a pilotaggio tradizionale.

Autore: Ten.Col. Daniele Trifance – 32° Stormo Aeronautica Militare

 

 

 

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